Bruno Segre: cento anni di impegno politico e civile. A Torino la festa per omaggiarlo

Bruno Segre: cento anni di impegno politico e civile. A Torino la festa per omaggiarlo

Cultura Torino Venerdì 31 agosto 2018

© Enzo Isaia

Torino - Cento anni, un traguardo da festeggiare per chiunque, ma se le cento candeline sulla torta sono quelle di un personaggio che incarna su se stesso pagine e pagine di storia torinese e nazionale, raccontando un intero secolo di eventi, l’omaggio e la riflessione sono ancora più intensi. L’avvocato Bruno Segre è nato il 4 settembre del 1918 a Torino, ed è nella città della mole che, un secolo dopo, sarà protagonista di un’intensa settimana di eventi organizzati per festeggiarlo e per ricordare le sue tante attività, e le numerose battaglie politiche e civili portate avanti lungo la carriera di legale e non solo.

Bruno Segre fu infatti antifascista tra le fila di Giustizia e Libertà, partecipò alla resistenza nel cuneese e provò l’esperienza del carcere sia nel 1942 che nel 1944, quando fu imprigionato nella caserma La Marmora di via Asti, pagina da cui deriva il memoriale Quelli di via Asti, pubblicato solo nel 2013. Laureatosi in legge nel 1940, una manciata di giorni dopo il primo bombardamento sulla città del 12 giugno, dopo le esperienze della guerra che lo videro cronachista partigiano a Caraglio, si dedicò al giornalismo e all’attività legale, impegnandosi nella difesa dell’obiezione di coscienza, del divorzio dei diritti civili e della laicità e fondando nel 1949 L’incontro, mensile che ancora oggi continua a essere pubblicato.

«Una delle caratteristiche del giornale è che in prima pagina accanto al titolo lui pubblica degli aforismi di scrittori e pensatori, è un grande lettore e ha grandi curiosità – ricorda Pietro Polito, direttore del Centro Gobetti che coordina gli eventi del centenario di Segre – ho incontrato Bruno attraverso l’obiezione di coscienza negli anni Ottanta e siamo diventati amici nonostante la differenza di età. Durante gli ultimi anni abbiamo fatto molte cose insieme, e da qui è nata l’idea del centro Gobetti per il coordinamento delle iniziative dal 3 al 7 settembre».

Non mi sono mai arreso, questo il titolo del programma, ispirato all’omonima biografia dell’avvocato scritta da Nico Ivaldi che porterà la figura di Bruno Segre e le sue tante e diverse anime in luoghi della città significativi, coinvolgendo realtà culturali torinesi e attori diversi. Ci sarà per esempio un incontro dedicato all’obiezione di coscienza, lunedì 3 settembre al Centro Studi Sereno Regis, impegno che risale al primo dopoguerra e che vide impegnato Segre fino al 1972, anno dell’approvazione della legge sull’obiezione. «In quel periodo diventò la figura di riferimento per gli obiettori – ricorda Polito – avevano infatti bisogno di un buon avvocato perché se reiteravano il rifiuto venivano incarcerati di nuovo. Il caso più clamoroso fu quello di Pietro Pinna, primo obiettore di coscienza in Italia, che Segre ha difeso dal 1948 al 1950».

Il 4 settembre si discuterà al Circolo della Stampa del Bruno Segre giornalista, con l’intervista all’avvocato e l’intervento La libertà come esigenza e come progetto del presidente dell’Ordine dei Giornalisti Alberto Sinigaglia. Alla figura del Bruno Segre avvocato sarà dedicata la giornata del 5 settembre alla Fondazione Fulvio Croce, che si concentrerà sulla modernità del suo pensiero e sulle sue battaglie civili.

Giovedì 6 settembre al Teatro Vittoria andrà in scena lo spettacolo in anteprima dell’associazione Core Chrysalis, Non mi sono mai arreso. È «la storia lunga cento anni di un uomo che si è dedicato totalmente al trionfo dei valori fondamentali dell’umanità – spiegano gli organizzatori - un regalo dovuto e necessario, tanto all’avvocato Segre quanto alla nostra società. In questi tempi turbolenti, raccontare le gesta di uomo che non ha mai lasciato incrinarsi la propria esigenza di libertà, di giustizia, di pace è un dovere sociale». Lo spettacolo attingerà all’intervista Non mi sono mai arreso, del 2009, per la regia di Marcela Serli, ripercorrendo i momenti salienti della vita di Bruno Segre: la lotta partigiana, il grande amore per il giornalismo, le battaglie da avvocato per l’obiezione di coscienza e il divorzio, la fondazione e la direzione ininterrotta del mensile L’Incontro, l’impegno nell’associazionismo laico e pacifista, gli anni da consigliere comunale a Torino e altri aspetti particolari e inediti della sua esistenza. «Un’altalena di emozioni fra aneddoti intensi e toccanti e altri più leggeri e scanzonati, per far emergere tutta la peculiare vitalità di un uomo che ha attraversato tutto il ventesimo secolo portando avanti senza timore le sfide più alte e profonde della società attuale per consegnare alle nuove generazioni un mondo più pacifico, più giusto, più libero».

Doppio finale per i festeggiamenti venerdì 7 settembre con un convegno al Polo del 900 che si focalizzerà sulla vita “resistente” di Bruno Segre «la giornata sarà divisa in due parti – spiega ancora Polito - si concentrerà sui due temi dell’antifascismo e della Resistenza, e poi sul terrorismo e sulla politica, mentre nella seconda parte si affronteranno i temi della laicità e del divorzio, una delle sue battaglie». La giornata sarà infine arricchita dagli omaggi dei vari istituti culturali della città.

Sabato 8 settembre sarà infine proprio la ex caserma di via Asti a fare da scenario per un pranzo conviviale cui seguirà una visita ai luoghi della memoria che l’edificio ben rappresenta: «Bruno Segre tiene molto a questo luogo – ha proseguito Polito – si sta impegnando affinché la Caserma di via Asti diventi un museo della Resistenza con oggetti, memorie, documenti, mentre l’attuale Museo della Resistenza è virtuale».

Un uomo che ha attraversato un intero secolo, e che con lucido pensiero e una curiosità insaziabile ancora oggi si rende protagonista della vita culturale cittadina, presenziando alle tante occasioni di incontro del Polo del ‘900 e delle istituzioni che ne fanno parte: ecco chi è Bruno Segre, oltre che partigiano, avvocato, giornalista. Uno scrigno di memorie, tesori della storia e incontri con grandi personaggi del pensiero politico e della cultura, un uomo sempre e da sempre resistente, la cui caratteristica forse più longeva è proprio quella vitalità che lo ha guidato lungo cento anni, alla quale guardare con un pizzico di tenerezza, ma soprattutto con infinito rispetto e ammirazione.

Coordinata dal Centro studi Piero Gobetti, la settimana di eventi per Bruno Segre vede il patrocinio della Città di Torino, in collaborazione con il Consiglio Regionale del Piemonte, il Comitato della regione Piemonte per l’affermazione dei valori della Resistenza e dei principi della Costituzione repubblicana, l’Ordine degli Avvocati di Torino, la Fondazione dell’Avvocatura Torinese Fulvio Croce, l’Ordine dei Giornalisti del Piemonte, il Polo del '900, Il Centro Studi Sereno Regis, l’Associazione via Asti Liberata, Core Chrysalis APS , l’Associazione Nazionale Perseguitati Politici Italiani Antifascisti, l’Associazione Nazionale del Libero Pensiero “Giordano Bruno”, Società per la cremazione nazionale, SOCREM Torino Società per la Cremazione.

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