Libri Torino Lunedì 6 agosto 2018

Barcelona Desnuda: alla scoperta della città con Amaranta Sbardella tra libri, voci e storie

Torino - Si possono raccontare i tanti volti e le tante sfaccettature di una città attraverso i suoi autori? Anzi, si può ripercorrere la storia di quel luogo ridonando vita a personaggi e animali comparsi nei libri che proprio là sono ambientati? Chissà se da questi interrogativi è partita la torinese Amaranta Sbardella, traduttrice dallo spagnolo e catalano e autrice, nel suo viaggio letterario a Barcellona a forma di libro. L’oggetto in questione si intitola Barcelona Desnuda, è edito da Exòrma ed è un prodotto letterario molto particolare, né guida né raccolta di racconti, forse un’ibrida via di mezzo, forse un esperimento unico.

«Barcelona Desnuda nasce da una doppia esigenza – racconta l’autrice – una è letteraria, l’altra geografico-turistica. Partiamo dalla seconda: frequento Barcellona da più di dieci anni e nel corso del tempo ho visto deteriorarsi la città, diventata sempre più turistica. Io invece ero arrivata lì perché volevo conoscere la Barcellona anarchica, il mio era tutto un altro immaginario, altri ideali. Cercavo molto ma non trovavo nulla. Questo libro arriva dal dispiacere di vedere una città diventata un luna park, di volerne riscoprire gli strati, con tutto quello che Barcellona è stata, la sua storia ricchissima, e anche dal desiderio di sfatare alcuni miti, che poi sono gli stessi che ripropongono le guide turistiche. Dall’altro lato, c’era la volontà di far conoscere autori meno noti attraverso la mia voce, oppure rispolverare e ripercorrere cammini di autori già conosciuti ma non necessariamente affermati. Questi sono i due movimenti che solo un libro del genere poteva coniugare».

C’è un surreale episodio scatenante, che vede una strana banda di personaggi tra cui Petra Delicado, Pepe Carvalho, Clara Barcelò fuggire dal disordine di un distratto bibliotecario, ciascuno con la propria scheda, in una scappatella un po’ comica e un po’ rocambolesca per le strade di Barcellona. Liberi per una missione sola: ripercorrere le strade della propria città, i percorsi dei libri che narrano le loro storie, alla scoperta di una Barcellona che spesso era e non è più, nel confronto con una città dai tanti volti cangianti. Nascono così i racconti dove la Sbardella si diverte a entrare nello sguardo dei personaggi, e a rivedere Barcellona dai loro occhi: quelli di un detective bongustaio che brucia libri, quelli di un gatto dalle molte vite, quelli di una salamandra, occhietti vispi e una corazza fatta di tessere di mosaico. È lei, è la salamandra di Gaudì, talmente soffocata dai turisti che, tentativo dopo tentativo, cerca incessantemente la fuga.

Una Barcellona varia e diversa, desnuda, appunto: è una città che si svela nei racconti delle sue tante vicissitudini, tra racconti e confronti. Una città da scoprire con un punto di vista nuovo e profondo. «Il mio tentativo era proprio questo – conferma l’autrice – la lettura e la scrittura sono già di per sé un esercizio di immaginazione, l’idea era proprio quella di calare il lettore in una Barcellona altra, fargli vivere insieme le tante Barcellone e i loro momenti storici, come una serie di giochi a specchio». Un gioco turistico-letterario per mettere alla prova chi già conosce la città, ma anche un delizioso invito a volgere a Barcellona uno sguardo più curioso e profondo per chi non l’abbia mai visitata.

Traduttrice da spagnolo e catalano, Amaranta Sbardella porta Barcellona e gli autori legati alla città nel proprio personale bagaglio di studi e ricerche frutto, prima ancora che del lavoro, di una grande passione personale. «In realtà ho letto molti più autori di quelli che ho citato nel libro – sorride – ho dovuto fare una selezione per ragioni pratiche. Nel corso degli ultimi dieci anni sia per scouting che per ricerca letteraria avevo però già letto molto. Per esempio ho scoperto Barcellona e il catalano anche grazie a Salvador Espriu, che è presente nel libro anche se in minima parte, perché è un poeta del quale ho tradotto la narrativa. Ho amato e divorato molti autori catalani e castigliani, alcuni dei quali ho anche tradotto, in una sorta di doppio lavoro grazie al quale mi sono nutrita».

Vita e lavoro la portano spesso a Barcellona, una città che ormai, lasciata la sua San Salvario, è per lei una seconda casa, di cui approfondire la conoscenza anche grazie alle letture. «È sempre stato un approccio mediato dalla letteratura - racconta infatti di sè e Barcellona - l’ingresso in città è avvenuto così, vedendola e immaginando certi angoli. Per esempio c’è un punto della Rambla che io associo alla scena di un romanzo che ho tradotto. Per me la Rambla non è tutto il resto, ma quel personaggio e quell’angolo. La letteratura non solo ha mediato ma ha spinto a vedere oltre, cosa che altrimenti non avrei fatto».

Ma, al di là delle letture, dietro Barcelona Desnuda c’è anche qualche viaggio reale, fatto di giri, ricerche, ritorni in luoghi cari come la Piazza del Diamante. E immagini. Il libro è corredato da cartoline ripescate tra viaggi e antiquari, mentre altri scatti sono di Emiliano Maisto, nati prima oppure per il libro, in un nuovo gioco di rimandi tra immagini e voci di personaggi, dialoghi tra scene e protagonisti. «Tra quelli che ho sentito più vicino c’è Tomàs il Saggio, della Giménez-Bartlett – dice l’autrice a proposito degli strani personaggi in fuga – una voce antipatica è la signora con il cane pomerania nella Barcellona sotto i bombardamenti, me la sono inventata tutta, nel romanzo di Joan Sales non viene detto nulla. Chi mi ha condizionata è stato poi Peinador, poeta ladro e assassino: durante l’attentato a Barcellona ero in biblioteca, stavo scrivendo quel racconto. E ho amato il colombo e un gattino della Rodorera».

Facce cancellate e stratificazioni della Barcellona oggi turistica emergono pagina dopo pagina restituendo tutta la tridimensionalità di una città particolare nel panorama europeo: «questo libro voleva far emergere le tante e diverse anime della città, anche se forse sarebbe stata necessaria un’enciclopedia – spiega la Sbardella – mi basta però che il lettore memorizzi anche solo un dettaglio o uno dei luoghi comuni che cerco di sfatare».

Ma se Barcelona Desnuda ricostruisce la città attraverso la letteratura, quali sono invece le letture consigliate a chi volesse avvicinarsi a Barcellona, magari proprio prima di intraprendere un viaggio, per evitare di restare intrappolati nella gabbia del turista preconfezionato o dello studente erasmus? A rispondere è la stessa autrice: «sicuramente consiglierei Nada, di Carmen Laforet, è un romanzo molto triste e grigio che mi è servito tanto per conoscere un volto di Barcellona che non c’è più. Poi dipende da cosa si sta cercando: essendo Barcellona una città proteiforme e variegata, bisogna individuare il proprio sentire. Ci sono i libri di Mercè Rodoreda, La piazza del diamante, Via delle Camelie, e per chi vuole abbandonarsi al piacere i romanzi di Manuel Vázquez Montalbán e Carlos Ruiz Zafón. Ci sarebbero tante poesie, che io traduco. Un altro grande testo è Vida privada di Josep Maria de Sagarra, non ancora tradotto».

Per i più pigri, però, possono essere sufficienti i numerosissimi testi citati nel libro di Amaranta Sbardella, che pregusta già il prossimo viaggio a Barcellona, dove presenterà la sua guida letteraria già apprezzata dalla numerosa comunità italiana presente in città. La salamandra, secondo il claim di un divertente gioco social che sta portando il libro in giro per il mondo foto dopo foto, continuerà dunque a viaggiare. Fino a tornare a Torino, dove sarà presente tra una libreria e l’altra per nuove presentazioni sul finire dell’estate

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