Al Museo Egizio le storie d'autore di Luoghi Viventi. Con le voci di Saviano e Marcoré - Torino

Al Museo Egizio le storie d'autore di Luoghi Viventi. Con le voci di Saviano e Marcoré

Mostre e musei Torino Mercoledì 21 giugno 2017

Torino - Dal 7 luglio la app che racconta il Museo Egizio e i musei di Chambéry, con le voci e le parole di Saviano, Lucarelli, Marcorè

Spazio alle parole, alle storie, all’immaginazione. È questa l’idea, originale e al contempo sperimentale, che anima il progetto Luoghi viventi – racconti d’autore per musei da vivere, inaugurato da una positiva collaborazione tra Torino e Chambery, città francese gemellata. I protagonisti della nuova avventura narrativa sono il Circolo dei lettori e una serie di musei, l’Egizio per il capoluogo sabaudo, il Musée des Beaux-arts e Les Charmette-Maison de Jean-Jacques Rousseau di Chambéry, che insieme hanno collaborato per dar vita a un progetto meritevole dei finanziamenti europei Alcotra.

Dal 7 luglio sarà disponibile in download per ogni device una speciale app attraverso la quale trasformare la visita a questi luoghi di cultura rendendola un’esperienza tutta nuova, inaspettata, curiosa e soprattutto appassionante. Come? Con nove racconti, frutto del lavoro creativo di altrettanti autori e del montaggio attento tra voci e suoni. Luoghi viventi diventerà così un’immersione nella storia, quella del luogo in cui ci si trova, reso prezioso dalle sue vicende e dalle sue collezioni, ma anche quella scritta dall’autore, in grado di appassionare ed emozionare, ribaltando la prospettiva sugli oggetti esposti in vetrina, o appesi ai muri. Nulla come il racconto sa infatti agganciare la curiosità e svelare tutto il potere delle parole e dell’immaginazione, ed è per questo che il Circolo dei lettori, dal 2006 al lavoro proprio sui libri e sulle parole, ha intravisto nell’idea un mezzo efficace per rinnovare la fruizione classica dei luoghi di cultura. È una scommessa sperimentale tutta incentrata sul fascino che le storie sanno suscitare in chi le ascolta, e che dialoga al meglio con un’innovazione tecnologica, ma anche con un progetto internazionale e bilingue capace di portare prestigio e nuova linfa alla cultura.

Il Museo Egizio sarà così raccontato da Roberto Saviano, con le voci di Vinicio Marchioni e Neri Marcorè, che daranno vita a una storia di scioperi e di operai nel villaggio di Deir el-Medina. Maylis De Kerangal ha invece dato vita a un carteggio romantico tra il giovane archeologo Schiaparelli e la moglie, mentre il duo Niccolò Ammaniti e Antonio Manzini ha ideato un soggetto, sceneggiato da Fabio Natale, che vede uno studente a cui non piacciono i musei aggirarsi tra i reperti dell’Egizio. E ancora, la regista Alice Rohrwacher ha dato voce a Merit, sposa di Kha, ispirata dalla sua tomba, ritrovata intatta e piena degli oggetti del corredo funerario. C’è un racconto anche per i più piccini, e ha la voce della Pimpa, alias Francesca Vettori, il personaggio di Altan che accompagnerà anche i bimbi alla magica scoperta dei geroglifici. La Pimpa sarà anche a Chambery, insieme ad Armando per esplorare la galleria dei dipinti italiani al Musée des Beaux-arts. Sempre qui l’italiano Lucarelli ha ambientato un giallo da ascoltare alla ricerca dell’assassino, mentre alla dimora in cui visse Rousseau, prenderanno vita i racconti di GauZ’ e Nathalie Grendrot, che ha tra gli interpreti dei personaggi Roberto Accornero e Cesare Jacopo Rasini.

Come in una sorta di radiodramma moderno, ascoltabile non più alla radio ma sul proprio smartphone, ogni racconto ha un’attenta regia che prevede anche una speciale soundtrack, utile a creare atmosfera e ulteriore suggestione. Tra gli artisti che hanno lavorato per i suoni di Luoghi viventi ci sono anche i torinesi Eugenio in Via di Gioia, Fabio Gorlier, Andrea Ravizza, Mauro Battisti, Samuele Panetta, Andrea Gattico, Produktion CPO e Piero Crucitti.

Ascoltando le storie ci si può sedere, ma anche muoversi alla scoperta delle sale: sarà sufficiente, una volta entrati nel museo, selezionare la storia, e il racconto partirà in automatico grazie a un riconoscimento digitale della posizione in cui vi trovate.

«Abbiamo scritto il progetto, ma senza la volontà dei musei non sarebbe mai decollato – ha spiegato Maurizia Rebola, direttrice del Circolo dei lettori, che ha lanciato l’idea del progetto sperimentale nell’ottica di allargare i propri orizzonti di istituto culturale – Volevamo fare qualcosa di importante in collaborazione con un pezzo importante del territorio, che poi si è allargato anche a Chambéry, gemellata con Torino. Quando abbiamo immaginato di selezionare degli autori che raccontassero delle storie ci è venuto in mente l’Egizio: non c’è niente di più facile che immaginare un autore che si perde tra quelle sale dando sfogo alla sua creatività. Ne sono poi uscite nove storie che portano dentro ai musei con visite immersive, e se vogliamo anche un po’ romantiche».

L’Egizio, tra i musei più antichi e noti in città e non solo, rivela così nuovamente la sua doppia natura di custodia di una civiltà millenaria e di luogo moderno: «Quello che più ci è piaciuto di questo progetto è stata la collaborazione tra istituzioni culturali diverse – è il commento di Evelina Christillin, presidente del Museo Egizio – sono state messe insieme risorse non solo finanziare ma creative e umane. È necessario immergersi in questi racconti e ascoltarli: sono affascinanti. Lo stesso Neri Marcorè mi ha confermato di essersi divertito registrando i racconti, è stato stimolante anche per gli attori, un po’ come tornare alle vecchie narrazioni».

Non c’è solo fantasia e scrittura, ma un attento lavoro scientifico dietro questi racconti, fedeli al rigore dei ricercatori che portano avanti le attività museali, è quanto ha specificato Christian Greco, direttore del Museo Egizio: «il valore aggiunto di Luoghi viventi è l’internazionalità – ha fatto notare – è bello constatare che il Museo, che è luogo di conservazione, può diventare laboratorio aprendosi a contaminazioni con forme d’arte diverse. Ora siamo approdati alla letteratura, è un modo nuovo per fare audience development: ogni museo si costruisce infatti nella relazione tra gli oggetti di valore e i suoi visitatori. Gli oggetti continuano a raccontare storie e a parlare a noi e agli artisti che si sono lasciati ispirare facendo parlare la nostra cultura materiale. E così in questa visita complementare, aperta all’egittologo, al turista o al bambini, gli stessi oggetti sono guardati con occhi diversi».

Nel totale rispetto filologico che ha caratterizzato ogni storia e ogni luogo, a confermare il valore aggiunto del racconto è stata anche l’assessore alla cultura del comune di Torino Francesca Leon, che ha messo in luce la differenza tra questi racconti e una visita guidata o con audioguida: «qua è diverso – ha detto – la storia parte dalla sensibilità dell’autore, attraversa la conoscenza scientifica ed è restituita in un percorso che passa dalla fantasia. È un elemento centrale, così come riunire un gruppo di scrittori che lavori sulla stessa collezione. Questa è un’esperienza pilota che può crescere, una contaminazione di linguaggi che apre un lavoro collettivo in un’area vasta».

Alla curiosità dello scrittore non saranno mancate occasioni per approfondire o lasciarsi ispirare in storie costruite per finire nelle orecchie dei visitatori. Alcuni non conoscevano i luoghi in questione, e hanno lavorato basandosi su materiale specifico o andando di persona a provare l’immersione al Museo. È la stessa immersione appassionata e svincolata dalle rigide guide museali che l’esperienza ci porta alla memoria. Leggera come una lettura, libera come la fantasia, ogni storia di Luoghi viventi ha lo straordinario potere di ribaltare e stravolgere il nostro modo di guardare il museo, e l’incredibile magnetismo in grado di appassionare l’ascoltatore-visitatore fino all’ultima parola, e all’ultima sala.

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