Con Novecento e Mistero Buffo il Teatro Stabile di Torino vola a Londra

Teatro Torino Lunedì 30 luglio 2018

Con Novecento e Mistero Buffo il Teatro Stabile di Torino vola a Londra

© Fabio Demitri

Torino - Il Teatro Stabile di Torino è in partenza per il Regno Unito: il 30 e il 31 agosto saranno infatti due gli spettacoli in tournée a Londra nell’ambito dell’Italian Theatre Festival curato da Monica Capuani per l’Istituto Italiano di Cultura. Novecento, di Alessandro Baricco, e Mistero Buffo, di Dario Fo, sono gli spettacoli selezionati, entrambe produzioni nate a Torino.

Il Teatro Stabile di Torino – Teatro Nazionale ha infatti fra le proprie priorità quella di promuovere i propri artisti e le compagnie indipendenti del territorio fuori dai confini nazionali e, proprio in questa strategia ben precisa di opportunità e valorizzazione, ha deciso di esportare a Londra i due spettacoli.

Mistero Buffo è il capolavoro del Premio Nobel Dario, coprodotto con il Teatro della Caduta nel 50° della creazione. Lo spettacolo vede in scena Matthias Martelli ed è diretto da Eugenio Allegri. Classico è diventato ormai anche Novecento di Alessandro Baricco, affidato all’interpretazione dello stesso Allegri, con la regia di Gabriele Vacis e coprodotto con la Società Cooperativa ArtQuarium nel 25° dal debutto. I due spettacoli verranno presentati il 30 e il 31 agosto 2018, alla Print Room at the Coronet di Londra.

Il 30 agosto debutterà, alle 20.00, Novecento, uno dei monologhi più famosi degli ultimi due decenni. La regia è curata da Gabriele Vacis, che dal 2018 codirige con Valerio Binasco la Scuola per Attori del Teatro Stabile di Torino. È dal 1994, invece, che Eugenio Allegri interpreta la storia di Danny Boodman T. D. Lemon Novecento, in un racconto che ha compiuto una lunga e fortuna strada, con oltre cinquecento repliche in Italia e in Europa, conquistando oltre duecentomila spettatori. Alessandro Baricco, scrittore tra i più tradotti al mondo, ha consegnato al pubblico un cult che ha superato il milione di copie vendute ed è diventato un film interpretato da Tim Roth e diretto da Giuseppe Tornatore, La leggenda del pianista sull’oceano.

Della genesi dello spettacolo scrive Allegri: «Nel cortile di Casa Vacis, nei giorni tra la fine di agosto e gli inizi di settembre, mentre il barbecue “scotta” pezzi di mucca ancora padrona delle proprie facoltà mentali, un autore e un attore palleggiano abilmente con un regista al palleggio meno avvezzo al punto che quando arriva tra i suoi piedi, la “pelota” schizza con rimbalzo fulmineo verso luoghi inaccessibili anche per la mente… ma a quel punto sono pause calcistiche congeniali a rifiatare e a porre la questione principe: “Allora, cosa dite? ‘Sto pianista scende dalla nave, sì o no?”. Il regista e l’attore si guardano perplessi come dire: “È lui che è pagato per scrivere…”. La giornata poi scorre aiutata da sorsi di buon vino e verso sera prima di salutarci: “Tieni Baricco, ti lascio questo quaderno di appunti su un testo teatrale che non ho mai scritto e questa dedica allo spettacolo Novecento e mille che ho fatto con De Berardinis nell’86; ci sono dentro un po’ di cose che penso dell’arte e del teatro. Adieu! Bon travail”. Quattro mesi dopo, il 27 gennaio 1994, arrivano di ritorno da Parigi le prime folgoranti pagine di Novecento, monologo teatrale… è fatta… si va».

Il 31 agosto alle 16.00 Londra saluterà Mistero Buffo, che vedrà ancora presente Eugenio Allegri, ma alla regia. Considerato il capolavoro della produzione di Dario Fo, come recita la motivazione del Premio Nobel attribuitogli nel 1997: «A Fo… che nella tradizione dei giullari medievali fustiga il potere e riabilita la dignità degli umiliati», lo spettacolo vede protagonista Matthias Martelli, giovane talento del Teatro della Caduta, in questa giullarata popolare che ha costituito il modello per il grande teatro di narrazione degli ultimi vent’anni.

L’originalità dell’operazione del grande artista sta nell’aver attinto agli strati più profondi della tradizione popolare, rivitalizzandola e attualizzandola mediante riferimenti alla realtà contemporanea: le sacre rappresentazioni diventano occasioni per recuperare la cultura degli oppressi, delle classi subalterne, le cui uniche forme di rivalsa risiedono nel riso e nel comico. Mistero, dai Misteries medievali, ma anche “buffo”, perché dissacrante e oltraggioso nella rilettura di alcuni episodi della storia sacra.Il comico della Commedia dell’Arte incontra la lingua di Jacopone da Todi, Teofilo Folengo, Ruzante, giullari, dialetti padani, fondendosi nel celebre grammelot.

Eugenio Allegri, che proprio a Palazzo Nuovo, a Torino, negli anni Settanta, vide lo spettacolo, nella sua versione originaria, scrive: «Anche nel nostro Mistero Buffo, Matthias Martelli, l'attore, è solo in scena, senza trucchi, con l’intento di coinvolgere il pubblico nell’azione drammatica, passando in un lampo dal lazzo comico alla poesia, fino alla tragedia umana e sociale. Lo “spazio scenico”, lasciato vuoto come allora faceva Fo, ha consentito all’attore/giullare di interpretare le situazioni e i personaggi più variegati, passando da un luogo all’altro e da un tempo a un altro senza bisogno di scenografie. Fondamentale è stato svincolare Mistero Buffo dal mondo degli anni Sessanta e Settanta, per attualizzarlo e universalizzarlo, attraverso un linguaggio e un’interpretazione nuova e originale, nel segno della tradizione di un genere usato dai giullari medievali per capovolgere l’ideologia trionfante del tempo dimostrandone l’infondatezza. (Quella del nostro tempo, ma giusto per dire la mia, mi pare si chiami Autodistruzione)».

L’Italian Theatre Festival inoltre ospiterà gli spettacoli Hanno tutti ragione del Premio Oscar Paolo Sorrentino portato in scena da Iaia Forte, But Why? di Gilles Aufray con Marcello Magni e l'incontro con gli scrittori Gilles Aufray, Emanuele Trevi e Ben Okri dal titolo Writing for Literature and Theatre. Questo il programma del Festival.

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