124 anni fa nasceva Sandro Pertini, il Presidente più amato dagli italiani - Savona

124 anni fa nasceva Sandro Pertini, il Presidente più amato dagli italiani

Attualità Savona Venerdì 25 settembre 2020

Sandro Pertini
© facebook.com/EnteRegioneLiguria

Savona - "Chi cammina talvolta cade. Solo chi sta seduto non cade mai", Sandro Pertini. Nasceva il 25 settembre 1896, a San Giovanni (Stella), un grande uomo. In estrema sintesi, Sandro Pertini è stato il Presidente più amato dagli italiani. Era il 1896 quando, l'entroterra di Savona, dava i natali a Pertini. A 124 anni dalla sua nascita, Regione Liguria ricorda il Presidente. Partigiano e poi Presidente della Repubblica Italiana, uomo dai grandi ideali che con la sua umanità ha saputo avvicinare la politica ai cittadini. Quattro anni fa, l'attuale Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, faceva visita alla casa natale di Pertini, ristrutturata da Regione Liguria, in occasione dei 120 anni della sua nascita. Proprio quest'anno, in cui ricorre il 75º anniversario della Liberazione e il trentennale della sua scomparsa, la sala del Consiglio Regionale è stata intitolata all'ex Presidente.

Prima di ricoprire la carica più alta dello Stato, Pertini si è fatto uomo di politica tra la gente come partigiano e perseguitato prima, e come deputato, senatore, esponente di spicco del Partito Socialista Italiano poi. Rispettoso delle istituzioni, ma al di fuori delle sue logiche autoreferenziali. Un modello sempre attuale che modello non voleva essere, scomodo nelle attuali categorie tanto di eroe nazional-popolare quanto di rigido professionista della politica, come la celebre foto della partita a carte con Zoff contro Causio e Bearzot dopo il trionfo di Spagna '82 ci ricorda ancora.

Il Presidente più amato dagli italiani, votato con la più larga maggioranza della storia repubblicana: 832 voti su 995. Questo l'epiteto che Sandro Pertini si è conquistato nella storia recente del nostro paese, grazie alla caratura politica assunta negli anni dall'emerito e, soprattutto, a un impegno civico che ha accompagnato tutta la sua vita, a partire dalla gioventù nelle carceri (compresa un'illuminante esperienza nel carcere di Turi dove stringe amicizia con Antonio Gramsci) fra condanne, grazie non richieste (a fatica perdonò alla madre di aver firmato la richiesta di grazia) e confini. L'esperienza nelle trincee della Grande Guerra, la professione forense, la militanza nel Partito Socialista e la condanna a morte da parte delle SS, cui scampa nel 1944 evadendo dal carcere insieme a Giuseppe Saragat, che prima di lui sarebbe diventato Presidente della Repubblica Italiana, il quinto in assoluto e il primo socialdemocratico.

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