Weekend Savona Venerdì 25 aprile 2014

Itinerari della Resistenza: Alto, dove morì Felice Cascione

Alto, la lapide nel luogo in cui morì Felice Cascione
© Laura Guglielmi
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Genova - Spesso le scoperte più sorprendenti si fanno per caso. Un detto che non vale solo per i progressi della scienza, ma anche per le esplorazioni: con le debite proporzioni, un po' come Cristoforo Colombo fortuitamente incappò nel nuovo continente, la direttora di mentelocale.it Laura Guglielmi, in una delle sue abituali scappate sui sentieri dell'Alta Via dei Monti Liguri, il giorno di Pasqua si è ritrovata ad Alto: il luogo in cui il 27 gennaio 1944 il partigiano imperiese Felice Cascione fu trucidato dai fascisti.

Un itinerario che, per coincidenza, è l'ideale per una passeggiata nei giorni in cui si commemora l'anniversario della Liberazione. Per arrivare ad Alto bisogna uscire al casello autostradale di Albenga, raggiungere Cisano Sul Neva e proseguire per la Val Pennavaira fino a sconfinare nella provincia di Cuneo: Alto è subito dopo il confine tra Liguria e Piemonte.

Proprio nel piccolo paese sulle Alpi Liguri fu cantata per la prima volta Fischia il vento (di cui in questa pagina vi proponiamo la versione dei Modena City Ramblers), scritta proprio da Felice Cascione sulla melodia della canzone sovietica Katiusha. In piazza San Michele, c'è una targa che ricorda che la canzone simbolo della Resistenza fu intonata per la prima volta in quello stesso luogo, il 6 gennaio 1944.

Dopo una rapida visita al paese, in parte ristrutturato, si riparte in auto seguendo le indicazioni per il santuario di Madonna del Lago. Circa tre chilometri e ci si ritrova in un luogo davvero incantevole: se il santuario non si può definire architettonicamente eccelso, a ripagare la vista c'è uno splendido laghetto naturale dove ci si può fermare per una tranquilla sosta in mezzo al verde, un pic nic o un veloce pranzo al sacco.
In alternativa si può mangiare nel ristorante accanto al santuario, nei locali che un tempo ospitavano l'antica chiesa.

Qui parte la camminata: lasciando la macchina al santuario, proseguire in salita prendendo la prima strada a sinistra in direzione San Bartolomeo d'Ormea (seguire il segnale bianco e rosso). A un certo punto ci si imbatte in un cartello indicante la lapide dedicata a Felice Cascione, capo della brigata Garibaldi, in seguito alla sua morte a lui stesso intitolata e a cui prese poi parte anche Italo Calvino.

Dopo un suggestivo sentiero lungo qualche centinaio di metri, ecco apparire solitaria la lapide posta nel punto dove Felice Cascione è stato ucciso a nemmeno 26 anni. Il luogo è davvero suggestivo, sia per il suo valore simbolico, sia per il panorama su una vallata selvaggia e poco conosciuta: da qui si domina il paesino di Alto, e la vista spazia fino alla piana di Albenga e, in lontananza, fino al mare.

Tornando indietro alla carrareccia che porta a San Bartolomeo d'Ormea (dove si trova il cartello che indica la direzione per la lapide di Cascione), si può poi raggiungere l'Alta Via dei Monti Liguri. Una volta arrivati al passo di San Bartolomeo d'Ormea, a questo punto, è possibile proseguire l'escursione verso il Monte Armetta oppure, in direzione opposta, verso il Monte Galero, per ammirare gli spettacolari Giganti di pietra, camminare tra le enormi rocce che si stagliano nel cielo fino a raggiungere la croce posta sulla sommità della montagna, a oltre 1700 metri.

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