Cinema Torino Lunedì 1 dicembre 2014

Torino Film Festival. Vince la Francia di Mange tes morts

Mange tes morts di Jean-Charles Hue, film vincitore del Torino Film Festival

Torino - È francese il film vincitore del 32esimo Torino Film Festival: Mange tes morts di Jean-Charles Hue ha convinto la giuria presieduta da Ferzan Ozpetek. Un road movie con elementi noir che narra le vicissitudini di una famiglia Rom quando dopo 15 anni il figlio maggiore esce di galera. Straordinari gli interpreti, fra non professionismo e improvvisazione, un finale inaspettato.

Secondo classificato il film dell’ungherese Gábor Reisz For Some Inexplicable Reason, ma considerato il vincitore morale di questa edizione: il goffo bamboccione protagonista ha infatti conquistato pubblico e giuria riuscendo a portare a casa ben quattro premi. Oltre al secondo posto nel concorso ufficiale, ha vinto il premio del pubblico, e i due premi collaterali: Premio Scuola Holden Storytelling & Performing Arts e il Premio Achille Valdata «per aver saputo rappresentare in modo ironico il passaggio esistenziale di un giovane romantico».

Terzo classificato l'italiano N-Capace di Eleonora Danco al quale sono state assegnate due menzioni speciali: in quanto opera prima ha dimostrato di essere una grande promessa per il futuro, riuscendo a colpire emotivamente e intellettualmente con un ritratto, così lirico e penetrante, dell’Italia di oggi, e perché opera degna di menzione menzione per i personaggi intervistati.

Il Premio per la Miglior sceneggiatura va a What We Do in the Shadows, il mockumentary horror del neozelandese Jemaine Clement e Taika Waititi.

Ex aequo per il Premio per la Miglior attrice: vincono infatti Sidse Babett Knudsen, nel ruolo di Cynthia in The Duke of Burgundy di Peter Strickland e Hadas Yaron, nel ruolo di Meira in Felix & Meira di Maxime Giroux. Quest’ultimo è vincitore anche del Premio Interfedi, il premio per il rispetto delle minoranze e per la laicità, attribuito dalla Giuria Interfedi, composta da Giorgio Berruto (Comunità Ebraica), Paolo Schirru (Chiesa Valdese) e Beppe Valperga (Comitato Interfedi). La pellicola è stata scelta perché racconta l'incontro di due realtà esemplari, confronto di religiosità e laicità, affermando i valori della libertà e della responsabilità individuali.

Nella sezione documentari: La Giuria di Internazionale.doc ha assegnato il premio come miglior film a Endless Escape, Eternal Return di Harutyun Khachatryan per la sua sensibilità verso gli elementi più autentici del cinema e il loro uso consapevole e attento, il regista avvicina il pubblico al flusso mutevole della Storia. Premio Speciale della giuria a Snakeskin di Daniel Hui: «per sostenere il regista verso la sua ricerca della verità e di un cinema immaginifico capace di raccontare la complessa storia del suo paese».

La Giuria di Italiana.doc ha assegnato il premio come miglior film a Rada di Alessandro Abba Legnazzi per la volontà di raccontare e confrontarsi in uno spazio cinematografico con storie di vita e personaggi. Premio Speciale invece a 24 heures sur place di Ila Bêka e Louise Le Moine: un film che si inscrive nella tradizione cinematografica riuscendo ad attualizzarla con generosità nello stile e nel contenuto e a: Il mare di Guido Nicolás Zingari per aver saputo coniugare forza dell’immagine e delicatezza dello sguardo, muovendosi fluidamente tra pura osservazione e spunti drammaturgici.

La Giuria del Premio Fipresci, composta da Gerard Casau, Alberto Castellano e Eithne O’Neill assegna il Premio per il Miglior film a: Mercuriales di Virgil Vernier perché unisce un originale senso di realtà, luogo ed estraneità con estro cinematografico e una poetica umanità multietnica.

Francesco Tullio Altan, Antonietta De Lillo e Carlo Freccero hanno assegnato il Premio Cipputi 2014, miglior film sul mondo del lavoro, a: Triangle di Costanza Quatriglio per la sua capacità di intrecciare in maniera non rituale storie che si legano in un filo che danno continuità alla memoria del tempo, il tutto con un’idea forte di regia, attraverso la storia di un personaggio unico. Un documentario che dimostra quanto ci sia bisogno di immagini che facciano riflettere lo spettatore

Assegnato dal Centro Studi Sereno Regis di Torino il Premio Gli Occhiali Di Gandhi, il film che meglio interpreta la visione gandhiana del mondo, a Qui di Daniele Gaglianone: per aver saputo raccontare in modo onesto e diretto come una comunità stia portando avanti da tempo una lotta per i diritti e i beni comuni con molteplici strumenti nonviolenti. Una riflessione sulla democrazia che rovescia gli stereotipi della politica e dell'informazione.

Menzione speciale a: Iranien di Meheran Tamadon, un coraggioso esempio di utilizzo del cinema come strumento nonviolento, e a Eau argentée, Syrie autoportrait di Ossama Mohammed e Wiam Simav Bedirxan per come i registi hanno saputo utilizzare il mezzo cinematografico per documentare in maniera intima e collettiva le crescenti atrocità di una guerra nell'incerta quotidianità del popolo siriano, oggi.

I numeri ufficilai del festival. Si chiude in positivo, confermando il trend fatto registrare l’anno scorso, quando gli incassi erano passati dai 205 mila del 2012 ai 267 mila Euro del 2013. L’incasso complessivo del 2014 è di 259.000 Euro. Tenuto conto che il numero delle sale a disposizione è sceso da 11 a 9, con una disponibilità di posti scesa da 2910 a 2347, il risultato è molto positivo perché evidenzia un aumento della presenza media degli spettatori ad ogni singola proiezione.
In totale, gli spettatori del 2014 sono stati 90.000 circa.

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