Weekend Savona Venerdì 5 settembre 2014

Sentieri Napoleonici nel Parco del Beigua: escursioni tra storia e natura

Itinerario napoleonico, sentiero giallo

Genova - Francesi ed Austriaci combatterono sul massiccio del Monte Beigua per 7 giorni consecutivi, dal 10 al 16 aprile 1800. La sacralità del Monte Beigua fu violata; quei luoghi divennero teatro di guerra e le povere case sparse nelle vicine vallate ne vissero la disperazione.

Inizia così la nuova pubblicazione dedicata ai Sentieri Napoleonici, edita dall’Ente Parco del Beigua e realizzata grazie alla collaborazione di cinque autori, appassionati storici savonesi: Marco Fracchia, Angelo Piombo, Luca Pistone, Riccardo Rosa e Mirco Sidoni.

L’iniziativa editoriale si accompagna alla realizzazione di due nuovi sentieri ad anello allestiti intorno alla Cima del Beigua, che sono testimonianza della presenza storica delle truppe di Napoleone contro gli Austriaci proprio nel cuore dell’area naturale protetta più vasta della Liguria.

Gli itinerari escursionistici

Entrambi i sentieri hanno inizio presso l’area pic-nic di Pian di Stella che si trova a qualche centinaio di metri dalla sommità del monte Beigua.

Il primo percorso, contrassegnato con il segnavia rosso, si snoda nel versante marittimo (sud-ovest), raggiunge il Monte Cavalli (m. 1110) e ritorna lungo un antico sentiero. La sua percorrenza richiede circa due ore, con un discreto dislivello. L’esposizione favorevole lo rende fruibile ad inizio stagione, contrariamente all’altro percorso in cui la neve tende a persistere anche in stagione avanzata.

Il secondo itinerario, contrassegnato con il segnavia giallo, si sviluppa invece nel versante padano (nord-ovest), raggiunge la cima del Monte Ermetta (m. 1267) e ritorna attraversando un bel bosco di faggi. Relativamente pianeggiante è percorribile in due ore e mezza circa.

Si tratta di itinerari escursionistici medio-facili, ma è sempre opportuno avere con sé un equipaggiamento adeguato. A seconda del tempo a disposizione si potranno percorrere singolarmente oppure a formare un unico grande circuito, peraltro raggiungibile da più punti tramite diversi sentieri che salgono dalle aree circostanti.

Il nuovo volume (a colori, 34 pagine, in vendita presso i Centri Visita ed i Punti Informativi al prezzo di 2 Eu) e la realizzazione dei Sentieri Napoleonici si inseriscono nel progetto di valorizzazione dei sentieri cultura del Parco del Beigua, già avviato lo scorso anno con l’inaugurazione del percorso archeologico attrezzato nei pressi di Piampaludo.
L’iniziativa dedicata alla ricostruzione storica delle battaglie intorno al Monte Beigua è stata concordata e condotta in stretta sinergia con le attività culturali del Comune di Sassello che nel luglio scorso ha inaugurato il Museo Napoleonico - Nuovo Polo Museale Perrando.

La storia

Nei primi mesi del 1800, a 5 anni dall’inizio delle ostilità, la Liguria era l’unico lembo d’Italia ancora occupato dalle truppe francesi dopo la riconquista dell’Italia settentrionale da parte dell’armata austro-russa. Bonaparte, rientrato in Francia dall’Egitto, preso il potere con il colpo di stato del 18 brumaio, pianificò la seconda campagna d’Italia, culminata con la vittoria di Marengo il 14 giugno 1800.

Nell’aprile, i rivoluzionari, comandati dal generale Massena, erano stanziati tra Ventimiglia e Chiavari con 44.000 uomini. Bonaparte aveva loro affidato il duro compito di tenere impegnati gli austriaci, circa 95.000 soldati, per distrarli dal fronte del Piemonte settentrionale, dove l’armata di riserva avrebbe superato le Alpi per raggiungere la valle del Po. Massena, resistendo nel lungo assedio di Genova, compì con successo la sua missione e contribuì alla vittoria finale. Il 6 aprile gli imperiali con a capo il generale Melas presero Savona rompendo lo schieramento dei francesi che ripiegarono verso Genova e Ventimiglia. Massena tentò di riprendere Savona con una mossa a tenaglia: da una parte con 4000 uomini minacciò la costa, dall’altra mandò il generale Soult con 6000 soldati, a prendere Sassello.

Il 10 aprile Soult, giunto da Campoligure a Piampaludo e Palo, occupò il paese e, dopo duri scontri con il nemico appostato a Veirera, sul monte Ermetta e sul monte Beigua, divenne padrone di queste cime. Per due giorni (11 e 12 aprile) inutilmente gli imperiali (austriaci boemi ed ungheresi), partendo dal Passo del Giovo e da Stella, contrattaccarono con migliaia di uomini un fronte che per ampiezza andava dal monte Ermetta al monte Cavalli. I giorni seguenti, la Pasqua e il lunedì, trascorsero senza combattimenti. I francesi ancora padroni della montagna ma con scarse munizioni e privi di viveri erano allo stremo. Il generale Soult testimoniò episodi di cannibalismo su cadaveri nemici da parte di soldati disperati.

Il 15 aprile il generale giocò l’ultima carta; all’alba scese dal Beigua ed attaccò il Passo del Giovo dove gli austriaci difendevano la strada per Savona. I francesi si mossero da quattro direzioni cogliendo di sorpresa il nemico, tuttavia, dopo aspri combattimenti durati sino a sera, soverchiati dalla superiorità numerica dell’esercito imperiale, dovettero ritirarsi a Sassello. All’alba del giorno 16 aprile gli uomini di Soult, esausti da 6 giornate di duri spostamenti e terribili scontri scomparvero alla vista del nemico tra le nebbie del Beigua e scesero verso il mare.

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