Teatro Torino Martedì 9 ottobre 2018

Vogliamo tutto! Il progetto tra TPE e Polo del 900 che porta il Sessantotto a teatro

Torino - Nasce dalla ricorrenza dei 50 anni dalla rivoluzione sociale e culturale del ’68 il nuovo progetto in collaborazione tra TPE e il Polo del '900 di Torino. Una nuova drammaturgia di impegno civile che prende forma da archivi e documenti messi a disposizione dal Polo del ‘900, dando vita a sei spettacoli – più una replica scolastica – in programma dal 6 all’11 novembre dal titolo Vogliamo tutto!.

È il felice esito di una capacità progettuale e creativa che ha visto dialogare due realtà culturali diverse come il teatro TPE, e il Polo del ‘900, ente costituito da altrettante realtà culturali cittadine che hanno messo a disposizione i propri materiali e archivi per conservare la memoria. Un patrimonio documentaristico che, rianimato dalla drammaturgia della compagnia ErosAntEros, sarà in scena al Polo del ‘900, parte del progetto Dall’immaginazione al potere coordinato dal centro Govetti, da maggio 2018 a maggio 2019 12 mesi di incontri e approfondimenti per provare a comprendere il periodo complesso del 1968.

«Il valore degli enti culturali che fanno parte del Polo del ‘900 è anche quello che arriva dagli archivi e dai patrimoni – ha spiegato Alessandro Bollo, direttore – la finalità di questo progetto è allargare l’ecosistema delle narrazioni, aprire l’archivio e capire come la somma dei fondi del Polo del ‘900 possa diventare un motore per qualcosa di nuovo, dalla narrazione al teatro. Non potevamo fare da soli questo passo, per mancanza di competenze, abbiamo avviato una coproduzione con una realtà teatrale come TPE, l’inizio di una storia che vedrà la sua seconda tappa del 2019 con altre narrazioni. È diventata una cosa concreta, uno spettacolo, che ci auguriamo sia apprezzato».

Vogliamo tutto! è scritto e interpretato dagli emiliani ErosAntEros (Davide Sacco e Agata Tomšič) che ne hanno messo a punto testi e contributi visuali consultando anche gli archivi cartacei, iconografici e audiovisivi conservati al Polo del ‘900. Lo spettacolo riflette sul Sessantotto legando quel momento particolare all’oggi, e facendo emergere similitudini con il presente, anche inaspettate, con la prospettiva di convogliare l’energia di 50 anni fa in un nuovo cambiamento verso un mondo migliore. In scena una sola figura, vestita con abiti moderni e circondata da un coro di voci, quelle del passato, ma anche le concrete interviste realizzate dalla compagnia nella preparazione dello spettacolo.

«Uno dei caratteri che vorrei dare al nostro teatro è essere al presente – ha sottolineato Walter Malosti, nuovo direttore di TPE – coinvolgere la memoria delle proprie radici. Non sono un grande fautore di teatro civile, ma credo che oggi sia necessario andare indietro per avere una coscienza delle nostre radici storiche ed espressive. Parlando del ’68, quello che mi sarebbe piaciuto era non affrontarlo in maniera nostalgica, ma Agata e Davide si confrontano con l’oggi. È importante che gli archivi tornino vivi e mettano in relazione il passato e la loro storia con qualcosa che accade al presente».

E a proposito di memoria, un altro progetto che farà luce sul passato e sul ricordo sarà quello dedicato a Primo Levi, a teatro nella primavera 2019 con una serie di spettacoli incentrati sui testi dell'autore torinese.

Vogliamo tutto!, come hanno raccontato gli autori, è un progetto durato un anno intero, partito dalle pagine dei libri e approdato alle interviste con i protagonisti del 1968 e con quelli di oggi, mossi dalla stessa voglia di rottura di allora. Sarà un mosaico di testimonianze che ruoteranno intorno a una voce sola in scena, che cercherà a sua volta di raccontare l’emozione di cambiare il mondo, quella del ’68 e quella di oggi.

 Come «L’immaginazione al potere!», «Non è che un inizio!», «La bellezza è per strada!», «Diamo l’assalto al cielo!», «Prendete i vostri desideri per realtà!», anche Vogliamo tutto! è fra i più celebri slogan che hanno invaso le città d’Europa e del mondo nel Sessantotto. Proclamate a gran voce dagli studenti e dai manifestanti, scritte sui muri e stampate sui volantini, queste frasi racchiudevano una visione utopica ed entusiasta del mondo ed evocavano gli strumenti per cambiarlo. «Molte narrazioni del testo ruotano, com’è logico, attorno alla Fiat – ha spiegato Davide Sacco - Abbiamo articolato il testo in macro-temi – dal lavoro alla sessualità, dall’università all’inurbamento dal Sud – incrociando le voci degli operai di allora con quelli attuali: i riders, i dipendenti dei grandi centri logistici. La grande differenza è che allora era forte la sensazione di essere in tanti, di far parte di un movimento. Oggi predomina il senso di solitudine e individualità. Per rendere questa sensazione abbiamo posto una grande attenzione al lavoro sonoro: attorno ai protagonisti si leva una “foresta di voci” che rende quest’idea di collettività».

Vario il programma oltre alle repliche dello spettacolo. Mercoledì 7 novembre, al termine della serata, è in programma 1968-2018 Non è che un inizio, la lotta continua!, conversazione con Davide Sacco e Agata Tomšič (ErosAntEros) e Guido Viale, protagonista dei movimenti del Sessantotto a Torino e militante del gruppo Lotta Continua fino al 1976. L’ingresso è libero. Altri appuntamenti sono pensati per arricchire il contesto di lettura e di interpretazione degli spettacoli in programma:
 
Lunedì 22 ottobre 2018, h 18.30 – Sala ‘900 – Polo del ‘900 (via del Carmine 14, Torino)
Avevo un bel pallone rosso: Angela Demattè e lo storico Gianni Oliva dedicano al tema un incontro di approfondimento e di presentazione dello spettacolo.
 
Venerdì 9 novembre 2018, h 18 – Polo del ‘900 (via del Carmine 14, Torino)
Mai ‘68, langue en action!: tra manifesti, volantini, scritte sui muri e ribaltamento di immagini di ogni genere, si può dire che nel ’68, per dare voce alla contestazione, sia nata una vera e propria lingua. In occasione dello spettacolo Vogliamo tutto!, scopriremo origini e manifestazioni di questo provocatorio linguaggio in un atelier di conversazione in lingua francese.

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