Outdoor Torino Mercoledì 16 agosto 2017

La Spiaggia a Torino sul Po, nel Parco del Meisino

La Spiaggia del Meisino
© Alessandra Chiappori
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Torino - Marcovaldo un sabato pomeriggio esplorava le rive del fiume, cercando un posto di rena asciutta e soleggiata racconta Italo Calvino in Un sabato di sole, sabbia e sonno. Imbattutosi nella consueta disavventura a bordo di una chiatta, il povero protagonista finiva poi per scoprire che il fiume, quel Po che attraversava placido la Torino degli anni Sessanta in cui Calvino aveva deciso di vivere, riservava oasi di vera e propria spiaggia, affollate come il litorale ligure nei mesi estivi tra canotti, ombrelloni e bambini in acqua. Non è cambiato molto da allora, specialmente in quella che è nota come La spiaggia dell’amicizia, sponda del Po collocata nel parco del Meisino, all’altezza della confluenza con la Stura. È un tratto di fiume particolare, collocato fuori dal cuore di Torino, e caratterizzato dalla presenza di un’ansa sabbiosa larga abbastanza per ospitare una comoda spiaggia.

È quanto nel 2014 promosse un pensionato, il signor Mario, che pare da allora si rechi con costanza sulla spiaggia e ne rastrelli la sabbia, oltre a curare aspetti più sociali come il cartello di benvenuti e alcuni tavolinetti ombreggiati dove sedersi per riposare o chiacchierare. Sulla spiaggia del Meisino c’è posto per tutti: lo spazio ampio e la sabbia di fiume finissima permettono di stendere il proprio telo e piantare un ombrellone per godersi un pomeriggio di sole a pochi minuti dalla Mole. Certo, l’effetto dello iodio e lo sciabordio delle onde sulla riva non saranno quelli del mare, ma il relax e l’immersione nella natura saranno assicurati.

Al signor Mario si deve la riqualificazione di un tratto di sponda di circa venti metri, ripulito da erbacce e detriti trasportati nel tempo dal fiume, che lo ricoprivano, e trasformato così in un luogo di piacevole sosta con una vista di sicuro unica sul fiume e sulla collina di Superga, che si trova proprio lì, improvvisamente vicina in alto sulla propria destra. C’è chi alla spiaggia del Meisino porta i nipotini, in costume da bagno o con i pantaloncini risvoltati fino alle ginocchia per poter mettere i piedi a bagno, chi è a spasso con il cane, che in quest’area può giocare a rincorrere palline e legnetti, chi si rilassa pescando e chi, smesso l’allenamento quotidiano nel parco retrostante, viene “in riva” a riprendere fiato.

Al parco del Meisino si arriva in una ventina di fermate di bus dal centro città, attraversando la lunga arteria di Corso Belgio e spostandosi ai piedi delle colline, nella zona nota come Borgata Rosa-Sassi (non a caso da Sassi parte la tramvia-dentiera che sale alla Basilica di Superga). Qui all’improvviso Torino si dissolve, spariscono i palazzi, le strade, il cemento e l’asfalto, e la vista può spaziare tra il verde della natura, l’orizzonte del fiume e il silenzio intessuto solo di scorrere dell’acqua, cinguettare della fauna alata che vive nell’area e qualche nitrito dei cavalli del vicino centro ippico. Come se la città, a pochi passi, non fosse mai esistita. Letteralmente “terra di mezzo” perché incluso in un tratto di terra tra il Po e la collina di Superga, il Meisino è un parco eletto a riserva naturale e inserito tra le 12 aree protette del Parco del Po torinese. Tra le più grandi aree verdi protette della città, ha una superficie di 45 ettari che include anche l’isolone artificiale di Bertolla, creato a metà del secolo scorso per evitare gli allagamenti che di frequente registravano le piene del Po, e che oggi si estende fino a San Mauro torinese. È proprio sull’isolone che hanno trovato un habitat adatto gli aironi cenerini, che nidificano nei pioppeti in mezzo al fiume senza che la presenza umana li possa disturbare. Le specie ornitologiche che vivono nella riserva sono un centinaio, e possono essere osservate grazie ad attività dibirdwatching promosse all’interno dell’area.

Non solo fauna protetta da studiare: i torinesi trascorrono infatti il proprio tempo libero al Meisino tra corse in bicicletta, passeggiate, e qualche gara di bocce sulla spiaggia sabbiosa che, anticamente, era conosciuta come Pulchra Rada, spiaggia bella. Oltre al centro ippico, il parco ospita inoltre campi di calcio, beach volley e, per i meno sportivi col pollice verde, diversi orti urbani curati dagli abitanti del quartiere. 

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