Soundframes: cinema e musica in mostra al Museo del Cinema di Torino

Mostre Torino Giovedì 25 gennaio 2018

Soundframes: cinema e musica in mostra al Museo del Cinema di Torino

© Gene Kelly in Singing in the rain

Torino - Basta un paio di cuffie, e inizia il viaggio. Musica e cinema è infatti la magica unione su cui scommette Soundframes. Cinema e musica in mostra, il nuovo progetto espositivo del Museo Nazionale del Cinema che inaugurerà venerdì 26 gennaio e resterà visibile per un intero anno, fino al 7 gennaio 2019.

Una scommessa che punta sulla potenza del linguaggio musicale e sonoro, da sempre fedele alleato dello sguardo cinematografico. Il concept della mostra è stato ideato da Donata Pesenti Campagnoni, curatori ne sono Grazia Paganelli e Stefano Boni, co-curatore è invece Maurizio Pisani, direttore del festival SeeYouSound, alla sua quarta edizione nel 2018, che vede nella mostra un’ideale prosecuzione e ampiamento. Il percorso si snoda lungo la suggestiva rampa elicoidale della sala del tempio, il cuore più magico del Museo Nazionale del Cinema, con le sue poltrone sonorizzate, i grandi schermi cinematografici, le ricostruzioni dei set e l’ascensore trasparente che porta i visitatori alla cima della Mole.

«Siamo orgogliosi di presentare una mostra che racconta anche e soprattutto un modo differente di avere a che fare con il pubblico – ha detto Laura Milani, direttore del Museo Nazionale di Cinema – la scelta di intrecciare i due linguaggi rivela un potenziale espressivo enorme, non è più un racconto ma il primo passo verso un dialogo del cinema con le altre arti. Il mondo della musica ha da sempre a che fare con il cinema, è così potente da entrare nelle corde fisiche e psicologiche di tutto noi, Soundframes lo esplora in modo immersivo, esplorando musica e cinema in un percorso aperto e fruibile da tutti». Tra le innovazioni che vanno nella direzione della piena accessibilità del museo, anche una speciale pedana in legno che, progettata da Alfredo Di Gino Puccetti, traduce le onde sonore in vibrazioni percepibili sotto i piedi.

Trasversalità e tecnologia sono i punti cardinali del progetto Soundframes, che esplora lungo l’asse temporale del Novecento le contaminazioni e relazioni tra diversi linguaggi artistici di musica e cinema. Il veicolo per portare al pubblico tutta la potenza della visita esperienziale diventa così la multimedialità: 130 sono le sequenze di film o videoclip, proiettate su 60 schermi per un totale di 90 metri di proiezione lineare, una strada che si snoda attraverso 9 aree tematiche, e che si ascolta grazie a un paio di cuffie fornite prima dell’accesso alla rampa. È così che la scena clou di Cantando sotto la pioggia invita a ballare insieme a Gene Kelly, Lo Squalo di Spielberg fa percepire il panico subacqueo con le note inconfondibili di John Williams e ancora, Ascensore per il patibolo restituisce l’eleganza e il fascino noir della colonna sonora jazz firmata niente meno che Miles Davis. «Esplorare un linguaggio significa aprire confini e occhi e rendersi conto di tutto ciò di inesplorato che c’è intorno a noi – ha proseguito la Milani – non sarà una mostra statica ma dinamica, e non ci saranno oggetti ma sensazioni, per andare oltre i luoghi comuni insieme a un linguaggio che sa essere molto profondo».

Si parte dalle origini, dal cinema muto che, nonostante l’assenza di dialogato, già si accompagnava a sonorizzazioni e colonne sonore. Sui pannelli si alternano clip dal cinema di inizio Novecento, coronati dalla simbolica presenza della prima pellicola sonora, Il cantante jazz, del 1927, grandi classici del musical, colonne sonore d’autore per film entrati nella storia della settima arte, fino all’età moderna, tra documentari musicali con cui tornare a Woodstock e videoclip. L’ultimo tratto della rampa, infine, invita a togliere le cuffie per lasciarsi coinvolgere in nuove esperienze emozionali realizzate con tecnologie digitali e sonore in piccole stanze interrative: dal videoclip immersivo dentro al quale spostarsi, all’assaggio sonoro di una bobina di Hitchcock, fino alla sensazione del silenzio intorno all’intensità di scene recitate sul grande schermo.

«Quello tra musica e cinema è un magico accordo – ha ribadito Donata Pesenti, ricordando che Sounframes è dedicata a Gianni Rondolino – c’è tutto un patrimonio che conserva le tracce di questo rapporto, dai juke box con le colonne sonore, che metteremo a disposizione, alle partiture da cui sono state tratte sonorizzazioni importanti come quella di Kabiria o altre in questi anni realizzate al Cinema Massimo insieme a tanti artisti contemporanei». Non ultima, la sonorizzazione che segnerà l’inaugurazione della mostra, venerdì 26 gennaio alle 21.00 proprio al Cinema Massimo: Corrado Nuccini, Iosonouncane ed Enrico Gabrielli cureranno infatti la sonorizzazione live di Ingeborg Holm, film di Victor Sjöström.

«È un progetto innovativo rispetto alle mostre del primo ventennio di questo museo – ha proseguito la Pesenti – non è infatti una mostra classica ma una sorta di palinsesto che raccoglie insieme l’idea di SeeYouSound e una serie di eventi lungo un intero anno, a consacrazione di un luogo unico al mondo, dove si mostra il cinema, ma si può anche vedere».

Durante i 12 mesi che vedranno proseguire la mostra, numerosi saranno infatti gli eventi pensati dal Museo del Cinema in collaborazione con tante istituzioni culturali torinesi, dal Torino Film Festival, al Salone del Libro, e ancora al Dams, al Sottodiciotto Film Festival. Molte, come ha ricordato Stefano Boni, le coproduzioni che saranno svelate prossimamente e tra le quali spiccheranno la sonorizzazione live dedicata a Herzog, lo spazio per celebrare Vittorio De Seta e la presenza di band importanti e di registi del panorama italiano tra cui l’attore Claudio Santamaria e i Marlene Kuntz.

«Volevamo proporre un percorso a 360 gradi, un’esperienza vera che permettesse di vedere e sentire i momenti più emozionanti e significativi del rapporto tra cinema e musica – ha aggiunto la curatrice Grazia Paganelli – in un percorso cronologico e insieme tematico si attraversano oltre cento anni di storia del cinema, in un viaggio che è una sfida raccolta e mantenuta grazie alla collaborazione con i tanti che hanno avuto la capacità di tradurre in concreto le nostre idee».

Tutte le informazioni su Soundframes e gli aggiornamenti sul programma di eventi sono disponibili sul sito della mostra Soundframes.

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