Weekend Torino Sabato 17 settembre 2016

Sacra di San Michele: un luogo magico da scoprire

di
Sacra di San Michele
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Contenuto in collaborazione con Somewhere Tours & Events

Torino - La Sacra di San Michele, l'abbazia Medievale monumento simbolo del Piemonte, che ha ispirato Umberto Eco nel suo Nome della Rosa, viene collegata a Torino da un servizio bus. E dopo aver raggiunto la vetta, si scoprirà la magia di questo luogo attraverso una visita guidata. Sarà un tour simbolico e suggestivo in un'abbazia medievale tra le più belle d’Europa: abbarbicata su uno sperone di roccia come un vero nido d'aquila.

Il tour guidato alla Sacra di San Michele si delinea come un vero itinerario nell’anima del medioevo, un tuffo di mille anni alla scoperta della bellezza e della storia che parte dallo scalone dei morti sino al portone dello zodiaco e che culmina nella Torre della Bell'Alda da cui lo sguardo spazia su tutta l’antica via Francigena in un luogo carico di bellezza e misticismo in cui le porte del tempo sembrano infrangersi in una atmosfera da Nome della Rosa, appunto.

Il progetto nasce dalla collaborazione con Booking Piemonte e Cavourese e risponde alle esigenze del territorio e dei tanti turisti che chiedevano un collegamento con questa abbazia, che si è anche candidata a divenire patrimonio mondiale dell’Umanità Unesco.

Ogni domenica al mattino, partirà un bus navetta da Torino con guida a bordo e biglietto di ingresso alla Sacra incluso per andare a scoprire un monumento già molto visitato, ma per ora non ancora collegato da Torino con un servizio diretto di tipo turistico.

Inoltre domenica 25 settembre, giorno dell'Equinozio d'autunno, viene organizzata una visita tra tradizioni e esoterismo medievale. Per conoscere riti e usanze legate a questo periodo dell'anno.

Equinozio è una parola che deriva dal latino e significa notte uguale [al giorno]. Gli equinozi di marzo e settembre sono i due giorni dell’anno nei quali hanno inizio primavera e autunno. In questo giorno, il 22 settembre, il Sole passa allo zenit all’equatore, sorge al polo sud, tramonta al polo nord e la giornata dura esattamente 12 ore in tutto la terra.

L’agricoltura e l’astrologia furono da sempre strettamente legate e i culti degli dei astrali hanno sicuramente origine nell’osservazione dei mutamenti della Natura in connessione al ritorno di particolari asterismi nel Cielo.

Per ingraziarsi la benevolenza delle divinità, che potevano garantire il ritorno della fertilità e il successivo raccolto, l’uomo arcaico cominciò a maturare l’idea della necessità di dover sacrificare qualcosa. Questo sentimento sacrificale prese col tempo la forma di diversi culti e ritualità e permeò la sacralità dei popoli per millenni. Ancora oggi nelle pratiche delle attuali religioni, nelle credenze e nelle tradizioni popolari permangono ritualità connesse all’idea di sacrificio che hanno origine nei culti agrari e ancor prima nel sentimento d’incertezza che l’avvicinarsi del buio e dell’inverno generava sin dall’origine nell’essere umano.

Il precipitare del Sole nella stagione invernale e il non poter prevedere o controllare direttamente il suo ritorno generò nell’uomo arcaico non solo l’ansia di ciò che poteva accadere ma anche il senso di forze cosmiche ed invisibili che governavano silenti il mondo fenomenico. Per questo molte delle cultualità che riguardano l’Equinozio d’autunno hanno a che fare con la presa di coscienza del mondo invisibile e occulto che esiste parallelamente a quello visibile e tangibile e delle forze che lo governano.

Connessa ai significati dell’Equinozio è anche la festa dell’Arcangelo Michele ancora celebrata nelle campagne in molte regioni dell’Europa, specialmente nel sud dell’Italia. Michele diviene sinonimo della volontà necessaria ad attraversare il buio della stagione invernale, della promessa e della speranza. Egli appare infatti nell’iconografia cristiana come difensore della Luce che con una spada in mano abbatte un mostro tellurico accasciato ai suoi piedi e simbolo delle forze ctonie del male.

Egli rappresenta perciò la forza interiore di ognuno, capace di attraversare l’abisso per ricominciare un nuovo ciclo. In questo senso la visita alla Sacra di San Michele in questi giorni ha una valenza ancora più sottile.

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