Food Torino Giovedì 12 aprile 2018

A Torino inaugura la Nuvola Lavazza: uffici, ristorante e museo. Le foto

© Alessandra Chiappori
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Torino - Un progetto architettonico sognante, in una zona il cui nome evoca poesia. Siamo a Torino, quartiere Aurora, dove oggi ha inaugurato ufficialmente la Nuvola di Lavazza, centro polifunzionale e innovativo che riporta in città la storica azienda torinese aprendosi al pubblico, alla sostenibilità, alla cultura e al futuro.

Nuvola come cielo, come aroma, come finestre: ci sono tutte queste dimensioni nel nuovo logo con cui Lavazza, tra le più importanti aziende al mondo di caffè, ridefinisce la propria identità con il nuovo progetto firmato Cino Zucchi. Uno degli edifici più ecosostenibili del pianeta, con la sua certificazione LEED Platinum 3, e che insieme al rispetto per l’ambiente si regge sulla centralità delle persone e sulla connessione di idee. Nuvola ha un’architettura dalla forma irregolare, che affianca una piazza, un centro uffici ripensato in open space, una centrale Enel di fine 800 riqualificata e dedicata all’archivio storico, e poi un museo che raccoglie 130 anni di storia dell’azienda e del costume italiano tra idee, immagini e aromi. Il tutto combinato in una struttura armonica che, tra costruzioni e aree verdi, è pensata appositamente per integrarsi nel quartiere e dialogare con il pubblico, mettere in relazione le persone. A completare l’area, lo IAAD, istituto di arte applicate e design, con i suoi studenti e l’energia creativa, uno scavo archeologico, allestito laddove durante i lavori di costruzione della Nuvola sono emersi i resti di una basilica paleocristiana del quarto secolo oggi resi fruibili, e l’immersione nel gusto garantita dal ristorante Condividere e dal bistrot, che offre un nuovo concetto di ristorazione collettiva non solo ai dipendenti ma a tutto il pubblico.

«Questa inaugurazione è un segno importante per l’azienda – ha riconosciuto l’assessore regionale alla cultura Antonella Parigi – ma lo è anche per la nostra città, perché restituisce un edificio abbandonato da anni, una ex fabbrica che torna ai torinesi trasformata in un polo di innovazione. Ringrazio Lavazza perché ha continuato a investire qui, con progetti importanti come questo, che ridanno linfa alla città. Per il quartiere Aurora è un’importante riqualificazione e ne farà un centro dove potranno generarsi innovazione e nuova vitalità sul territorio. La Nuvola è insieme attenzione alle nuove tecnologie, ma anche attenzione a riportare la vita a misura d’uomo, è un laboratorio che sperimenta un nuovo modo di intendere la città, il lavoro, la cultura e il benessere a Torino e in Piemonte, che sono punto di riferimento del gusto, dell’enogastronomia e della filosofia dell’alimentazione: auspico diventi un centro propulsivo, promotore di nuove progettualità per il territorio».

Soddisfazione anche da parte della prima cittadina Chiara Appendino: «questo taglio del nastro – ha detto infatti – è un momento importante per la comunità. Lavazza ha dimostrato di saper essere un’azienda glocale, riuscendo a guardare ai mercati internazionali con solide radici a Torino, dove ha continuato a investire, mantenendo protagonisti il tessuto economico della società e della comunità di questo quartiere e diventando con la Nuvola un luogo aperto per la città. Questo spazio ne è una rappresentazione plastica: la città è protagonista».

L’emozione è stata intensa per il presidente Alberto Lavazza nel presentare uno spazio che, come ha specificato, contiene sia la memoria che il futuro, perché sorge a pochi metri dalla storica sede di Corso Novara ed è, con la sua visione, un centro estremamente innovativo in termini di sostenibilità e integrazione con il tessuto urbano. «Quello che costruiamo oggi ci permetterà di essere più forti domani – ha spiegato Lavazza – nel 1962 entrai in azienda accanto a mio padre Pericle, allora c’erano 300 lavoratori e producevamo 12mila tonnellate annue di caffè. L’avventura della Nuvola e il cantiere mi hanno riportato a quel primo cambio di sede ormai del passato: oggi siamo un marchio conosciuto in tutto il mondo con 3000 persone impiegate in 190mila tonnellate di caffè prodotte».

Dall’antica torrefazione Lavazza di via San Tommaso, a miscele in arrivo da ogni angolo del pianeta, Lavazza con la Nuvola ribadisce di avere “radici future”, in una continuità con cui dal 1895 si dedica al caffè, prodotto speciale perché non solo bevanda ma metafora dello stare insieme, della convivialità. «Sono questi i valori che volevamo presentasse il nuovo quartieri generale – ha infatti sottolineato Giuseppe Lavazza, vicepresidente – Aurora ci ha ospitati all’inizio e ci ha portato fortuna, volevamo farne un crocevia dove le persone si mescolano, la missione della Nuvola è di ispirare e far circolare energia e idee in un ecosistema aperto al quartiere, alla città e al mondo».

Dietro Nuvola, un “golden team” d’eccezione dove, oltre all’architetto Cino Zucchi, compaiono anche Ferran Adrià e Federico Zanasi, Dante Ferretti e Ralph Appelbaum. Trentamila metri quadrati all’avanguardia, calati in una realtà di quartiere definita, ma dove viaggiano idee e lavoro, cibo e cultura. L’azienda lo definisce «un ecosistema di luoghi che prende forza dal passato, energia dal dialogo e guarda oltre, ispirato dalla continua necessità di innovazione», una filosofia che si respira bene lungo il percorso del Museo Lavazza, che partendo dalla ricostruzione dell’antica drogheria di fine Ottocento della famiglia accompagna il visitatore tra packaging d’epoca, macine di caffè e chicchi. Chiave esplorativa del museo è la celebre tazzina Caramel, oggetto multimediale attraverso il quale raccogliere spunti e interessi per rivivere poi, appoggiandola sulle specifiche targhe, un’esperienza sensoriale allargata, e gustare un caffè miscelato su misura.

Lungo il percorso museale c’è infatti anche un viaggio esplorativo nell’universo del caffè, dalla pianta, alla tostatura fino alla macinazione, che sfocia in una suggestiva raccolta storica di macchine espresso. Modelli antichi, innovazioni novecentesche, per arrivare all’oggi e alla macchina speciale collocata a bordo della Stazione Spaziale Internazionale che, se non proprio in forma di espresso liquido come sulla Terra, permette agli astronauti di godersi una pausa aromatica anche in orbita. E poi la comunicazione, un mondo di icone e pubblicità, di design e volti che generazioni di italiani hanno imparato a riconoscere e a cui sono affezionati. Oltre alla tazzina d’autore Caramel, l’immancabile moka Carmencita, del 1979, vera icona di stile. Non poteva essere meno scenografica, infine, la scala a chiocciola che conduce al “paradiso” dove albergano due enormi riproduzioni della coppia del Carosello, Carmencita e il suo Caballero, e dove interagire con gli oggetti del museo, tra gli angeli e le nuvolette del Paradiso dove anche San Pietro resta colpito dalla bontà del caffè, a una tazzina gigante dentro alla quale entrare e scattarsi un selfie.

L'Headquarter, cuore pulsante di Lavazza, e poi la Centrale, che valorizza l’ex centrale elettrica di Aurora e accoglierà eventi, dibattiti e attività culturali e artistiche, il ristorante Condividere, dove il gourmet va a braccetto con l’informale tra piatti d’autore dello chef Federico Zanasi, un concept firmato Ferran Adrià e la scenografia del premio Oscar Dante Ferretti, il bistrot, non più solo mensa aziendale ma luogo di pause pranzo ispirate al pensiero Slow Food, e poi il museo che ripercorre la storia dell’azienda.

«Il caffè è sempre l’inizio di qualcosa» è la frase di Francesca Lavazza che ben evidenzia il potere del caffè di favorire la nascita di un’idea, di allargare lo sguardo e di ispirare. Non è solo un augurio lanciato dal Museo Lavazza, ma una filosofia che ben si sposa all’intera Nuvola e che ha a che fare con lavoro, impresa, ma anche vita e socialità.Per assaggiare le specialità a filiera corta del polo gastronomico e perdersi tra i ricordi delle celebri pubblicità ideate da Armando Testa nel corso degli ultimi 50 anni bisognerà aspettare l’8 giugno, data in cui la Nuvola e tutte le sue strutture apriranno al pubblico.

Sabato 14 aprile, però, ci sarà un gustoso anteprima in cui la Nuvola si svelerà. Dalle 9 alle 19 si potrà esplorare il museo accompagnati da una guida che racconterà la storia dell'azienda, ancora prima, alle 7.30, ci sarà un saluto al sole con pratiche yoga. Appuntamento gustoso con la fotografia alle 12 insieme a SteveMcCurry, che insieme a Marco Zatterin racconterà dei suoi viaggi e del suo lavoro. Alle 14.30 l'incontro con l'alpinista Simone Moro, alle 16.30 lo scrittore Giuseppe Culicchia e la cantautrice Levante, per concludere alle 19 con  Maurizio Crozza, già protagonista degli spot Lavazza. L’appuntamento è quindi ad Auora, per un viaggio straordinario tra nuvole, aromi, storia e cultura.

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