Cultura Torino Martedì 13 marzo 2018

Festival della psicologia: la quarta edizione dal 6 all'8 aprile a Torino

Torino - Si svolgerà a Torino da venerdì 6 a domenica 8 aprile 2018 la quarta edizione del Festival della Psicologia, manifestazione organizzata e promossa dall’Ordine degli Psicologi del Piemonte e da quest’anno arricchita dalla direzione scientifica del noto psicoanalista Massimo Recalcati. Tre giorni di incontri alla Cavallerizza Reale per un festival a vocazione multidisciplinare che si concretizzerà in incontri, conferenze e spettacoli gratuiti per coinvolgere un pubblico eterogeneo approfondendo temi di attualità e ampliando lo sguardo sul mondo di oggi.

Il tema di questa edizione sarà infatti la paura, declinata secondo la frase Io non ho paura, un filone di indagine sul quale saranno chiamati a riflettere psicologi, psicoanalisti, scrittori e filosofi in arrivo dall’Italia e non solo. Molte saranno infatti le conferenze, ma anche i dialoghi e le conversazioni incentrate sull’analisi dei fenomeni di terrorismo e della loro ricaduta sulla società contemporanea. Scopo dei dibattiti sarà trovare insieme una chiave di lettura inedita che inauguri una possibile strada di comprensione di queste manifestazioni di violenza e odio, superando spiegazioni politiche, storiche ed economiche che, dinnanzi alle reazioni psicologiche, sembrano non essere più sufficienti.

«È un’operazione culturale rivolta a cittadini – ha spiegato Alessandro Lombardo, presidente dell’Ordine degli Piscologi del Piemonte e direttore organizzativo della manifestazione – ogni anno decidiamo di affrontare un tema diverso e anche grazie alla direzione scientifica di Massimo Recalcati in questo 2018 il nostro Festival ha maturato un’attrattività internazionale. Offriremo un programma pieno di appuntamenti con molte personalità e confronti, non solo tra psicologi e psicoanalisti ma con diverse discipline in dialogo».

«Questo Festival è cresciuto tanto sia per interesse culturale che per affluenza di pubblico – ha fatto notare Antonella Parigi, assessore alla cultura della Regione Piemonte, che insieme al Consiglio Regionale del Piemonte, all’Università di Torino e alla città di Torino patrocina l’evento  – il tema di quest’anno è la paura, dal mio punto di vista un tema legato al momento vista la grandissima attualità in un contesto come quello che viviamo, influenzato dal terrorismo e con ricadute anche sulla nostra vita politica. La paura è del resto il fil rouge di molte iniziative culturali, affrontata in una dimensione collettiva come se a più livelli esistesse la consapevolezza di come questo atteggiamento influenza la vita di tutti noi».

Una dimensione, quella della collettività di un sentimento come la paura, che non ha mancato di evidenziare Massimo Recalcati. «Ho impostato il Festival nei contenuti pensando di scegliere un tema che in modo forte evidenziasse una possibile ricaduta sulla vita sociale e politica del nostro lavoro – ha illustrato il programma lo psicoanalista – la declinazione terroristica della violenza ha sconvolto la vita della città e della nostra comunità e mi è sembrato per questo motivo un tema interessante, oltre che una cerniera tra la vita individuale e quella collettiva».

Due saranno i vettori che si intersecheranno nel programma per perseguire questa ricerca. Il primo si interrogherà sulla figura del terrorista, non solo sul tipo di mente che queste persone hanno, ma anche sulla cultura da cui provengono, sulla famiglia e la formazione. A questo proposito saranno presenti il fondatore della comunità monastica di Bose Enzo Bianchi e il palestinese Izzeddin Elzir, Imam di Firenze, ma anche il politologo Lucio Caracciolo, per indagare su chi sono e cosa vogliono i terroristi.

Il secondo vettore di contenuti avrà a che fare con il tema della violenza e dell’odio, in un interrogativo sul gesto di Caino e la sua ripercussione nella storia dell’umanità fino a oggi, tenendo sempre presente l’impatto sulla vita collettiva. Si parlerà dunque di confini, ma anche di accoglienza, dell’effetto della violenza terrroristica sui nostri figli e di come parlare loro del terrore.

Saranno ospiti i filosofi Rocco Ronchi e Simona Forti, la psicoterapeuta Clara Mucci, lo psicoanalista argentino Aldo Becce e Mauro Grimoldi, psicologo e coordinatore scientifico della Casa dei Diritti di Milano, che indagheranno la dimensione del trauma. La filosofa e scrittrice Federica Manzon dialogherà invece con lo psicoanalista Francesco Stoppa sullo spazio della letteratura, oggi, di fronte alle nuove forme di violenza e terrorismo: come si narrativizza una violenza già spettacolarizzata?

Altri sono gli interrogativi messi sul tavolo delle conferenze: è possibile costruire programmi culturali di prevenzione della violenza? È possibile perdonare? E cosa c’è all’origine del gesto di Caino che si ripercuote nelle nostre città? Esploreranno queste domande la lectio di Massimo Recalcati su violenza e terrore, l’intervento di Bruno Moroncini e Simone Regazzoni sull’accoglienza, la conferenza dedicata al terrore spiegato ai piccoli di Umberto Zuccardi, psicologo e psicoanalista e di Elisabetta Biffi del VIOLE-LAB e infine l’intervento di Federico Condello, Jole Orsenigo e Gad Lerner sulla prevenzione della violenza. Chiuderà il festival una lectio di grande attualità della psicoanalista franco-marocchina Houria Abdelouahed, dell’Università Diderot di Parigi, dal titolo Donne Islam e violenza.

Un programma denso - reperibile in dettaglio sul sito del Festival insieme alle informazioni sulla prenotazione degli eventi - che sarà inframmezzato da uno spettacolo teatrale di grande impatto. Edipo Re, a cura della compagnia Archivio Zeta, porterà in scena la tragedia di Sofocle con un’introduzione di Federico Condello, che ricorderà come quello di Edipo, innocente eppure anche responsabile del male, rappresenti il dramma per eccellenza.

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