Mirò. Sogno e colore in mostra a Torino

Mostre Torino Palazzo Chiablese Martedì 3 ottobre 2017

Mirò. Sogno e colore in mostra a Torino

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Torino - Sogno e colore, questo il sottotitolo evocativo della grande mostra torinese dedicata a Mirò, che aprirà i battenti mercoledì 4 ottobre, nelle sale di Palazzo Chiablese, e sarà visitabile fino al 14 gennaio 2018.

130 opere, tra tele, dipinti su legno e su carta, sculture e oggetti che recano l’inconfondibile firma tondeggiante dell’artista spagnolo, di cui in questo nuovo percorso espositivo è raccontata una produzione meno nota, appartenente all’ultimo periodo, i 30 anni trascorsi interamente sull’isola di Maiorca, la “sua” isola, dove tra gli anni Sessanta e Settanta trova spazio e silenzio perfetti per dedicarsi alla sua arte.  

«Dobbiamo molto allo sforzo organizzativo di tutti – ha sottolineato commentando la mostra Enrica Pagella, direttore dei Musei Reali nel cui complesso è incluso Palazzo Chiablese – è un percorso che documenta una fase artisticamente interessante e diversa del Mirò che siamo abituati a conoscere, dalle sue immagini più note. Da ragazzo Mirò fu impressionato e influenzato dai reperti e dagli affreschi del museo romanico di Barcellona: penso che in questa sorta di “margine” costituito dal museo di arte antica possa ritrovarsi un importante molla per lo sviluppo dell’immaginazione, fondamentale per i creativi e non solo. Per questo motivo sarà interessante osservare come prenderà vita la relazione tra il circuito antico dei Museo Reali e quello moderno rappresentato dalla mostra, tra le collezioni di arte antica e i rimandi di forme e colori a quell’arte portati sulla tela da Mirò».

Per la prima volta, in questa occasione, sono dunque state attivate due promozioni legate ai biglietti di ingresso, che costeranno due euro in meno sia che si esibisca il biglietto della mostra di Mirò ai Musei Reali, sia che si compia la visita all’inverso, dai Musei a Palazzo Chiablese.

A conservare la maggior parte dei lavori in mostra e delle suppellettili è la Fundaciò Pilar i Joan Mirò di Maiorca, che ha collaborato con i Musei Reali di Torino e con il Gruppo Arthemisia per l’allestimento. «Questa mostra vuole presentare attraverso una selezione ampia di opere l’ultimo periodo di Mirò, caratterizzato dalla revisione delle opere precedenti e da un rinnovamento pittorico – spiega Francisco Copado Carralero, direttore della Fondazione - A Maiorca l’artista trovò il silenzio e la tranquillità lontane dal clamore internazionale che favorirono la vitalità del periodo, dando libero sfogo a uno spirito più trasgressivo, a nuove sfide artistiche. È un percorso che rivela il vero Mirò, che ha ancora molto da dire e mette in dubbio la sua stessa opera guardando avanti e interrogandosi sul futuro. Ecco perché a Maiorca porta avanti una ricerca introspettiva: l’isola è lo spazio ideale per interrogare le sue opere, in una sorta di metamorfosi creativa che è infatti il titolo di una delle sale».

Caratterizzato da una poetica marcata, il percorso artistico di Mirò deve molto al legame con la natura, quella dell’isola prediletta, una Maiorca dove svetta l’azzurro del mare, la luce del cielo, e la terra, appartenenza e ancora una volta colore. Non a caso è a Maiorca che Mirò riuscì a realizzare il desiderio più grande, quello di ricavare uno spazio personale, tutto suo, dove dedicarsi alla propria arte, ambizione che è raccontata cronologicamente, e con apparati scenografici, all’interno della mostra.

Agli inizi degli anni Cinquanta, sempre più desideroso di una vita stabile e di un luogo dove dedicarsi al lavoro, Mirò riesce ad allestire un proprio studio: è il 1956 e, con il trasferimento a Maiorca, realizza finalmente il suo sogno. Lo studio, il Taller Sert, è realizzato con l’amico architetto Josep Lluìs Sert, ed evoca un’atmosfera molto particolare tra forme, colori, e ripiani pieni di oggetti diversi che raccontano il mondo, dalle conchiglie alle foto dei Mohai dell’isola di Pasqua, e poi statue e scatole di colori. Ultima tappa creativa dell’artista, il suo studio diventa uno spazio della mostra, nella sua riproduzione prospettica e immersiva, dove tra tele e cavalletti ogni visitatore può aggirarsi e, perché no, scattarsi un selfie. Altro spazio, dove sperimentare sculture, graffiti e segni di un mondo quasi primitivo, è Son Boter, una casa rurale maiorchina che il pittore acquistò per farne un secondo studio, anch’essa piena di oggetti svariati collezionati dall’artista, tra ritagli di giornale, pietre, cartoline, possibili punti di partenza per nuove creazioni che, insieme alle opere, fanno parte di Mirò! Sogno e colore.

Mirò! Sogno e colore si snoda attraverso un percorso estraneo al clamore, alla ricerca delle influenze di un artista-poeta che, tra parole, iscrizioni e segni riusciva a catturare la magia sospesa di istanti visionari ed emotivi. Ci sono le radici, la Catalogna e Barcellona con i loro paesaggi, e c’è Maiorca, gli ambienti della creazione dove si concentrarono anni di febbrile attività e ricerca estetica, ma c’è anche l’oriente, lo zen e la grafica degli ideogrammi, che così tanto colpirono l’artista. Litografie e incisioni riempiono la sala della metamorfosi plastica, tra libri illustrati, giornali, tecniche e sperimentazioni linguistiche che imprimono una sterzata allo stile del pittore sottolineando un’indipendenza artistica quasi selvaggia, libera. Infine, le forme semplici, quelle del cosmo, dei pianeti irraggiungibili, del sogno, che in una seconda esperienza immersiva sono proposte ai visitatori attraverso una sala dove rilassarsi sdraiandosi su un grande divano, sguardo in su, sul soffitto, dove si succedono oniriche proiezioni di forme e colori.

La mostra sarà visitabile dal 4 ottobre, il lunedì con orario 14.30-19.30, martedì, mercoledì, venerdì, sabato e domenica dalle 9.30 alle 19.30 e giovedì dalle 9.30 alle 22.30. Tutte le informazioni sulla biglietteria e le prenotazioni per gruppi al sito www.mostramirotorino.it

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