Vigne urbane a Torino, nel vigneto della Regina la vendemmia 2017 è la migliore di sempre

Food Torino Martedì 26 settembre 2017

Vigne urbane a Torino, nel vigneto della Regina la vendemmia 2017 è la migliore di sempre

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Torino - Settembre, tempo di uva e di vendemmia, che da qualche anno a Torino, nel Piemonte delle eccellenti produzioni e dei grandi vigneti, si svolge nel cuore della città. Il primato, un unicum che vanta l’inserimento nella guida ai luoghi imperdibili della città spetta alla Vigna della Regina, quasi un ettaro di vigneto che sorge intorno alla storica Villa della Regina, proprio sulla collina che domina Torino con la sua vista panoramica.

L’appezzamento coltivato a vigna è stato fin dalle origini parte integrante del progetto della sontuosa dimora, progettata agli inizi del Seicento dal principe Maurizio di Savoia che, seppure dall’insolita posizione di cardinale a soli 13 anni, diede vita a una Villa sfarzosa e aulica, senza dimenticare un «piantamento d’Arbori e Viti». Da Casa Savoia, Villa della Regina passò nell’Ottocento all’Istituto per le figlie dei Militari finché fu progressivamente abbandonata, insieme alla sua vigna, ai frutteti e all’orto a legumi. Questo fino agli anni Novanta, quando hanno preso il via laboriose e lunghe operazioni di restauro che hanno coinvolto la Villa, riscoprendone ambienti, arredi e decorazioni settecentesche fino ad arrivare, nel 2003, al recupero dei Giardini all’italiana e dello storico Vigneto Reale.

A seguire il lavoro del reimpianto dei filari, l’Azienda Balbiano, che con meticolosità ha curato ogni dettaglio dell’operazione grazie alla collaborazione con la facoltà di agraria dell’Università di Torino. La Vigna della Regina ha potuto così tornare a vivere, e a dar frutto. Del 2008 è la prima raccolta, dieci quintali di uve, per lo più Freisa di Chieri, la cui vendemmia è stata analizzata nei dettagli per studiare potenzialità e qualità del prodotto. Il risultato è stato così eccellente da suscitare l’entusiasmo di produttori e studiosi, tanto che dal 2009 l’Azienda Balbiano ha inaugurato la prima vendemmia ufficiale del Vigna della Regina con quaranta quintali di uva sana e matura. Nel 2011 il vino ha ricevuto il riconoscimento di Denominazione di Origine Controllata, che mantiene tuttora.

«Quest’anno per la prima volta nei 75 anni della nostra azienda e nella breve storia di Villa della Regina, si è vendemmiato ad agosto - racconta Luca Balbiano a proposito dell’annata 2017 - sicuramente il fatto è dovuto al cambiamento climatico in corso e alle caratteristiche di una stagione che è stata contraddistinta da un’estate molto calda e siccitosa, e ha portato a una maturazione veloce». Un trend che è stato evidenziato a livello nazionale e favorito, per il vigneto urbano torinese, da una serie di circostanze: «La vigna della Regina, anche dal punto di vista pedoclimatico - prosegue Balbiano - ha un’umidità che la avvantaggia, inoltre quest’anno il gelo non previsto di fine aprile ha falcidiato la produzione vitivinicola italiana riducendola di molto, ma questa vigna non è stata assolutamente toccata dal problema perché, essendo un vigneto di città, un po’ più rialzato, gode del calore della città senza però subirne gli effetti dell’inquinamento. È circa 4-5 gradi più calda rispetto alle altre ville della collina, un aspetto che l’ha difesa. Un secondo grande nemico avrebbe potuto essere la grandine, che per fortuna non ci ha colpiti. E infine, avendo un’esposizione eccellente a sud, la Vigna della Regina raccoglie il sole dal mattino alla sera, la vendemmia inizia sempre circa una settimana in anticipo rispetto alle altre. Possiamo dire che, in termini qualitativi, quella del 2017 è stata probabilmente e quasi paradossalmente la miglior vendemmia di Villa della Regina fino a oggi, con uve belle, sane e mature».

Unica vigna italiana all’interno di un’area metropolitana, Villa della Regina è gemellata dal 2014 con la vigna urbana Cuvée du Clos Montmartre di Parigi e, dal 2016, con quella del castello di Shönbrunn, a Vienna. «Rispetto alle sue cugine – sottolinea il produttore – è la più grande e quella con la produzione più ampia: Parigi ruota intorno alle mille bottiglie, Vienna ne produce poco più di 500, mentre noi siamo sulle 4000-4500 bottiglie. Certo, resta una produzione minuscola nel patrimonio vitivinicolo piemontese, ma non se inserita nel contesto di una vigna urbana». Di realtà simili, in Europa, ci sono altri esempi eccellenti, che le tre vigne di Torino, Parigi e Vienna stanno cercando di  radunare in un network. Per i curiosi che volessero visitare il vigneto, durante il weekend un responsabile dell’Azienda Balbiano è a disposizione del pubblico per raccontare la storia della vigna e degustare la produzione passeggiando tra i filari. La visita va prenotata ai contatti disponibili sul sito

Intanto, a Torino fioriscono le iniziative create per portare il mondo agricolo tra strade e palazzi. L’Orto Urbano del quartiere Nizza Millefonti, per esempio, seguendo l’evolvere della stagionalità si è di recente trasformato da Or-TO a Vigne-TO, diventando il primo vigneto urbano della zona. L’iniziativa, patrocinata dalla Regione Piemonte, dal Comune di Torino insieme a OrtiAlti e Eataly, punta a restituire alla comunità uno spazio per ripercorrere antichi mestieri e parlare di sostenibilità ambientale. Dopo ortaggi, fiori ed erbe aromatiche, che si sono succeduti negli ultimi mesi insieme a eventi educativi dedicati alla biodiversità, da poco sono arrivati 55 cassoni che ospitano piante di vite dell’azienza ArteGiardini di Villarbasse (To). Questo piccolo vigneto urbano sarà gestito in collaborazione con le associazioni di quartiere e di via, le scuole, i commercianti e gli appassionati e darà vita a iniziative didattiche e sociali a tema sostenibilità e viticoltura.

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