Weekend Savona Mercoledì 23 aprile 2014

Trekking in Liguria: alla scoperta di Gattazzè

Laura Guglielmi nella cappella di Gattazzè
Altre foto

Pubblichiamo di seguito due itinerari per raggiungere Gattazzé e il Bric del Dente, a cura di Andrea Parodi, guida ambientale e escursionistica, nonché autore di numerose guide dedicate all'escursionismo in Liguria e non solo. Gli itinerari sono tratti dal volume Vette e sentieri del Béigua Geopark (Andrea Parodi Editore, 2013, 208 pp, 19 Euro).

Gattazzé (leggi box di fianco all'articolo) è un villaggio abbandonato, sperso nel bosco, che apparteneva alla famiglia della scrittrice Camilla Salvago Raggi. È un posto etremamente suggestivo, come si può vedere dalla foto della piccola chiesa in apertura di questo articolo e dalla fotogallery di Laura Guglielmi

Tiglieto - Colla Minetti - Gattazzè - Bric del Dente

Genova - Difficoltà: E
Dislivello in salita: 800 m circa
Dislivello in discesa: 100 m circa
Tempo di percorrenza: 5-6 ore

Lunghissima traversata, in prevalenza tra folti boschi per antiche mulattiere e carrarecce, solo in qualche tratto sostituite da moderne strade asfaltate.

Accessi a) In corriera da Genova a Tiglieto. b) In automobile: usciti al casello di Masone o a quello di Ovada dell’autostrada Voltri-Alessandria, si procede su strada statale fino a Rossiglione, dove si prende la diramazione per Tiglieto. c) In automobile: uscendo al casello di Albisola dell’autostrada Genova-Savona, si gira a sinistra e si sale al valico del Giovo, poi si continua in discesa fino a Sassello, dove si prende a destra la strada per San Pietro d’Olba, Martina e Tiglieto.

TiglietoComune della Val d'Orba formato da vari nuclei abitati sparsi fra prati e boschi, Tiglieto deriva con ogni probabilità il suo nome dal latino tilea tiglio più -eto, che ha valore collettivo per indicare gruppi di piante, e quindi significa luogo (piantagione) di tigli. Secondo una leggenda, tali alberi sarebbero addirittura miracolosi. Si narra infatti che fiorirono all'improvviso in una notte di dicembre, affinché una madre disperata potesse preparare con i fiori una tisana per la sua bambina morente. La leggenda dice che la piccola guarì all'istante e che il paese fu chiamato Tiglieto proprio per ricordare il miracolo dei tigli.

Itinerario. Il percorso è stato segnalato dai volontari della FIE con un triangolo giallo pieno. Nel primo tratto, in comune con l’Anello di Tiglieto, al triangolo si affianca il segnavia tondo giallo barrato. Si parte da Tiglieto, dalla strada provinciale subito ad oriente del ponte sull’Orba (395 m), imboccando via Antonia Pesce (indicazioni per il Centro Sportivo e per il Bric del Dente). La stradina asfaltata si dirige verso sud-est in leggera salita, costeggiando alcune villette.

Dopo trecento metri circa, presso una casa, la stradina termina: si prende allora a sinistra un sentiero che attraversa su passerella un piccolo rio. Subito dopo, davanti ad una casa abbandonata (Cascina Piana, 405 m), il sentiero gira a destra, sale nel bosco, poi procede a mezza costa fra i pini, con belle vedute dall’alto sull’alveo roccioso del Torrente Orba.

Allontanandosi dal torrente in una valletta laterale, con un tratto in salita si raggiunge una piccola strada asfaltata, che si segue in salita verso sinistra. Poco più a monte, in corrispondenza di una curva, si riprende a destra il sentiero segnalato. Con una breve discesa nel bosco si va ad attraversare il Rio Masino su una passerella, poi si sale ad una cascina che si lascia sulla sinistra. Tagliando a mezza costa nel bosco si sbuca nuovamente sull’asfalto: si sale lungo la strada per pochi metri e si ritrova il sentiero che scende a destra ad attraversare un ruscello.

Procedendo quasi in piano fra la vegetazione, il sentiero va ad immettersi in una carrareccia: qui si abbandona il segnavia tondo giallo barrato che conduce a destra in discesa, e si continua invece a sinistra, seguendo sempre il triangolo giallo pieno. In breve si arriva ad un crocevia di strade presso la Cascina Beneitu (478 m): si procede dritti al centro su pista sterrata, che passa accanto ad una cappelletta e si riduce a mulattiera quasi pianeggiante fra i castagni. Incontrata una linea elettrica, con qualche saliscendi si arriva su un prato dove sorge una casa.

Contornandola sulla sinistra, si scende a guadare due rii subito sopra la loro confluenza. La mulattiera riprende a salire, passa in mezzo ad alcune cascine in località Gerla, incrocia una sterrata e prosegue in salita nel folto bosco. Superando alcune terrazze erbose si arriva alla Colla Minetti (548 m), dove s’incontra la strada provinciale che collega Tiglieto con Acquabianca.

Lasciando a sinistra la strada provinciale e a destra via Ferriera Bassa, si prende un sentiero al centro che scende in breve ad una cascina, poi continua in discesa nel bosco fino ad un gruppetto di case sul fondo di una conca (località Minetti). Si lasciano a destra le case, per proseguire su asfalto, prima sul fianco della conca, poi in salita nel bosco, fino ad immettersi nuovamente nella strada provinciale. Seguendo la provinciale verso destra per mezzo chilometro circa, si arriva ad un bivio presso il Ponte Pizzorno (527 m): si lascia a destra la provinciale che attraversa il ponte in direzione di Acquabianca, per proseguire dritti in via Ferriera Alta, che rimonta la valle sul lato destro idrografico, giungendo in breve ad alcune case. Qui sorgeva l’antica Fréra d’Âte (= Ferriera Alta o Ferriera di Sopra, per distinguerla dalla Fréra da Bassu o Ferriera di Sotto) di proprietà della famiglia Pizzorno. Le ferriere erano situate nei pressi dei torrenti per sfruttarne l’energia idraulica.

Superate le case, la stradina diventa sterrata e procede in leggera salita fra la vegetazione di fianco al Torrente Acquabianca (o Carpescio). Giunti ad un bivio si va a destra su mulattiera che scende a guadare il torrente, subito a valle della confluenza dei due rii che lo formano (Rio Baracca proveniente da est e Rio Rosto proveniente da sud). Lasciando a destra una diramazione che porta ad alcune cascine, si attraversa anche il Rio Rosto (il toponimo sembra derivare dalla voce dialettale rosta = cateratta d’acqua), poi si prosegue in salita verso meridione, su mulattiera nel castagneto cosparso di massi.

Allontanatasi dal torrente, la vecchia mulattiera dal fondo roccioso e sconnesso sale lungamente tra folti castagneti. Giunti ad una biforcazione si va a destra a mezza costa in dolce salita fra gli alberi, fino ad una grande casa in rovina (Casa della Cherubina, o Carubina, dal nome della proprietaria; 659 m). Si fiancheggiano le rovine sulla sinistra e si prosegue pressoché in piano. La mulattiera attraversa un ruscello e, continuando fra boschi solitari, piega a sinistra. Subito dopo la mulattiera si biforca: seguendo il ramo di destra si giunge in breve al bivio (677 m) con la carrareccia proveniente da Acquabianca, segnalata con tre pallini gialli (vedi itinerario seguente). Si continua a sinistra verso est nord-est, seguendo sempre il triangolo giallo, lungo la carrareccia in dolce salita nel bosco. Passati accanto ad un bel prato piano, con breve ascesa si arriva in località Gattazzè (o Gatazzè, Gattazè, 710 m; 3-3.30 ore da Tiglieto) dove, tra gli alberi, si trovano i ruderi di alcune case e una cappella a pianta circolare.

«Casa di Caccia dei Marchesi Salvago-Raggi lungo l’antica via del sale, in ampio pianoro erboso sotto il crinale tra grandi boschi, con cascina e cappella annessa. La casa bruciò nel secondo dopoguerra, cascina e chiesa sono in rovina. Le vicende di questo sito sono narrate nel romanzo Prima del fuoco, di Camilla Salvago-Raggi. È documentata come: Gattazzera, Gattazzaro, Gatasca, Gattazzè». (Atlante toponomastico delle valli Stura e Orba, pag. 68).

Si lasciano a destra i ruderi e si prosegue sulla carrareccia, trascurando due diramazioni che salgono a destra. Con un tratto in salita si raggiunge un’altra casa in rovina e si continua a salire passando accanto ad un traliccio dell’alta tensione. La carrareccia prosegue prima in dolce salita, poi quasi in piano nel bosco ora più rado, con prevalenza di roverelle: tra gli alberi compaiono davanti a noi gli aspri rilievi rocciosi del Dentino e del Dente. Procedendo lungamente a mezza costa verso sud sud-est sul fianco sinistro idrografico del vallone percorso dal Rio Baracca, si arriva al distrutto Ponte della Bruxetta (799 m).

Per evitare l’impervio passaggio del ponte rotto, i segnavia indicano di girare a sinistra una ventina di metri prima del ponte, lungo una pista rovinata che scende in breve al torrente. Guadato il corso d’acqua, si risale a destra e si riprende la carrareccia subito oltre il ponte distrutto. Si procede ora in dolce salita sul lato destro idrografico del boscoso vallone, poi si abbandona la strada che spiana, per prendere a destra una vecchia mulattiera che s’innalza fra gli alberi.

Dopo alcuni saliscendi si sale ancora nel bosco su carrareccia sconnessa e, quando questa comincia a scendere, s’imbocca a sinistra un sentiero in salita. Si prende quota lungo un costone boscoso, poi si esce dal bosco e si gira nuovamente a sinistra, con bella veduta sull’edificio roccioso del Dentino. Innalzandosi verso nord-est fra boscaglie e piccoli prati, la vecchia mulattiera incontra il sentiero con tre pallini gialli, proveniente dalla strada del Faiallo. Si continua in salita verso la vetta del Dente e, abbandonato il sentiero con i tre pallini, si segue ancora il triangolo giallo pieno, prendendo quota fra erba, arbusti e rocce senza un sentiero vero e proprio. Giunti nei pressi dello spartiacque principale, s’incontra lAlta Via dei Monti Liguri. Girando a sinistra sull’Alta Via, la vista si apre improvvisamente verso il mare, sul porto di Genova e sul Promontorio di Portofino.

Dopo pochi metri si lascia a destra l’Alta Via, per continuare in salita con i segnavia triangolo giallo pieno e due croci rosse, quest’ultimo proveniente da Fiorino. Inerpicandosi sul crinale fra erba e arbusti, si arriva ad una spalla dove s’incontra il sentiero che sale da Campo Ligure. Infine, innalzandosi per elementari gradini rocciosi, si guadagna la vetta del Bric del Dente (1109 m; 2-2.30 ore da Gattazzè).

Acquabianca - Gattazzè - Bric del Dente

Difficoltà: E
Dislivello in salita: 520 m circa
Dislivello in discesa: 60 m circa
Tempo di percorrenza: 2.40-3.15 ore

Bella gita fra boschi solitari. Da Gattazzè al Bric del Dente si procede in comune con il sentiero proveniente da Tiglieto.

Accessi: a) In automobile: uscendo al casello di Ovada dell’autostrada Voltri-Alessandria si raggiunge Rossiglione, dove si gira a destra per Tiglieto. Da qui si prosegue a sinistra per Acquabianca. b) In automobile: usciti al casello di Masone dell’autostrada Voltri-Alessandria, si prende a destra la strada per Genova che sale alla galleria del Turchino; attraversata la galleria si gira nuovamente a destra sulla rotabile per il Passo del Faiallo. Superato il Faiallo si scende a Vara Superiore, dove si gira a destra per Acquabianca. c) In automobile: uscendo al casello di Albisola dell’autostrada Genova-Savona, si gira a sinistra e si sale al valico del Giovo, poi si continua in discesa fino a Sassello, dove si prende a destra la strada per San Pietro e Martina d’Olba. Giunti a Martina, si prende a destra la strada che sale ad Acquabianca.

AcquabiancaFrazione del comune di Urbe, Acquabianca sembra derivare il suo nome dalla trasparenza delle acque dei rii Carpescio e Baracca, affluenti dell’Orba.

Itinerario: dando le spalle alla chiesa di Acquabianca (646 m) si prende la strada per Vara Superiore. Dopo pochi metri s’incontra un bivio e si va a sinistra (segnavia: tre pallini gialli) su strada asfaltata fra case, orti e giardini, fino ad un’altra biforcazione. Qui si gira nuovamente a sinistra e, con una breve salita, si giunge su un costone. Trascurando le strade sterrate che si dipartono ai lati, si prende al centro il sentiero con i tre pallini, che scende tra gli alberi. Poco più avanti, il sentiero s’immette in una carrareccia sconnessa, che si segue verso destra in discesa, verso il fondo di una valletta circondata da rilievi boscosi.

Giunti nel fondovalle si gira prima a sinistra (per evitare un ponte rotto) poi a destra: si guada il Rio Rosto e si sale sull’altro versante per una pista sconnessa nella folta faggeta. Dopo alcuni tornanti si lascia temporaneamente a destra la carrareccia rovinata, per salire dritti lungo una vecchia mulattiera. Piegando a sinistra si guada un ruscello e si ritrova la carrareccia dal fondo roccioso e sconnesso, che si percorre in salita nel bosco fino ad incontrare il sentiero proveniente da Tiglieto (itinerario precedente). Si continua dritti seguendo ora il segnavia triangolo giallo pieno, su carrareccia in dolce salita nel bosco. Passati accanto ad un bel prato piano, con una breve ascesa si raggiungono i ruderi e la cappella di Gattazzè (o Gatazzè, Gattazè, 710 m; 40-45 minuti da Acquabianca). Da qui si prosegue in comune con l’itinerario precedente fino in cima al Bric del Dente.

Fotogallery

Scopri cosa fare oggi a Genova consultando la nostra agenda eventi.
Hai programmi per il fine settimana? Scopri gli eventi del weekend a Genova.

Oggi al cinema a Genova

Un sogno chiamato Florida Di Sean Baker Drammatico U.S.A., 2017 Una vivace bambina e il suo gruppo di amici trascorrono le vacanze estive che si riempiono della sorpresa, dello spirito di possibilità e del senso di avventura tipici dell'infanzia mentre gli adulti intorno a loro attraversano tempi difficili.... Guarda la scheda del film