Mostre Torino Mercoledì 24 ottobre 2018

Tutti gli “ismi” di Armando Testa: da Carmencita a Pippo, a Torino in mostra il genio creativo del Novecento

© Alessandra Chiappori

Torino - Se state cercando il grande e simpaticissimo ippopotamo blu, lo avete trovato: Pippo vi aspetta sorridente, pronto per un selfie, a Palazzo Chiablese, Torino, per la grande mostra dedicata al genio pubblicitario che lo ha creato, Tutti gli “ismi” di Armando Testa, visitabile dal 25 ottobre 2018 al 17 marzo 2019. Ma l’iconico ippopotamo blu è solo la perla di un’esposizione dove, senza necessità di didascalie, si succedono strani animali, coni gelato, provini sferici e video esplicativi, altri coni poi diventati gli altrettanto noti Carmencita e Caballero, star del Carosello, e manifesti del Vermuth Carpano.

In fondo non poteva non esserci un riferimento così forte a Torino per una mostra che, a 17 anni dall’ultimo progetto espositivo a lui dedicato, al Castello di Rivoli, torna a raccontare l’arte di Armando Testa, uno degli artisti e pubblicitari più noti al mondo, classe 1917, torinese e che a Torino ha istituito la sua agenzia, contribuendo a costruire una cultura visiva italiana di cui ancora oggi si percepisce forte l’eredità.

«La mostra su Armando Testa porta nel cuore dei torinesi una delle più grandi menti creative – ha sottolineato Enrica Pagella, direttrice dei Musei Reali, nel cui complesso rientra Palazzo Chiablese – sarà una grande lezione per guardare e imparare a vedere le forme, e dentro le forme il significato profondo dell’ispirazione, il senso. Tutto questo andirivieni tra oggetti che ci circondano e il nostro modo di guardare è il significato universale di una mostra che saprà coinvolgere gli appassionati di arte moderna come quelli di arte antica e storia dell’arte. Armando Testa ci insegna il modo in cui trovare la modernità passando dentro a ogni manifestazione visiva».

Manifesti, pubblicità televisive, bozzetti, sculture, Tutti gli “ismi” di Armando Testa è curata da Gemma De Angelis Testa e Gianfranco Maraniello, direttore del Museo di Arte Moderna e Contemporanea di Trento e Rovereto, e percorre la carriera dell’artista torinese con oltre cento opere diverse che spaziano dagli anni ’40 agli anni ’90 del Novecento. Mezzo secolo di icone e personaggi, dal Punt e Mes Carpano a Sintesi 59, il monumento oggi esposto davanti alla stazione di Porta Susa.

«Un occhio aperto sul mondo, in dialogo con lo spazio urbano che lo circonda – così ha commentato questo monumento Gemma De Angelis, che ha illustrato il valore della mostra e il suo legame speciale con la città di Torino – Armando Testa è sempre stato legato alla sua città che amava, ed è un amore ricambiato, che si manifesta in tanti omaggi tra cui le iniziative per il centenario della nascita. Il titolo di questa mostra – tutti gli “ismi” – gli sarebbe piaciuto, avrebbe giocato sulla sua ironia. Armando Testa è stato infatti il primo creativo capace di esprimersi con tutti i codici dell’arte visiva, basti pensare che la facciata della sua agenzia è realizzata da lui e riecheggia un’opera di De Chirico».

“Ismi” come quelli che fanno rima con futurismo, modernismo, surrealismo: con tutte queste correnti che hanno attraversato l’arte del Novecento Armando Testa si è infatti confrontato, dando di volta in volta esiti diversi a un’immaginazione in costante dialogo con tutte le forme dell’arte visiva. Una travolgente fantasia, la sua, che ha saputo interpretare e anticipare istanze contemporanee ancora oggi capaci di raccontare il Novecento e la sua evoluzione.

Tutto l’immaginario di sperimentatore di Armando Testa si riflette così nel ritratto di “uomo moderno” che campeggia negli allegri manifesti della Facis, nel logo senza tempo del vermut Carpano Punt e Mes, passando per l’ippopotamo Pippo, fino ai divertenti Caroselli abitati da Carmencita e Caballero o dagli sferici extraterrestri del pianeta Papalla. Una mostra che è anche un’immersione nel paesaggio culturale moderno. E ancora: elefante Pirelli, rinoceronte Esso, caroselli in bianco e nero e pubblicità più recenti. In questi mondi surreali, così come negli altri materiali presenti in mostra, sono immediatamente ravvisabili i tratti distintivi della comunicazione e dell’arte contemporanea degli ultimi decenni.

Tutte le informazioni sugli ingressi alla mostra e gli orari, inclusa la speciale notte delle arti contemporanee prevista per il 3 novembre, sul sito del Musei Reali di Torino.

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