Cultura Torino Martedì 14 agosto 2018

Giardini Reali: Torino come Parigi tra verde, arte, e sdraio romantiche

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Torino - Se fossimo a Parigi sembrerebbe di passeggiare nelle dolci atmosfere verdi del parco delle Tuileries, tra il Louvre e Place de la Concorde, dove concederci un momento speciale di relax, magari usufruendo di una sdraio o una panchina per sfogliare un giornale o immergerci nella lettura di un libro. Invece siamo nel cuore della sabauda Torino, le atmosfere sono quelle altrettanto verdi e altrettanto nobili di Palazzo Reale, ma al posto del Louvre saremo circondati da tesori come i Musei Reali e la Galleria Sabauda, a due passi dalla centrale piazza Castello.

Esiste forse oasi più fresca e pacifica dei sontuosi Giardini Reali? Polmone verde nel cuore della città, unici per storia e patrimonio monumentale, i Giardini occupano una superficie di circa sette ettari e nascondono meraviglie, sorprese e piacevolezze tutte da scoprire rallentando il ritmo frenetico e concedendosi qualche divagazione verde. Questa, sì, in pieno stile da flâneur parigino, magari però con un cono gelato tutto torinese in mano.

Parte di un lungo e complesso restauro che si completerà nel 2019 restituendoli nel loro splendore, i Giardini Reali stanno cambiando volto nell’ultimo periodo dopo un ventennio di abbandono e chiusura al pubblico a seguito al tragico incendio della Cappella della Sindone del 1997, e con il rifiorire della loro bellezza anche i torinesi li stanno riscoprendo, e rivivendo.

Tra le nuove pagine della loro storia c’è per esempio quella del Boschetto, il cui restauro è stato curato dall’architetto Paolo Pejrone: diciottomila piante nuove tra cui arbusti, ma anche lauri, iris, pervinche, felci, e un roseto. Il tutto, arricchito dalla suggestione artistica offerta da Pietre Preziose, l’installazione di Giulio Paolini che vede un uomo pensoso seduto intorno ai marmi della Cappella della Sindone sopravvissuti all’incendio.

Intanto ha riscoperto la propria bellezza anche il Giardino del Duca, l’area più antica dei giardini. I lavori hanno consentito il recupero dell’intervento tardo ottocentesco dei fratelli Roda voluto nel 1886 da Umberto I, in occasione delle nozze del fratello Amedeo Ferdinando con Maria Letizia Bonaparte. Al centro del giardino è stata collocata una fontana con zampilli, ripresa dai disegni storici del giardino. Il bordo della vasca è composto da lastre di granito recuperate dalle cave di pietra che Guarino Guarini scelse nel XVII secolo per ricavare i marmi che decorarono la Cappella della Sindone.

Ora si guarda al restauro dei Bastioni, per un recupero importante di tutto il complesso architettonico costituito dall’area. I Giardini Reali sono infatti delimitati dall’antica cinta muraria della città di Torino dove si trova il “Garittone” o Bastion Verde, edificio eretto alla fine del Seicento a scopi difensivi e militari e collocato in corrispondenza del Bastione di San Maurizio. Progettato dall’architetto di Corte Ascanio Vittozzi, è riconoscibile dal suo tetto spiovente alla francese, ed era utilizzato dalle Madame Reali come miroir verso la pianura che si estendeva al di fuori delle mura cittadine.

I bastioni della cinta muraria separano la parte superiore dei giardini da quelli detti inferiori. Nel 1864 una porzione del giardino inferiore venne adattata per ospitare il Giardino Zoologico Reale, voluto da Vittorio Emanuele II. Oggi l’edificio che un tempo era utilizzato come Serra Reale o Orangerie ospita il Museo Archeologico.

Non a caso sono i Bastioni a custodire il primo impianto, cinquecentesco, dei Giardini, che risale all’epoca di Emanuele Filiberto di Savoia. Oltre al Giardino Ducale, a nord del Palazzo Reale, l’area comprende anche il Giardino delle Arti a est, risultante dell’ampliamento voluto da Carlo Emanuele II nel Seicento, e il settore nord-est, di matrice ottocentesca.

Il Giardino delle Arti, ripropone l’impostazione assiale di viali e prospettive ideata nei Seicento da André Le Nôtre, il progettista dei giardini di Versailles. I lavori di recupero di quest’area dei Giardini prevedono un restauro conservativo che riproporrà nel viale centrale una spettacolare fuga prospettica che porta verso l’affascinante Fontana delle Nereide e Tritoni, realizzata nel 1755 dallo scultore Simone Martinez e dove le figure mitologiche giocano con l’acqua in un tripudio di zampilli voluti dal Re.

A proposito di giochi e leggerezza, la trovata vincente dei Musei Reali è stata proprio quella di inserire in occasione della loro riapertura, nel 2016 delle chiaise longue e sedie appositamente pensate per il relax in questo luogo da riscoprire in tutto il suo fascino. Un invito silente ai cittadini e un richiamo a trascorrere nel verde e nella pace del boschetto attimi preziosi tra boccate di ossigeno e bellezza. Non bisogna infatti dimenticare che, oltre a un patrimonio storico notevole, i Giardini Reali custodiscono infatti anche tante specie arboree. Nel pieno centro di Torino si può godere della monumentalità di un’antica zelkova, ma anche di aceri, tigli, ippocastani, platani che mitigano l’artificialità dell’asfalto e delle rotaie dei tram e riportano a un’atmosfera davvero sognante e regale.

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