Festival di Borgio Verezzi: nove prime nazionali e tanta comicità - Savona

Teatro Savona Festival Teatrale Borgio Verezzi Martedì 10 giugno 2014

Festival di Borgio Verezzi: nove prime nazionali e tanta comicità

Borgio Verezzi
© Danilo Dominelli

Savona - Borgio Verezzi, il paese teatro, è arrivato alla 48esima edizione del festival teatrale che anche quest'anno offrirà, come da tradizione, nove debutti nazionali. Nuove produzioni tutte legate dal filo rosso della comicità, dal 2 luglio all'11 agosto, per un festival che, come sottolinea l'assessore regionale alla cultura Angelo Berlangeri, «ha avuto la capacità di valorizzare contenuti culturali e contenitori territoriali e turistici. Dimostrando una volta di più che la cultura non è solo una dimensione della mente, ma è anche capacissima di creare economia e bellezza su tutto il territorio. I Festival, quello di Borgio Verezzi ma anche penso a quello di musica da camera di Cervo, hanno un ruolo cruciale nel processo di mantenimento e conservazione del patrimonio paesaggistico».

Restano inalterati i prezzi dei biglietti, salgono ogni anno gli incassi e il pubblico e la pianificazione della manifestazione è già modulata sulla triennalità come vuole la legge Valore e Cultura e come prevedono le nuove disposizioni del MiBACT (Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo) per la riforma del Fondo Unico per lo Spettacolo. Confermato dunque Stefano Delfino alla direzione artistica, che si occupa certo di questa 48esima edizione (dedicata a Aldo Reggiani - attore e doppiatore, amicissimo del festival, scomparso nel settembre 2013), ma traguarda già alla 50esima.

«La scorsa estate - spiega Delfino - sulle ali dell'entusiamo, mi hanno confermato per tre anni con l'obiettivo di preparare la 50esima edizione. Noi a Borgio Verezzi ci teniamo a proseguire con il successo di pubblico di questi anni e il pubblico ci chiede comicità e leggerezza. e noi rispondiamo ascoltandolo però non presentiamo Drag queen, perché la nostra forza è il buon teatro. Sono 9 gli spettacoli in cartellone per 22 serate, compresa l'anteprima al Gassman con Le memorie di un fanciullo tratto da L'isola di Arturo di Elsa Morante per la regia di Maximilian Nisi (2 luglio @ Teatro Gassman), prima produzione dell'associazione culturale Il Barone rampante: un monologo interattivo, un teatro di immagine che gioca sull'idea del mare che soffoca Arturo, come suo rifugio e carcere. Il Festival è e deve restare una vetrina di novità».

Tra le proposte quest'anno spicca Colpi di timone di Gilberto Govi: « È un'operazione di recupero di un patrimonio prettamente ligure, per ora mantenuto in vita da compagnie amatoriali, e che ora andrà in scena nella regia curata da Jurij Ferrini».

«Dopo la Mandragola - afferma Jurij Ferrini - dove avevo fatto un'uscita in scena con un forte accento genovese che aveva fatto davvero molto ridere, Delfino mi propone Colpo di timone. Vi aspetto come plotone di esecuzione perché in Liguria in particolare ha suscitato molte perplessità questa produzione, mentre invece altrove è sembrato quasi ovvio. Per me si tratta di recuperare e restaurare per fare del buon vecchio teatro e uscire dallo schema dei giovani che devono fare solo teatro di ricerca, spesso autoreferenziale e disattento ai bisogni del pubblico. Abbiamo preso le distanze sia dall'aspetto visivo della messa in scena originale di Govi».

La comicità non esclude di trattare temi d'attualità, come per esempio nello spettacolo sulla mancata concessione di un mutuo, Il prestito (31 luglio-2 agosto). «Dell'autore catalano Jordi Galceran, per la regia di Giampiero Solari. Un testo che in Spagna ha avuto molto successo, forse perché il pubblico aspettava di poter ridere in faccia allo strapotere: è infatti una commedia però c'è una tragicità di fondo, in un vortice assurdo in cui succedono tante cose e c'è un continuo ribaltamento per cui vittima e carnefice si scambiano continuamente la parte. Con il duo Antonio Catania e Gianluca Ramazzotti farà una tournée in tutta Italia».

Il 27 e 28 luglio, Massimo Popolizio sarà alla regia di Oscar! (27-28 luglio): «un collage di testi di Wilde curato da Masolino D'Amico con Gianluca Guidi». In chiusura un giallo interrattivo Forbici e follia, «che chiederà al pubblico di decidere il finale ogni sera. È una commedia che non si faceva da molti anni, in questa versione messa in scena da una compagnia improbabile ma fatta di elementi scelti con certa cura che non hanno mai lavorato insieme. Marco Rampoldi ama la commedia e cura la regia di un finale aperto che creerà spiazzamento. Una produzione fuori dalle righe che, accanto a nomi popolari, accosta attori più giovani che sappiano improvvisare per un gruppo molto eterogeneo, che vede il ritorno sulle scene di Nino Formicola senza il suo compagno (Andrea Brambilla è scomparso lo scorso ottobre, 2013). Per questo rinuncia al nome Gaspare e si presenta come Nino Formicola soltanto. Anche perché entrambi stavano lavorando allo stesso progetto quando poi Brambilla, Zuzzuro, è scomparso».

Secondo titolo del cartellone è Sinceramente bugiardi (14 luglio) di Alan Ayckbourn con Debora Caprioglio, Lorenzo Costa, Federica Ruggero, Fabio Fiori per la regia di Francesco Branchetti. «Questo è il 40esimo anno che lavoro in teatro - spiega Lorenzo Costa - ed è la prima volta che lavoro a una commedia. Ho scelto di non curate io la regia ma ho preferito lasciarla nelle mani del tosco-romano Francesco Branchetti. In sintesi si trrarra della classica commedia degli equivoci: due coppie, una più giovane l'altra meno, tutti bugiardi, dove tutti sanno, ma tutti fanno ostinatamente finta di non sapere con esiti esilaranti».

A descrivere La luna degli Attori (4-5 agosto), l'attore Pietro Longhi: «L'ultima volta questo testo è stato portato in scena dalla compagnia di Albertazzi (1996). Per il momento storico che vivono gli artisti e le loro famiglie girovaghe, questa è una commedia interessante, deliziosa e divertente, sulle disavventure di una compagnia teatrale degli anni '50 che punta lo sguardo sulle diffocoltà oggettive del cambio generazionale in cui, tra gioco e amore, viene fuori l'attaccamento al teatro, il una antica formula di sano teatro comico».

Delfino passa poi a presentare i due figli d'arte che saranno a Borgio con i loro spettacoli: «Carlo Sciaccaluga sarà presente con una regia a quattro mani con Matteo Alfonso di Cyrano de Bergerac (10-12 luglio) alla guida di un gruppo di ex-allievi del Teatro Stabile di Genova tra cui Filippo Dini, Antonio Zavatteri, Roberto Serpi, Alberto Giusta, Silvia Biancalana e Vincenzo Giordano. Per Lorenzo Lavia si tratta di un vero e proprio debutto alla regia con Il vero amico (23-25 luglio), di Carlo Goldoni, lo stesso spettacolo con cui aveva debuttato il padre a Borgio Verezzi. Tanti gli artisti liguri in un cartellone vario, imbastito con la preziosa collaborazione dei produttori e delle compagnie e dell'amministrazione comunale».

«È un progetto che nasce dalla compagnia Gank in cui lavoro come attore, regista, macchinista» - spiega Carlo Sciaccaluga. E, a proposito della collaborazione con Matteo Alfonso, continua: «È sua l'idea di allearsi in tempi di difficoltà e bussare in due alla porta per prenderci le nostre responsabilità. È una storia d'amore prima di tutto. Tutto è però inserito in un mondo militaresco: si parla molto di sangue e di guerra, e la storia d'amore risalta ancora di più, anche attraverso un lavoro sui ruoli che risulteranno meno stereotipati per i vari personaggi. Mentre al centro spiccherà la carica anarchica del protagonista. Una produzione che sa di buon sano teatro e sfata il mito che i giovani facciano solo teatro di ricerca, spesso autoreferenziale e non pensato per il pubblico». Matteo Alfonso ha già lavorato altre volte come co-regista con Tommaso Benvenuti. «La nostra scelta è stata quella di portare il testo in versi e non in prosa, perché una storia così meravigliosamente scritta sia affrontata nella limpidezza del verso con un esito che io ritengo stupefacente».

Come ormai consuetudine, accanto al Festival una serie di premi: «Oltre al Premio Verezzi, nuovo premio a Nini Salerno come attore non-protagonista, votato dagli spettatori. E poi il Premio della Camera di Commercio che ci consente di partecipare alle celebrazioni intorno a Eduardo», ossia i trent'anni dalla sua scomparsa nel 1984. E quest'anno tra le iniziative collaterali farà tappa a Borgio Verezzi la mostra Teatri Storici della Liguria. «Un progetto della Regione con la collaborazione della compagnia di San Paolo - spiega Roberto Iovino - che ha l'obiettivo di far conoscere il patrimonio dei palcoscenici liguri. Sono 12 i teatri di cui si parla, sono quelli inaugurati prima del '900, alcuni ancora in fase di ristrutturazione e rilancio, altri già restituiti alla loro missione. La mostra è regalata ai comuni partecipanti che sono sede di questi teatri. Dopo Borgio Verezzi la tournée continua con Carro».

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