Bandakadabra: da Torino la musica estroversa che fa ballare palchi e città

Bandakadabra: da Torino la musica estroversa che fa ballare palchi e città

Musica Torino Venerdì 3 agosto 2018

Torino - Ironia, musica che fa ballare, suoni di festa intrecciati a note jazz: in una parola “musica estroversa”, come la chiamano loro. La Bandakadabra, nata a Torino e diventata, secondo la definizione di Carlo Petrini, una fanfara urbana, sta girando l’Italia e l’Europa per un lungo tour ricco di date che alterna dimensioni locali e globali, tra strade, palchi, borghi e grandi festival. All’orizzonte, ma nemmeno troppo, si profila intanto il nuovo album Entomology2, già presente lungo il tour - «ne abbiamo venduto 200 copie» fanno sapere dalla Bandakadabra - e nei negozi da settembre per Felmay Recors, storica casa torinese specializzata in world music e jazz.

Rocksteady, balkan, swing: Bandakadabra è tutto questo condito di divertimento e ironia, una ricetta che mescola un po’ di strada a un altro po’ di big band anni Trenta. La musica infatti non viaggia mai da sola, ma vive del suo rapporto con il pubblico, vero motore dei live della piccola orchestra da passeggio, che con i suoi sette fiati e due percussioni inscena in ogni piazza e in ogni strada una sorta di cabaret. Non è dunque un caso se Entomolgy2 ha avuto una genesi che è esattamente il contrario della normale prassi: prima il tour, per far ascoltare e vivere i brani, e poi lo studio di registrazione, che però non resta vuoto e silenzioso, ma viene invaso dalla presenza del pubblico.

«Noi siamo fondamentalmente una live band, uno di quei gruppi che per esistere devono suonare… alla fine il destino del musicista è proprio esibirsi dal vivo – racconta Gipo Di Napoli, che della Bandakadabra è l’addetto alle “percussioni e facezie” – il nostro modo di relazionarci alla musica è legato all’esibizione con il pubblico, che diventa un interlocutore essenziale per dare il meglio di noi. È come uno dei nostri strumenti, difatti l’atteggiamento è anche di metterlo un po’ in mezzo: quando si registra allora che fai, non porti il pubblico? Ci è venuto a vedere, l’abbiamo incontrato, e a quel punto? Se siamo un gruppo live e stiamo con chi ci viene ad ascoltare, ci staremo anche in sala di registrazione. Per questo abbiamo montato uno studio come un vero e proprio locale, con il bar, abbiamo offerto da bere e abbiamo fatto il disco. La gente è abituata a sentirci con quel tipo di suono: il pubblico che balla, ride, e volevamo quindi mantenere questa situazione andando a riascoltare il disco».

A proposito di ballerini, la Bandakadabra è stata protagonista durante il Torino Jazz Festival 2018 di due blitz urbani tra mercati e piazze auliche della città accompagnata dall’energia dei ballerini di lindy hop. «Una parte del nostro repertorio è fatta di brandi ballabili con quello stile – spiega Gipo – è capitato che avessimo già unito musica e ballo, ma ultimamente accade che il giro di chi fa lindy hop ci venga a seguire, ed è una cosa divertente che non avevamo calcolato, ovvero che parte del nostro pubblico potrebbe essere un pubblico danzante, ma danzante bene! Il ballo jazz si sposa con la nostra musica, è gradevole a vedere e lo trovo un elemento in più attraverso il quale cerchiamo un po’ di trasformare le strade dove ci esibiamo in locali anni ‘30».

Un ritorno al vintage, o un tratto inconfondibile di una band che negli anni ha saputo passare dalle sonorità dell’est Europa a un mix di atmosfere swing e rock-steady? Come racconta Gipo: «siamo nati in un contesto musicale, e poi abbiamo avuto la fortuna di poterci confrontare con ambienti non necessariamente legati a quello che facciamo noi e salire sui palchi e collaborare con artisti come Samuel, Willie Peyote, Guido Catalano. Il dialogo con le cose diverse da noi rimane: siamo un gruppo socievole!».

La voglia di scherzare e le battute fanno parte del repertorio della Bandakadabra tanto quanto la musica. Un’impronta sonora che non nasce dal caso, ma è invece costruita con l’obiettivo di ricordare una dimensione orchestrale. Degli arrangiamenti, infatti, si occupa Giulio Piola: «è lui che ha dato al gruppo questa impronta particolare – sottolinea Gipo - permettendo di fare tante cose diverse e divertendosi a portarla anche nei progetti degli altri, in contesti differenti. È il nostro modo di avere a che fare con la musica, è un atteggiamento che abbiamo perché di carattere siamo estroversi. Musica estroversa, quindi».

Musica che fa ballare, stare insieme e divertire, non solo in Italia. «Non ho fatto l’erasmus e nemmeno l’interrail, questa cosa di girare l’Europa mi aiuta molto – ci scherza su Gipo – quest’estate stiamo girando e sono quasi tutti posti nuovi, abbiamo anche avuto la fortuna di esibirci a uno dei Festival più grossi d’Europa, il Paléo Festival di Nyon, in Svizzera, c’erano i Depeche Mode e, sul palco piccolo, noi. Rispetto agli anni scorsi c’è stato un salto che abbiamo percepito un po’ tutti, anche nel numero di concerti. Praticamente si suona un giorno sì e uno no, e distante, non solo in Italia. Saremo in Sardegna e, per esempio, poco dopo a Glasgow, con salti un po’ surreali».

Ma com’è accolto il suono della Bandakadabra all’estero? «In Francia sulle fanfares c’è una cultura maggiore della nostra – dice il band leader – siamo più inusuali qui rispetto a fuori, dove non siamo una novità. Ci sono tanti gruppi all’estero, ma sempre in posti dove sono tutti molto bravi in quel che facciamo noi, quindi quando siamo ospiti lì è un onore, è come se fossimo gli italiani che vanno a giocare a basket della NBA. Li diverte però il fatto che siamo estroversi: lo spettacolo ha una parte dialogata che in Inghilterra e Francia facciamo in inglese e francese non perfetti, e questa cosa piace molto. Ho rinfrescato qualche conoscenza di lingua: serve, se non hai fatto l’erasmus e l’interrail!».

Entomology2 arriva dopo Entomology, ideale volume primo, con un nome affatto banale e con l’obiettivo fintamente magniloquente di costruire un’opera in più volumi, come spiega ancora Gipo Di Napoli: «l’idea era nata perché spesso, quando vedono i gruppi come il nostro, capita che ti guardino come un entomologo guarda uno scarafaggio: ti sta esaminando. È uno sguardo che spesso le persone hanno nei confronti degli altri, osservarsi con aria interlocutoria, di studio».

Il campo migliore per studiare la Bandakadabra resta però quello dei live, che vedranno impegnati i componenti della band lungo tutta l’estate, su un furgone carico di strumenti e di buona musica. Queste le prossime date nei dintorni di Torino e del Piemonte, tra cui non mancheranno le incursioni a Borgate dal vivo e Attraverso Festival, nonché le serate alla Reggia di Venaria:

3 agosto Serate in Reggia, Venaria (TO)
4 agosto, Borghi in festa, Bussoleno (TO)
11 agosto, Serate in Reggia, Venaria (TO)
14 agosto, Hey Pigna, Sanremo (IM)
15 agosto, Jazz ad Alta quota, Bardonecchia (TO) 
24 agosto, Under Castle Rebel, Dolceacqua, (IM) 
25 agosto, Attraverso, Ovada (AL) 
26 settembre, Figurini, Teatro Sociale, Valenza (AL)

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