Concerti Savona Lunedì 14 luglio 2003

Yes? Sì, grazie

Genova - Capita che in una sera dell’ottobre 1968 (sempre quello…) il cantante Jon Anderson incontri, in uno dei tanti club di Soho (swinging London) il bassista Chris Squire.
Da quel casuale rendez-vous nacque il primo nucleo degli Yes che, carichi di gloria, sono approdati sabato 12 luglio allo Stadio Felice Chittolina di Vado Ligure. Grossa azione sul piano dell’immagine e della pubblicizzazione per la cittadina del savonese che cerca, intelligentemente, di scrollarsi una fama solo-industriale.

Fa un certo effetto leggere il suo nome, dopo Roma (sola altra data nazionale del Full Cicle Tour 2003) e prima di Montreux (Jazz Festival) e accanto a Londra o Berlino, nelle t-shitrs e in tutto il materiale promozionale che va a ruba.
Il merito di quest’operazione va alla Energie Service di Massimo Sabatino, non nuova a colpi del genere e che, alla fine del mese, porterà nell’Arena del Mare al Porto Antico Patty Pravo e Leda Battisti, oltre alle grandi Odetta e Patti Smith.

Tra l’altro, raramente si nota una provenienza di pubblico da fuori regione così percentualmente numerosa. Anzi, di norma sono proprio i Liguri a doversi spostare qua e là in cerca di proposte di livello internazionale.
Gli Yes - con una storia piuttosto incasinata di uscite, rientri, progetti solisti più o meno intrecciati fra loro- si presentano come una delle formazioni tipo più tradizionali.
Paiono assolutamente “in palla”, tonici e risoluti. Look marcatamente anni ’70 (Wakeman, capelli lunghissimi e biondissimi, con un mantello nero-argentato, pare una sorta di “mago Merlino” del 2000) come il mitico logo opera di Roger Dean, che tanta parte ha avuto (e continua ad avere, basta dare un’occhiata al tour program) nell’immagine della band.
Il cantante Jon Anderson - istrionico trait d’union dell’intero gruppo – con la sua voce “falsettata” così caratteristica e Rick Wakeman, che passa con sicurezza assoluta, quasi con nonchalance, da una all’altra della sua dozzina abbondante (!!!) di tastiere assortitissime.

Il sempre pregevolmente virtuoso Steve Howe, altra colonna inamovibile, utilizza una decina di Gibson, Fender e Martin, come più volte la steel ed anche il mandolino. Chris Squire poi, con il mitico basso Rickenbacker color crema, scavalla in lungo e in largo per il palco.
In tono minore è il batterista Alan White, che non va oltre il normale apporto ritmico richiestogli.
Si comprende in un attimo che, fugate certe cadute di tono di qualche anno fa, il suono è il classico che da sempre fa la fortuna degli Yes.
Un succedersi di composizioni elaborate, lunghe suite sinfonico-melodiche all’insegna di una fusione tra rock, pop e folk celtico con qualche toccho baroccho qua e là.

La scaletta è piena zeppa di classici. Si fanno notare In The Presence Of, And You And I e Awaken. Bella anche Heart Of The Sunrise.
Il pubblico che affolla il prato è formato da “stagionati” bene e giovani prog-rockers alla ricerca delle radici. Dopo un approccio iniziale un po’ compassato, i brani sono salutati con diverse standing ovations.
Meritevoli di nota particolare gli assolo di Howe (To Be Over e The Clap) e di Wakeman -imperatore di tutte le tastiere- che esegue, a velocità realmente supersonica, rielaborazioni di alcuni suoi successi. Alla fine saranno due ore e mezza di musica veramente ben suonata.
Viene spontanea allora una riflessione: come mai le grandi multinazionali lamentano crolli nelle vendite dei dischi e intanto puntano, quasi esclusivamente, su motivetti da un’estate sola, tormentoni vari, prodotti “sfrutta-tanto-e-getta-subito-dopo”, quando si vede in giro tanta buona musica? Magari non sarà di primo pelo, ma la qualità, si sa, si può ottenere a sessant’anni e magari non a venti.
Chi è causa del suo mal… Se qualcuno avesse opinioni diverse, in un senso o in un altro, per favore, lo faccia. Grazie anticipate.

Potrebbe interessarti anche: , La Voce e il Tempo: i Carmina Burana alla Chiesa di santo Stefano , Salmo in concerto a Genova nell'estate 2019 , Genova: «Il Museo del Jazz non esiste più», la lettera di Dado Moroni , Note dal Cuore: una serata di musica e tango al Carlo Felice, a favore di Gaslini Onlus , Da Cornigliano il gruppo Braccio 16100: Genova scopre la musica trap

Scopri cosa fare oggi a Genova consultando la nostra agenda eventi.
Hai programmi per il fine settimana? Scopri gli eventi del weekend a Genova.

Oggi al cinema a Genova

La casa delle bambole Ghostland Di Pascal Laugier Horror 2018 Pauline e le due figlie adolescenti, Beth e Vera, ricevono in eredità una vecchia villa piena di cimeli e bambole antiche che rendono l'atmosfera tetra e inquietante. Durante la notte, due intrusi penetrano nella casa e prendono in ostaggio le... Guarda la scheda del film