Osterie d'Italia 2019: i locali della guida Slow Food a Torino e in Piemonte

Osterie d'Italia 2019: i locali della guida Slow Food a Torino e in Piemonte

Food Torino Martedì 25 settembre 2018

Torino - Grandi novità per la guida alle Osterie d’Italia 2019 di Slow Food Editore, presentata a Torino nella giornata conclusiva di Terra Madre Salone del Gusto: «Le osterie italiane sono sempre di più sulla bocca di tutti, perché gli osti sono diventati nuovamente il fulcro del discorso gastronomico italiano degli ultimi tempi. Ma il valore più importante delle osterie recensite nella guida di Slow Food da 29 anni è la diversità, l’originalità, la capacità di interpretare la cucina secondo la propria personalità. Eppure una definizione, per quanto dai confini morbidi, ci vuole. Ed è per questo che abbiamo pensato di condividere con i 200 osti presenti oggi in sala un decalogo, dieci idee sulle quali ci confronteremo a partire da oggi per trovare parole comuni che ci permettano di sintetizzare le 1617 storie della guida e raccontare al meglio a chi la legge cos’è un’osteria secondo Slow Food» sottolineano i due curatori Marco Bolasco ed Eugenio Signoroni.

«Secondo noi l’osteria è accogliente e conviviale, ha un buon rapporto qualità/prezzo, conosce a fondo la materia prima che usa, lavora prodotti di prossimità, sa proporre il vino, anche se è solo quello della casa, non ha il menù degustazione, non scimmiotta il ristorante importante, è moderna ma non rinnega il passato, non insegue le mode, anzi spesso le anticipa e, last but not least, ha un bravo oste (o anche più di uno)» continuano i curatori. 

L’altra novità è la prima edizione dei sei premi speciali tra cui figurano anche locali piemontesi, Reis, di Frassino (Cuneo), che si aggiudica il riconoscimento alla migliore dispensa, e Cacciatori, di Cartosio (Alessandria) per la migliore novità della Guida. Juri Chiotti di Reis ha deciso di puntare tutto sulla sua montagna: la grande maggioranza delle materie prime che utilizza proviene dai terreni intorno all’osteria e va a costruire una tavolozza dalla quale Juri attinge per mettere la valle nel piatto. Per quanto riguarda Cacciatori, anche se l’osteria di Massimo e Federica Milano ha compiuto 200 anni proprio quest’anno il suo nuovo corso, che ha portato all’attribuzione della chiocciola, spinge a considerarla alla stregua di una novità vera e propria.

 «Per me è diventata quasi una ragione di vita – ha commentato Juri Chiotti di Reis - ho aperto questo agriturismo in Val Varaita per avvicinare il mio mestiere a quello senza il quale il mio mestiere non sarebbe possibile, e cioè l’agricoltura e l’allevamento. E anche per poter utilizzare il meglio che si possa avere nella mia cucina. Credo che sia necessaria una ricongiunzione tra le persone e la provenienza del cibo. Oggi è bellissimo vedere sul mio tagliere la verdura del nostro orto o di quello di mio padre e anche osservare i miei ospiti mentre vagano nell’orto per vedere da vicino le mie verdure. Questo mi dà molto orgoglio! Io sto lavorando per creare una rete di persone che si muova controcorrente per trovare un modo nuovo di fare economia in un territorio come il mio. Oggi ci sono molti giovani che si stanno mettendo in gioco per dare buon cibo e dare soddisfazione a chi viene a trovarci».

Sui 1617 locali segnalati in tutta Italia, sono queste le 26 osterie piemontesi, tra cui Antiche Sere e Consorzio di Torino:

Osteria Del Vicoletto - Alba (Cn)
Osteria Dell’arco - Alba (Cn)
Locanda Dell’olmo - Bosco Marengo (Al)
Battaglino - Bra (Cn)
Boccondivino - Bra (Cn)
Violetta - Calamandrana (At)
Il MoroCapriata D ́orba (Al)
Cacciatori - Cartosio (Al)
Madonna Della Neve - Cessole (At)
La Torre - Cherasco (Cn)
Locanda Dell’arco - Cissone (Cn)
Ristorante Del Mercato Da Maurizio - Cravanzana (Cn)
La Speranza - Farigliano (Cn)
Reis - Frassino (Cn)
Lou Pitavin - Marmora (Cn)
Repubblica Di Perno - Monforte D ́alba (Cn)
Cantina Dei Cacciatori - Monteu Roero (Cn)
Osteria Alpino - Paesana (Cn)
Corona Di Ferro - Saluzzo (Cn)
Osteria Della Pace - Sambuco (Cn)
Del Belbo Da Bardon - San Marzano Oliveto (At)
La Coccinella - Serravalle Langhe (Cn)
Impero - Sizzano (No)
Antiche Sere - Torino
Consorzio - Torino
Locanda Del Falco - Valdieri (Cn)

«Questo è un prodotto editoriale che il prossimo anno compie 30 anni, vuol dire che buona parte di questa sala non era ancora nata o era giovanissima e nemmeno immaginava di diventare un giorno oste» ha evidenziato il presidente di Slow Food Carlo Petrini riferendosi alla Guida - Le osterie rappresentano ancora oggi l’espressione dell’italianità più profonda, sono cambiate, si sono evolute ma hanno mantenuto l’ancora ferma, le radici nel territorio. E questo perché gli osti hanno saputo distinguersi, hanno continuato a essere se stessi. Il giorno in cui le osterie dovessero perdere la loro biodiversità non sarebbero più tali, la biodiversità le fa grandi, mentre l’elemento coercitivo delle guide e i premi appiattisce chi vuole stare dietro a queste mode. Il vostro referente deve rimanere l’affettività con cui accogliete i clienti, affinché si sentano a casa, come in una comunità. Seguite il tema dell’ambiente e della salute perché questa è la domanda che viene dal basso ed è la sensibilità dei vostri futuri avventori: una volta c’erano solo gourmet, oggi invece la sensibilità è cambiata. Fin quando curerete questi due elementi e curate i contadini, i prodotti e i clienti sarete sulla strada giusta».

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