I librai che piantavano gli alberi: tra Torino e la Val di Susa l'iniziativa per far rinascere i boschi

Libri Torino Giovedì 19 luglio 2018

I librai che piantavano gli alberi: tra Torino e la Val di Susa l'iniziativa per far rinascere i boschi

© COLTI - Facebook
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Torino - Dai boschi alle pagine, e poi ancora, ma nel percorso inverso, dalle parole alla terra. C’è un grande viaggio di tappe, energie e parole nel progetto di COLTI, il consorzio librerie torinesi, a sostegno della Val di Susa distrutta dagli incendi dell’autunno 2017. Al motto di «seminare libri, raccogliere alberi», i librai torinesi, in accordo con alcuni colleghi valsusini, hanno deciso di fare qualcosa di concreto per aiutare il territorio, e si sono affidati a una storia piccola e preziosa, quella raccontata da Jean Giono in L’uomo che piantava gli alberi (Salani). La vendita di ben 1500 copie del libro ha permesso di donare simbolicamente a Caprie nel mese di luglio un assegno di settemila euro, e di piantare, come seme di speranza e rigenerazione, due piccoli faggi.

«Un messaggio di riconciliazione dell’uomo con madre natura, […] un messaggio di rinascita della foresta e della vita là dove erano state incoscientemente annientate» descrive così il libro di Giono nella prefazione Franco Tassi. Nella paziente e totalmente gratuita attività del pastore di Provenza Elzéard Bouffier, che semina ghiande per veder nascere querce e, così facendo, dopo anni dà vita a una foresta che piano piano riporta acqua, vita e felicità, c’è infatti tutot il senso di uno sguardo che dalle librerie sale in montagna per attivarsi concretamente sul territorio.

«Il nostro progetto nasce subito dopo gli incendi di ottobre in Val di Susa – spiega Nicola Roggero di COLTI – abbiamo pensato in quell’occasione di fare qualcosa di sano per tutti: alcuni clienti della Valle ci hanno raccontato quel che stava accadendo e che un black out della comunicazione non ha fatto arrivare: si pensava al solito incendio, ma in realtà sono stati devastati ettari di bosco. Come Consorzio abbiamo pensato di sfruttare la nostra forza, maggiore a quella che avremmo avuto come singole librerie, e abbiamo individuato il libro di Giono che molti di noi amano da anni. Al di là della storia che racconta, è un modo per rimettere al centro l’uomo, ricollocarlo nella natura, e simboleggia dunque la volontà di fare qualcosa per la natura, che poi è fare qualcosa per se stessi. Questo ci ha spinto a proporre l’iniziativa».

La trattativa con l’editore Salani ha previsto il primo acquisto di 500 copie, tutte dotate di fascetta speciale che spiegava l’iniziativa riportando il logo di COLTI. Distribuite nelle librerie del Consorzio, queste prime copie sono state vendute nel giro di dieci giorni, grazie a una mobilitazione dei clienti, tanto da portare al riacquisto di altri libri, per un totale finale di 1500 copie de L’uomo che piantava gli alberi, vendute tra il mese di ottobre e dicembre 2017.

«La nostra iniziativa è stata poi amplificata grazie ad Assemblea Teatro – spiega Roggero – in particolare l’aggancio con il Portogallo, colpito da gravi incendi nel maggio 2017, che hanno causato anche dei morti. Grazie a Renzo Sicco abbiamo potuto realizzare al Salone del libro un incontro con la direttrice della comunicazione della libreria Lello di Porto, ritenuta tra le più belle del mondo». Non ultima la due giorni di Parole contro le fiamme, con la lettura integrale del libro di Giono tra dieci librerie di COLTI, dieci della Val di Susa e dieci portoghesi, evento sostenuto anche da Borgate dal vivo.«L’evento finale ha previsto una bellissima serata a Borgata Celle, con la lettura integrale di Gisella Bein e idisegni dal vivo di Monica Calvi – racconta Roggero – domenica 15 luglio infine siamo stati a Caprie e abbiamo portato il bonifico con un assegno simbolico di settemila euro al responsabile AIB».

Una sensibilizzazione che si è intrecciata pagina dopo pagina al territorio, riscoprendo al tempo stesso la magia di una storia e l’importanza di tutelare la natura come bene comune, sebbene anche dopo la devastazione degli incendi la resilienza sia capace di regalare nuova vita, in nuove forme, anche ai tronchi bruciati. «Gli agronomi ci hanno spiegato che la natura dimenticherà gli incendi – dice ancora Nicola Roggero – una parte sta reagendo da sola grazie alla linfa ancora presente, ma nonostante questo è importante che l’uomo continui a fare sempre meno danni. Appena potrò, andrò a vedere come stanno i due alberelli che abbiamo piantato, anche se fuori stagione: se crescono vorrà dire che sono stati tenaci come noi!».

A Caprie, insieme ai librai e ai faggi, sono arrivati anche 1500 simbolici semini, carichi di affetto da parte delle persone, proprio come quelli piantati dal protagonista di Giono, nella sua storia perfetta per dare vita a un nuovo percorso di rinascita, attenzione e cura. «Quel libro è una metafora molto forte del fatto che l’uomo può fare ancora qualcosa di positivo per la natura – spiega il libraio – fare qualcosa per la natura significa poi fare qualcosa per noi stessi, e il libro di Giono è il simbolo di come l’uomo possa fare e lasciare. Ecco, noi faremo forse due o tre cose l’anno, ma speriamo di lasciare qualcosa che duri. Il progetto non finisce infatti qui, perché non finiscono le cose che dovrebbero farci del bene. Come librai e come persone viviamo di territorio, e quando dovessimo trovare lo spazio per fare qualcosa di buono, ci attiveremo. Questa iniziativa è stata impegnativa, ma siamo riusciti a fare del bene e a farlo bene, anche se non abbiamo fatto nulla di straordinario. Dovrebbe essere una quotidianità occuparci del territorio che ci dà da vivere, il territorio è il primo articolo dello statuto del nostro mare: lo viviamo tutti e dobbiamo preservarlo. Secondo noi di COLTI, se possiamo fare qualcosa dobbiamo farlo proprio sul territorio».

Seminati i libri, raccolti i frutti della storia, non resta che tenere viva la speranza nella costante ricerca della cura per il bello, affidando i boschi ai volontari di AIB e a chi quotidianamente se ne prende cura, e tornando in libreria, a cercare, scoprire e farsi contagiare da nuove storie.

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