Concerti Savona Sabato 20 dicembre 2003

I Myrddin

Genova - I savonesi Myrddin sono senza dubbio tra i più prestigiosi rappresentanti della musica celtica nella nostra penisola. Lo testimoniano inequivocabilmente diversi fattori:
Il successo dei tre album al loro attivo: Myrddin Q at Duffy pub (1997), Ginevra (2001) e Gli Anelli (2003).
La loro presenza ai più grandi festival celtici in Italia e in Europa, ultimo dei quali il “Capodanno Celtico” tenutosi a Milano a fine novembre (e riproposto recentemente su Rai2) dove i Myrddin hanno suonato davanti a migliaia di persone entusiaste. Gli ampi spazi a loro dedicati sulle principali riviste del settore (e non solo).
Lo straordinario curriculum di ogni componente del gruppo, che annovera laureati al conservatorio, insegnanti di musica, musicisti jazz e classici, numerose esperienze individuali in Irlanda e nei Teatri di mezza Europa.
Il fatto che musicisti irlandesi ripropongano i loro pezzi.

I fratelli Fabio e Luca Pesenti (rispettivamente chitarra e fidale) possono essere soddisfatti del gruppo che hanno fondato nel 1995 «Ci siamo interessati al folk celtico fin dall’inizio,– racconta Fabio – è una passione che nasce non solo musicalmente, ma che comprende ogni aspetto della cultura irlandese: i luoghi, le fiabe, le ballate, i miti…»

E ora, con il disco Gli Anelli, avete incontrato anche la “mitologia” tolkieniana.
Sì, è stato un lavoro molto impegnativo e gratificante, nato in collaborazione con la Società Tolkieniana Italiana. È un autentico viaggio all’interno degli scritti di Tolkien, le sue atmosfere, i suoi personaggi. A parte un pezzo che è una musica tradizionale, tutto il disco è composto da musiche e arrangiamenti interamente originali dove ognuno dei cinque componenti dei Myrddin ha portato il suo bagaglio musicale e culturale. Abbiamo anche una chicca all’interno dell’album: Francesco Vairano, il doppiatore del Gollum nella versione italiana del film, ha recitato un pezzo “originale” apposta per noi, nella canzone “Terra Dura”.

E tutti i testi sono in italiano.
Tutti tratti dal Signore degli Anelli, ogni testo racconta un pezzo di storia. Ah, per l’esattezza non sono tutti in italiano, abbiamo anche un testo in elfico si tratta del pezzo, ”A Elbereth” la cui pronuncia è stata tratta direttamente dalla voce di Tolkien, grazie ad una registrazione fornita al gruppo dalla Società Tolkieniana Italiana.

Quali spazi di innovazione ci sono in una tradizione musicale così radicata come quella celtica?
È come nel jazz. C’è un canovaccio scritto, con i suoi temi e la sua melodia, ma che lascia grande spazio alla creatività. Poi, ognuno di noi ha veramente esperienze musicali così diverse che riusciamo per forza di cose ad essere originali, a dire qualcosa di nuovo. Per esempio, Marco Pietrasanta (faceva parte dei Blindosbarra NdA) e Luciano Puppo ci forniscono una venatura jazzista molto presente.

La voce femminile è invece assolutamente “celtica”. Non credevo che cantando in italiano si potessero ricreare le stesse tonalità, invece devo dire che il risultato è impressionante.
Sì, la nostra Eliana Zunino è veramente brava, e devi sentirla cantare in gaelico…sai? Lei studia canto in Irlanda..

E come siete visti dai vostri “colleghi” irlandesi?
Devo dire bene, ci fanno molti complimenti, collaborano con noi e addirittura alcuni gruppi irlandesi utilizzano i nostri pezzi.

E la differenza di fruizione della musica celtica tra il pubblico irlandese e quello italiano?
A questa domanda può risponderti meglio Luca, lui ha vissuto per tre anni in Irlanda facendo session nei pub e sui Ferry Boat. Con un gruppo di musicisti irlandesi ha anche suonato negli Stati Uniti in occasione della festa di San Patrizio. [Il testimone della conversazione passa quindi a Luca]. In Irlanda fai ballare, si consuma un sacco di musica in ogni momento della giornata, soprattutto nei pub. Qui in Italia è più difficile scaldare il pubblico, abbiamo un approccio diverso con questa musica. Siamo abituati alla nostra musica tradizionale che è sostanzialmente l’opera, il melodramma. Ma anche qui le cose stanno cambiando, c’è sempre più passione e partecipazione.

Perché sempre più persone si avvicinano a questo tipo di musica?
Molti iniziano ad ascoltarla per riassaporare le emozioni di un viaggio in quelle terre, altri perché amano il mondo fantasy e dei miti celtici. Secondo me un ruolo importante lo gioca la contrapposizione alla musica elettronica, ritenuta troppo fredda. Ecco perché c’è questa riscoperta della tradizione, dell’etnico.

Per ascoltare alcuni pezzi in mp3 dei Myrddin, per le informazione sui concerti, dischi ecc… vai al loro bel sito: www.myrddin.it

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