Le nuove Ogr di Torino, polo della cultura tra memoria e innovazione

Attualità Torino Mercoledì 6 settembre 2017

Le nuove Ogr di Torino, polo della cultura tra memoria e innovazione

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Torino - Dopo mille giorni di cantiere inaugura la visionaria sfida di riqualificazione dell’enorme capannone industriale. Da officina ferroviaria a officina delle idee

Ventimila metri quadri di superficie, sedici metri di altezza, e poi 1200 finestre, 8000 nodi strutturali e 800 mila chili di acciaio pari a due volte il peso totale della Stazione spaziale internazionale. Cifre da capogiro, che se inserite su una linea del tempo di 1000 giorni che vede il suo anno zero nel 30 giugno 2014, fanno dell’enorme struttura a forma di H delle OGR (officine grandi riparazioni) e della loro riqualificazione ad opera della Fondazione CRT un’opera al contempo coraggiosa e maestosa.

A pochi giorni dal Big Bang, i quindici giorni di concerti, eventi e festa che segneranno la ripartenza delle OGR e avranno il via ufficiale il prossimo 30 settembre, i lavori di rifacimento della grande ex officina ferroviaria sono quasi completi, a eccezione dell’ala sud che, come da progetto, non sarà adibita al pubblico, ma ospiterà uffici e start-up e vedrà il suo allestimento completo a gennaio 2018. Negli enormi capannoni, vera officina pulsante delle OGR, l’atmosfera è carica di attesa, di stupore per lo sforzo messo in campo da Fondazione CRT di concerto con numerose realtà torinesi, e di aspettative per un’iniziativa che si prefigura come unica e grandiosa, nei dati e della vision.

«Le OGR sono la sfida più straordinaria di tutti i 25 anni di storia della Fondazione CRT – ha ammesso il Presidente Giovanni Quaglia – con 1000 giorni di cantiere e un investimento da parte nostra di cento milioni di euro, si tratta di una sfida importante per la Fondazione, sia come risorse che come capacità e flessibilità aziendale, ma anche come complessità burocratica. Il risultato però ripaga dello sforzo: le OGR sono infatti insieme storia e memoria, se consideriamo che questo intervento non è solo un recupero ma una rifunzionalizzazione».

Edificio di origine ottocentesca simbolo della capacità industriale della città, nonché il più importante stabilimento torinese prima della Fiat, le OGR hanno poi subito un abbandono che, se in un primo momento, intorno agli anni ’90, virava sulla demolizione, si è trasformato poi in un’inattività che le aveva portate a un poco decoroso stato di degrado nel cuore del quartiere. L’edificio, che avrà ingresso su corso Casterlfidardo, è infatti inserito nella cosiddetta Spina 2 già interessata da interventi di riqualificazione urbanistica che affiancano ai grandi capannoni a forma di H anche la nuova stazione di Porta Susa, il Politecnico e il grattacielo San Paolo. Un’area molto vasta - sono infatti 35mila metri quadrati se si considerano anche le aree esterne – e con grandi potenzialità, nella quale si andranno creando anche due nuove piazze pubbliche, una rivolta verso l’ingresso e una sulla retrostante via Borsellino.

Quello di Fondazione CRT è un intervento architettonico che tiene conto dell’attuale inserimento degli ex capannoni nel contesto urbano senza dimenticare la memoria storica, anzi vivificando il passato delle OGR: «abbiamo ripensato gli spazi nel confronto con la storia del luogo, dando alle OGR una destinazione al passo con i tempi e all’avanguardia in una vision che collega passato e futuro – aggiunge Quaglia – da officine di riparazione dei treni diventeranno officine di cultura contemporanea e di accelerazione di impresa con una forte vocazione internazionale. Speriamo saranno un volano per l’economia nei campi dell’arte, della cultura, delle imprese e dell’innovazione, anche in ambito food».

Le OGR erano state acquistate nel luglio 2008 da Fondazione CRT e riaperte per un breve periodo solo nel 2011 in occasione dei festeggiamenti per i 150 anni di Italia. Le necessità strutturali e legate alla sicurezza hanno però richiesto lavori più estesi e approfonditi, a partire dai quali si è messo in moto il grande cantiere.

«Per OGR occorreva guardare oltre ai 122 anni di storia che questi capannoni rappresentavano, pensare a qualcosa di nuovo, di contemporaneo, proiettato verso il futuro ma a partire dalle radici di officina – ha spiegato Massimo Lapucci, Segretario Generale della Fondazione CRT e Direttore Generale delle OGR –  in questo luogo entravano risorse da trasformare per fornire un output, e così dalla costruzione e riparazione dei treni siamo andati nella direzione della costruzione e rigenerazione delle idee. È una vision coraggiosa per la restituzione di un oggetto rigenerato in una missione calata nel reale».

Ecco dunque un’area intera, quella nord, dedicata al mondo dell’arte contemporanea, con novemila metri quadri di area polifunzionale che ospiteranno mostre, spettacoli, concerti, teatro, danza e realtà virtuale. Cuore delle Officine Nord è l’area chiamata Il Duomo, la sala altra 19 metri che in passato era destinata alla manutenzione dei vagoni posizionati verticalmente e che oggi vedrà svolgersi simposi, workshop, conferenze. Sulle sue pareti sono ancora visibili, nell’ottica di una riqualificazione che parli del passato trasportandolo nel mondo di oggi, murales colorati, testimoni storici di una memoria da non perdere, e al contempo soluzione scenografica suggestiva per quanti entreranno in quest’ala delle OGR per la prima volta.

Alla ricerca e all’innovazione, l’altra faccia della spinta innovativa rappresentata da questo ambizioso lavoro di riqualificazione nella sua missione verso la contemporaneità, è invece dedicata l’ala sud della struttura. Ancora in fase di cantiere, questa zona ospiterà dal 2018 imprese e startup, candidandosi a diventare un innovation hub a fianco di importanti partner internazionali come Politecnico di Torino, Isi Foundation per la ricerca sui Big Data, l’Ambasciata degli Stati Uniti in Italia e il Dipartimento di stato americano per BEST, il programma bilaterale Italia-Usa che coinvolgerà giovani talenti italiani vincitori di borse di formazione nella Silicon Valley, di ritorno in Italia con nuove idee e prospettive da proporre. L’area prevede una promenade di duecento metri luminosa e interrotta solo da ambienti vetrati che funzioneranno come uffici, il tutto per non intaccare l’originaria immagine della navata e la sua vista verticale.

Al transetto spetterà lo Snodo, questo sarà il nome dell’area dedicata al gusto: duemila metri quadri dotati di mezzanino ospiteranno eccellenze della gastronomia piemontese e saranno aperti da colazione a cena 7 giorni su 7 con due ristoranti, un’area lounge, un cocktail bar e uno smart bar dotato di un tavolo di 25 metri pensato per il ritrovo social in compagnia di amici, o del tablet.

Tra grandi maestranze e numeri significativi, il grande involucro delle OGR è così pronto a ospitare il suo “software”, che sarà costituito da eventi, installazioni, idee e progetti. L’intervento di riqualificazione, il più significativo per costi ed energie mai seguito da Fondazione CRT, è stato massiccio, impegnativo e rischioso, ma al tempo stesso dotato di ambizioni molto vaste. Ed è accompagnato da una visione lungimirante che un ex padiglione industriale tra i più significativi per la storia della città, per anni abbandonato, diventerà un luogo per tutti i torinesi e non solo: «un nuovo inizio – l’ha salutato Giovanni Quaglia – che speriamo possa dare prospettive per il futuro e per l’occupazione per rendere la città di Torino sempre più attrattiva».

L’appuntamento è dunque alla grande festa di inaugurazione gratuita. Si inizia il 30 settembre: alle 19 l’esclusiva italiana con il live di Giorgio Moroder, con Heritage Orchestra & ESO - Ensemble Symphony Orchestra, alle 22.15 Elisa e Ghali, rapper milanese di origini tunisine. E ancora sabato 7 ottobre alle 19 Omar Souleyman col suo album To Syria, With Love, alle 22.15 Danny L Harle in DJ set. Infine sabato 14 ottobre la scena sarà alle 19 di Atomic Bomb! Band, data esclusiva che vedrà anche Samuel, frontman dei Subsonica, con Jamie Lidell, Money Mark (Beastie Boys), Sinkane and more, alle 22.15 per chiudere in bellezza il DJ set dei The Chemical Brothers. Non solo musica, ma arte con i progetti site specific per OGR dell’artista sudafricano William Kentridge, del collettivo londinese United Visual Artists (UVA) e diPatrick Tuttofuoco in collaborazione con i piccoli ospiti di CASAOZ onlus.

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