Concerti Torino Giovedì 31 maggio 2018

MiTo 2018 a Torino: a settembre 125 concerti tra danza e musica

Torino - Saranno 125 i concerti di MITO Settembre musica, tutti appuntamenti originali, declinati tra Milano e Torino sul tema della danza, un percorso trasversale tra storia della grande musica e la relazione tra ritmi e movimento. Un tema che si legge anche attraverso la rielaborazione dell’uccellino simbolo del Festival musicale – tra i più importanti della scena europea, diviso e unito insieme dalle due città che rappresenta – quest’anno disegnato con tutù e sulle punte.

Per il dodicesimo anno, dal 3 al 19 settembre MITO sarà l’occasione per aprirsi alla musica grazie a una rassegna che vede la presidenza di Anna Gastel e la direzione artistica di Nicola Campogrande, con Milano e Torino insieme per sviluppare cultura musicale come bene comune.

«Per noi MITO è un appuntamento irrinunciabile – ha confermato parlando da Milano l’assessore alla cultura del comune di Torino, Francesca Leon – siamo come sempre aperti alle collaborazioni come questa che mettere a frutto percorsi interessanti e stimolanti nel segno dell’arte tra due città che collaborano anche in prospettiva futura. MITO cresce, e in questa direzione il ruolo della progettazione artistica è importante».

Il ponte tra le due città del nord Italia è stato ribadito anche da Anna Gastel: «il programma di MITO è strutturato in modo avvincente – ha specificato la presidente – incuriosisce lo spettatore, che cerchiamo di avvicinare in modo fresco e nuovo a concerti di qualità altissima. Il nostro pubblico è raffinato ma anche pieno di neofiti che provano la gioia e l’emozione dell’ascoltare, ribadendo quanto MITO sia un patrimonio di entrambe le città».

«Per Torino il tema di quest’anno, cioè la danza, riveste un ruolo particolare – ha specificato ancora Francesca Leon - la città è sempre stata molto attenta alla danza con TorinoDanza e, quest’anno, vedrà così una coproduzione speciale per MITO. La musica scritta appositamente per la danza avvicina e tocca il cuore e l’anima delle persone, ma è anche il corpo che crea legami di senso e tra i sensi. Il programma di Nicola Campogrande sarà in grado di coinvolgere tante persone perché coniuga l’originalità con la possibilità di parlare al pubblico, e animare in una città non solo le sale da concerto ma i luoghi più vari è una caratteristica fondamentale di MITO. L’accessibilità dei contenuti di questa proposta si specchierà anche nei prezzi contenuti, come da impegno dell’amministrazione per avvicinare la musica a tutti, senza distinzioni, facendo ancora di più di MITO uno dei festival più importanti della scena contemporanea».

Attenzione dunque alla contemporaneità, alla musica che si scrive nell’oggi, come indica infatti il programma, che secondo il direttore Campogrande parla al presente e al futuro. «Quando i compositori muovono la penna sul foglio, ci piace pensare che la danza si formi già lì – ha ricordato infatti il direttore artistico evidenziando il tema dell’edizione 2018 – e poi avviene il movimento contrario, con la musica riportata in movimento. Abbiamo costruito 125 concerti tra Torino e Milano apposta per questo programma, pensati per mettere al centro la funzione della danza».

63 gli appuntamenti torinesi con alcuni dei più noti musicisti della scena internazionale, che si alterneranno alle eccellenze musicali della città. Nel segno del successo degli anni passati torneranno anche le introduzioni all’ascolto di Stefano Catucci e Carlo Pavese, per offrire al pubblico un accesso completo della proposta artistica. Sempre nel segno dell’apertura la pubblico, popolari i prezzi, tra cui i 5 euro per i concerti pomeridiani, 3 euro per le performance diffuse sul territorio metropolitano, oltre alla gratuità nelle chiese.

Si passerà così dalla danza dell’uccello di fuoco di Stravinsky al Teatro Regio, opera nata per il ballo, che si accompagnerà a Schumann e a Čajkovskij, alle danze romantiche di Brahms del Piccolo Regio, e ancora a melodie inattese al Conservatorio Verdi tra Beethoven e ancora Stravinky. Ci saranno anche compositori americani tra le suggestioni di ritmi e danza, come Bernstein, Williams, Gershwin. Nel succedersi dei luoghi arriverà anche il Tempio Valdese con il folk-barocco, ensemble specializzato in danze del Sei e Settecento alternate alle loro matrici popolari legate ai paesi del nord Europa tra Svezia, Finlandia, Irlanda e Scozia, con prime esecuzioni nazionali. Sarà a MITO anche il Kronos Quartet, formazione che ha ridisegnato il suono del quartetto d’archi inserendo in programma brani pop: a Torino porteranno gli Who, Omar Souleyman, Steve Reich.

Ritornerà l’appuntamento con il canto corale: a MITO aumenteranno i cori che si riuniranno per il gran finale al quale il pubblico sarà invitato, il MITO Open Singing, che si terrà alle OGR Officine Grandi Riparazioni e vedrà la partecipazione del Coro Giovanile Italiano e la direzione di Gary Graden.

Dalla collaborazione con Torino Danza saranno proposti Noetic e Icon, prime esecuzioni italiane del coreografo Sidi Larbi Cherkaoui con musiche originali di Szymon Brzçska, e Bach Project, una serata dittico in cui si svolgeranno la Sarabande di Arteballetto e la speciale commissione per MITO di Domus Aurea, con musiche di Bach trascritte da Giorgio Colombo Tacacni ed eseguite dal vivo dall’Ensemble Sentieri Selvaggi, una produzione ah hoc che lavora su trascrizioni classiche trasformate in musica elettronica, nuovo punto di contatto tra passato e futuro. Nel programma con Torino Danza anche Erodiade Fame di Vento, con coreografie di Julie Ann Anzilotti e scene di Alighiero Boetti.

Ospite speciale in collaborazione con Casa Oz sarà Aeham Ahmad, il “Pianista di Yarmuk”, campo profughi palestinese rifugiato oggi in Germania che suona e canta a favore dei diritti umani. Il Gran finale spetterà all’Orchestra Sinfonica Nazionale della Rai, che diretta dal russo Stanislav Kochanovsy e con il violoncello di Enrico Dindo eseguirà in prima italiana Azul, per violoncello e orchestra, di Osvaldo Golijon, un regalo per il pubblico sulla base di una struttura cinquecentesca con influenze moderne tra tango e Argentina.

«Torino è affezionata a MITO – ha evidenziato Chiara Appendino, sindaca della città – non è un festival di soli 17 giorni ma raccoglie tuttala comunità per un anno intero. È un appuntamento fisso che racconta anche la costruzione di un programma che raccolga il territorio e definisca e attiri anche nuovi pubblici. È una sfida, questa, che abbiamo raccolto investendo e cercando anche prospettive future in ottica internazionale, nonché luoghi diversi e nuovi, dove l’offerta trovi anche l’interesse dei giovani. Sono molto contenta che si svolga a Settimo uno dei concerti, la sfida infatti non è solo rivolta alle periferie ma anche all’area metropolitana».

Sarà quindi un’invasione di musica in due città, e in tutti i luoghi che si snodano intorno, con decine di appuntamenti dedicati a tante fasce di pubblico intrecciate, dagli appassionati, ai neofiti, senza dimenticare i più piccoli, ai quali rivolgere ancora una volta l’invito a sviluppare emozioni e sensibilità attraverso il linguaggio universale della musica.

Dal 4 giugno aprirà nella nuova sede dell’Urban center Metropolitano in piazza Palazzo di città la biglietteria di MITO. Per ogni informazione sui biglietti, sugli abbonamenti e per il programma completo del Festival, è possibile consultare il sito di MITO settembre musica.

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