Mostre Torino Mercoledì 31 maggio 2017

Open House Torino: 111 luoghi aprono al pubblico il 10 e l'11 giugno

Dario Muzzarini
© Lanificio Di Torino
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Torino - Sabato 10 e domenica 11 giugno un weekend alla scoperta di luoghi storici e di design, per una città da riscoprire

L'idea nasce niente meno che a Londra, da un progetto di Victoria Thornton, nel 1992: aprire al pubblico edifici, appartamenti, uffici, luoghi storici, di design, pubblici e privati gratuitamente, per un solo weekend all'anno. Ecco cos'è Open House, iniziativa che approda per la prima volta anche a Torino sabato 10 e domenica 11 giugno.

111 luoghi sparsi per la città apriranno le porte a curiosi e appassionati alla scoperta di uno scrigno di tesori che spesso silenziosamente arricchisce il patrimonio urbano senza essere conosciuto né esplorato. 

Ci saranno luoghi per tutti i gusti, in ogni quartiere, tra idee dal design originale, edifici storici, villini liberty, padiglioni industriali riqualificati. Esplorando la mappa e stando attenti ai criteri di visita (alcuni luoghi potrebbero richiedere una prenotazione o hanno un numero ristretto di posti disponibili), torinesi e curiosi avranno a disposizione un ventaglio di visite d’occasione di cui approfittare per scoprire e riscoprire una città dal patrimonio architettonico unico.

A dare vita all'iniziativa Luca Ballarini, oggi presidente di Open House, insieme a un gruppo di architetti e appassionati. «Open House per me è stata una scoperta casuale – racconta Ballarini - ho noleggiato una bicicletta a Londra e ho potuto visitare 40 luoghi incredibili. Per poter riorganizzare tutto a Torino è stata necessaria una trattativa con gli iniziatori inglesi del progetto, che ci hanno rilasciato il proprio benestare facendo partire i lavori. Si tratta di un evento che porta l'architettura a un pubblico ampio e su molti luoghi, che diventeranno protagonisti nel loro esistere, confermandosi tasselli del grande patrimonio torinese».

L'obbiettivo è dunque riscoprire ed entrare in luoghi davanti ai quali molto spesso si passa senza fare attenzione, mantenendo saldo l'intento di estendere la mappa e diventare così il più grande evento in Italia dedicato all'architettura. Sulla scorta, naturalmente, del potere implicito di Torino, che già nel 1682 si impegnava in una promozione ante litteram con il Theatrum Statuum Sabaudiae, raccolta di immagini di dimore, chiese e luoghi del patrimonio cittadino fatta stampare dai Savoia per mostrare il proprio prestigio alle corti europee.

Open House è frutto di un lavoro volontario (e di volontari se ne contano inoltre 314, pronti a dare una mano durante l'evento) durato 18 mesi, un periodo in cui ha preso vita l'attuale mappa di 111 posti, selezionati con cura tra 400 edifici e luoghi. Un patrimonio esteso e vario, che posiziona Torino in testa a Milano e Roma, dove Open House ha già preso vita. Senza percorsi stabiliti ma in piena libertà, ognuna della 8 circoscrizioni urbane offrirà scoperte. Il centro storico, ma anche Borgo san Paolo, Barriera Milano, le Vallette, Mirafiori, Borgo Po e la fascia precollinare…saranno visitabili Palazzo Bricherasio, chiuso al pubblico dal 2010, Palazzo Saluzzo Paesana, lo juvarriano Palazzo Birago e Palazzo Affari, sedi della Camera di Commercio, e varie nonché curiose residenze private, tra cui Casa Hollywood, Casa Pomba, Casa Pazza, Casa Ozanam. Non mancheranno alcuni "gioielli" architettonici in collina, ma anche tesori segreti alle Vallette. Tanti anche i cosiddetti luoghi del cambiamento, ex fabbriche e manifatture oggi riqualificate per altri usi, e diversi luoghi pubblici in attesa di nuove destinazioni, come Torino Esposizioni o il Palazzo del lavoro. Ci saranno le “cime” di Torino, da cui ammirare la città sullo sfondo della Mole e dei due grattacieli, come il campanile di Faa' di Bruno o le Torri di Pitagora, e poi villini liberty e ville razionaliste. Scuole, uffici, cohousing, fablab, un insieme variegato di realtà del costruire, aperte in esclusiva per coinvolgere quante più persone possibili.

«Per noi è un invito alla conoscenza e al senso di appartenenza – dicono dall'organizzazione- parte della quale è data dai tanti luoghi in programma che hanno avuto più destinazioni d'uso nel corso del tempo e raccontano la complessità e la storia della città». Sulla stessa linea di pensiero Federica Patti, assessore torinese all'educazione e all’edilizia scolastica: «sono d'accordo sull’aprire la città a tutti i cittadini per creare senso di appartenenza – ha specificato – non si tratta solo di ambienti privati ma anche di uffici, scuole, residenze rese fruibili anche per chi non vi passa il proprio tempo. Un modo per raccontare la quotidianità e valorizzare il patrimonio urbano e il lavoro degli architetti, un valore trasversale che va oltre l’apertura dei luoghi».

Forte, a tal proposito, l'adesione entusiastica del consolidato gruppo degli architetti torinesi, tra cui la Fondazione per l'Architettura di Torino: «Open House è nelle nostre corde – ha commentato Giorgio Giani, presidente – si tratta di far vedere e conoscere, valorizzare le architetture. Sarà un'occasione nuova di vedere la città, un fatto scontato per molti, visto che siamo abituati a viverla e non la guardiamo con la luce adatta a cogliere la qualità dell'architettura. Quello che ci circonda, se ben progettato, aumenta e definisce anche la qualità della vita. Poter entrare in architetture normalmente non visitabili è interessante e ci aiuta nella nostra missione di valorizzazione». 

L'invito è dunque quello a lasciarsi coinvolgere e scoprire la città. Per farlo al meglio, la mappa di Open House e tutte le informazioni per partecipare sono al sito openhousetorino.it  E se già siete entusiasti dall'idea, dall'organizzazione arrivano già le date per il 2018, che saranno 9 e 10 giugno: segnate in agenda!

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