Piranesi: la fabbrica delle utopie in mostra alla Galleria Sabauda - Torino

Mostre Torino Martedì 5 dicembre 2017

Piranesi: la fabbrica delle utopie in mostra alla Galleria Sabauda

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Torino - Fondazione Giorgio Cini, collezioni del Museo di Roma di Palazzo Braschi e Galleria Sabauda: arrivano da qui le opere di Giovan Battista Piranesi in mostra alla Galleria Sabauda-Musei Reali di Torino dal 6 dicembre all'11 marzo 2018 (prorogata fino al 2 aprile). La fabbrica dell'utopia raccoglie 93 lavori che raccontano la variegata attività del grande incisore e architetto veneziano, noto per le sue vedute di Roma. Le vedute sono infatti il fattor comune dell'allestimento - che ha il privilegio di inaugurare la nuova ala della Galleria Sabauda dedicata alle mostre temporanee - e sono intrecciate allaa grande passione di Piranesi per le rovine classiche della Città Eterna, in cui visse dal 1740.

Non è dunque un caso che Piranesi. La fabbrica dell'utopia sia stata promossa dai Musei Reali in stretta collaborazione con la Fondazione Cini di Venezia e con la Sovrintendenza capitolina ai Beni Culturali di Roma. «Con questa mostra inauguriamo un nuovo capitolo dei Musei Reali – ha spiegato la direttrice Enrica Pagella – ovvero la nuova sede per le esposizioni temporanee, che sarà interessata da approfondimenti monografici». Coinvolti da tante recenti novità tra cui il boschetto dei Giardini reali realizzato da Paolo Pejrone e arricchito da un'opera di Giulio Paolini, i Musei Reali presenteranno inoltre nel corso del mese di dicembre il nuovo allestimento dedicato ai pittori piemontesi della Galleria Sabauda, primo intervento di una serie di novità che agevoleranno la fruizione per i visitatori in Galleria Sabauda e si succederanno nel 2018. 

«Inizia con un artista atipico, straordinario e apprezzato, la nostra collaborazione con i Musei Reali – è quanto dichiara Piero Folena, presidente dell'Associazione MetaMorfosi, che ha contribuito all'organizzazione della mostra – con Piranesi siamo nel cuore del Settecento dei Lumi, della razionalità, dove l'artista introduce quegli aspetti visionari che ne fanno un nome di rilievo per i secoli successivi. Questo percorso dedicata al Piranesi architetto segue quello romano, ma è diverso per le opere presentate e per l'allestimento, che ne interpreta la specialità e la meraviglia dando omaggio dall'artista in una splendida istituzione. La mostra ha tutte le caratteristiche per mettere in luce il rapporto tra antico e moderno, ancora di più perché si trova a Torino, una città in cui sono presenti istituzioni culturali visionarie, dalle università, al cinema e tv, alla grande innovazione, e che restituisce di questo artista una lettura originale e particolare».

«Da tanti anni la Galleria aspettava una sala  mostre per gli eventi temporanei – spiega la direttrice, Annamaria Bava – prima dovevamo disallestire la collezione permanente e poi riallestirla, a discapito del pubblico e con la nostra fatica. Oggi abbiamo uno spazio bello e interessante che con i suoi seicento metri quadri permette delle esposizioni al piano terra. Questa è la prima mostra temporanea ed è dedicata a un artista di alto livello, nell'atmosfera che restituiscono le sue opere, tra Roma e il rapporto con l'antico che si vede nei percorsi di Paestum, o delle rovine. Non manca un aspetto di coinvolgimento dello spettatore grazie all’esperienza immersiva in 3D che conclude la sezione della mostra sulle carceri immaginarie e visionarie di Piranesi».

Non è infatti solo il Piranesi delle vedute quello in mostra, come spiega Luigi Ficacci, curatore insieme a Simonetta Tozzi: «non volevamo mettere in ombra la personalità complessa di un secolo dove convivevano il razionalismo sperimentale e l'intensità sentimentale. L'intenzione era di mettere in luce la fabbricabilità delle immagini di Piranesi, la realizzabilità della sua immaginazione. Torino, con i Musei Reali, è una sede che darà ai visitatori attenti la capacità di cogliere connessioni che altrove potrebbero passare in secondo piano. La serie delle carceri immaginarie ha infatti un precedente dell'invenzione scenografica e teatrale del disegno juvarriano. L'immaginario al contempo razionale e decorativo è centrale proprio a Torino, lo si legge meglio in questa città dove non è passato solo Juvarra ma tanti altri architetti: mi aspetto dunque di avere molti stimoli da questa mostra».

Vedute di Roma, Capricci fantasiosi e le visioni delle Carceri, arrivate fino a oggi nell'immaginario di artisti, architetti intellettuali e persino nel cinema: il percorso dedicato a Piranesi racconta visioni prospettiche esasperate e caratterizzate da violenti effetti luministici in un repertorio di grande impatto anche per il pubblico più ampio, che potrà sperimentare la complessità delle strutture delle famose prigioni indossando gli occhiali 3D e toccando con mano il fascino irreale e fantastico di queste architetture impossibili.

La mostra sarà aperta al pubblico fino all'11 marzo 2018, dal martedì alla domenica dalle 8.30 alle 19.30. Il biglietto singolo è  di 10 euro (6 ridotto), il cumulativo Musei Reali e mostra è invece di 16 euro (10 ridotto).

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