Teatro Savona Festival Teatrale Borgio Verezzi Mercoledì 5 giugno 2013

Borgio Verezzi, il festival teatrale 2013 tra bugie e travestimenti

Loïc Bettini et Les Marionnettes du Soleil

Genova - Si può fare meglio? Il sindaco di Borgio Verezzi Renato Dacquino dice di no a proposito del Festival Teatrale giunto quest'anno alla quarantasettesima edizione. «Ho dato un'occhiata ai numeri e credo davvero che meglio di così non si possa fare. In 10 anni abbiamo tenuto costante il costo medio per spettacolo, così come il costo totale della manifestazione, che include le spese dell'organizzazione oltre che degli spettacoli (circa 500mila euro). Negli ultimi due anni abbiamo fatto ottimi risultati anche con i biglietti arrivando ad incassare 177mila euro grazie ad una serie di fattori, tra cui una drastica riduzione degli omaggi (dal 22% portati all'8/9%), l'impegno per tenere i parcheggi aperti fino a notte inoltrata e la garanzia del servizio navetta, senza contare la pubblicità e l'aumento del costo del biglietto portato da 19.50 euro a 23.50 euro che quest'anno rimarrà invariato. Per altro, oggi gli sponsor pubblici sono solo 3 dai 10 che erano, mentre quelli privati sono passati da 5 a 12. La buona notizia è che quest'anno la Regione ci ha raddoppiato il finanziamento rispetto all'anno scorso portando il contributo da 20 a 40mila euro». E così l'industria teatrale del piccolo centro ligure segna un +10% nel numero degli spettatori e un +13% sugli incassi.

Sull'onda di una situazione finanziaria solida e promettente gli entusiasmi secondo Angelo Berlangieri, assessore regionale a Turismo, Cultura e Spettacolo, vanno rivolti soprattutto ai due principali obiettivi che la manifestazione ha raggiunto: «sviluppare un grande evento di livello nazionale e rianimare il territorio trasformandolo da splendida bellezza a borgo d'eccezione».

Dati i numeri, si conferma dunque il modello da 12 anni lasciato alla guida di Stefano Delfino con un cartellone articolato in otto spettacoli, di cui 7 prime nazionali, in scena in piazzetta Sant’Agostino, per venti serate di spettacolo lungo un mese, dal 12 luglio all’11 agosto 2013. E con un’anteprima-evento internazionale al Gassman il 6 luglio (ore 21.30 - ingresso libero): Chapi Chapo. Chabaret Poetic, uno spettacolo di marionette pensato appositamente per il festival e in prima nazionale assoluta di Loïc Bettini e le sue Marionnettes du Soleil. «Uno spettacolo poetico - spiega l'artista francese - tra gesto e musica (jazz, blues) capace di parlare a tutti e risvegliare l'aspetto poetico che alberga in tutti noi. Sono marionettista da quando avevo 10 anni. A 25 anni ho costruito la mia prima marionetta e non ho più smesso».

Corrado Tedeschi racconta in sintesi del suo nuovo impegno teatrale, Trappola mortale di Ira Levin, dopo il successo di pubblico ottenuto con Vite private. «È un giallo con molti colpi di scena per cui non posso dirvi proprio nulla. Anche se devo ammettere che c'è in ballo un risvolto inquietante per il sottoscritto. Insomma una roba che mi mette a dura prova. Voglio dire, sarà anche imbarazzante». Un nudo? «No, peggio. E stiamo parlando di uno spettacolo che ha avuto per due anni il biglietto d'oro e che per questa edizione mantiene lo stesso regista Ennio Coltorti, che ha adeguato il testo ai nostri tempi lavorando anche all'adattamento. Comunque, un attore deve saper fare tutto e poi in questo testo c'è una sottile ironia che a me piace molto e che si affianca a momenti agghiaccianti per cui il pubblico avrà anche paura». Insomma, Tedeschi bacerà Ettore Bassi. E speriamo che con la sua esperienza e visibilità, Tedeschi sappia trasformare questo gesto in un manifesto simbolico contro l'omofobia. Auguri.

Come al solito sul palco testi classici e drammaturgia contemporanea, così come spazio a grandi nomi e ad artisti e compagnie emergenti. L’inaugurazione ufficiale è affidata alla Mandragola di Niccolò Machiavelli, con Paolo Bonacelli e Jurij Ferrini, che ne cura anche la regia, (12, 13 e 14 luglio). A seguire in un'alternanza di serate lo stesso cast presenta Taxi a due piazze (20 anni prima) (18 e 20 luglio) e il suo seguito Chat a due piazze (20 anni dopo) (19 e 21 luglio in esclusiva regionale), entrambi di Ray Cooney, con Gianluca Guidi e Gianluca Ramazzotti.

Il 23 e 24 luglio, in scena il giallo Trappola mortale di Ira Levin, con Corrado Tedeschi, Ettore Bassi e Miriam Mesturino, quindi Pinocchio nell’adattamento di Ugo Chiti (27 e 28 luglio), con Paolo Cioni e gli altri attori della Compagnia Arca Azzurra Teatro.
Due De Filippo: Uomo e galantuomo con Gianfelice Imparato (attore formatisi con Eduardo), Giovanni Esposito, Valerio Santoro e Antonia Truppo (31 luglio, 1 e 2 agosto) e Un suocero in casa (…ma c’è papà) di Peppino e Titina De Filippo, con Luigi De Filippo e la sua compagnia (9,10 e 11 agosto). Il 5 e 6 agosto, Uscirò dalla tua vita in taxi di W. Hall e K. Waterhouse, con Franco Castellano, Maximilian Nisi e Maria Letizia Gorga.

«Questo è un anno funesto - dichiara il direttore artistico Stefano Delfino - tante sono le protagoniste del palcoscenico che ci hanno lasciato. Questa edizione del Festival è dedicata come di consueto a una figura di spicco del teatro italiano che abbia avuto un rapporto con Borgio: Mariangela Melato. Scomparsa quattro mesi fa, nel '95 si era aggiudicata il Premio Veretium. Ma vogliamo senz'altro anche ricordare Rossella Falk che è stata interprete e regista a Borgio e Anna Proclemer a cui quest'anno è dedicata la terza edizione del Palinuro Festival con cui siamo gemellati e ancora Franca Rame e Regina Bianchi - attrice nota per i suoi ruoli nel teatro eduardiano». 

A guidare le scelte di Stefano Delfino alcuni criteri che da anni sono alla base del suo cartellone. «Parto sempre da uno spettacolo base, che quest'anno ho individuato nel Pinocchio di Compagnia Arca Azzurra Teatro: erano anni che cercavamo di incrociare i cammini, questa volta ce l'abbiamo fatta. Il resto del cartellone è stato incentrato di conseguenza sul tema della bugia, dell'inganno, degli scambi di ruolo, travestimenti, equivoci, seguendo il filone della commedia brillante, che lo scorso anno ha permesso un record di presenze e che non è solo un genere leggero tanto per mettere la testa sotto la sabbia e scordarsi il presente. Vedremo infatti cosa ci propone la Mandragola di Ferrini recitata in abiti contemporanei, all'interno di una scenografia che riproduce quella piazza di Siena recentemente diventata nota perché sede del Monte dei Paschi e non del Palio. Con questo spettacolo Ferrini inizia un percorso artistico comune con Paolo Bonacelli, generazioni diverse con esperienze artistiche diverse che affrontano la sfida di mettere l'accento su temi e problemi sociali di costume che, pur a distanza di secoli rimangono più che mai attuali. Ferrini quest'anno porta anche il testimone come regista ligure (almeno di formazione) mentre il legame con il cinema è garantito da Trappola mortale. A proposito di allacciare collaborazioni con altre realtà del territorio, quest'anno lavoriamo con il Premio Ipazia alla Nuova Drammaturgia Internazionale del Festival dell’Eccellenza al Femminile di Genova. Anch'io ho fatto un po' di ricerca sui numeri infatti e ho scoperto che dal 1967 al 2001 il cartellone di Borgio Verezzi era prevalentemente classico con solo 12 testi di drammaturgia contemporanea tra cui Manfredini. Nei miei 12 anni sono stati invece 26 i testi di autori italiani contemporanei presentati, tra cui anche molti liguri (Petruzzelli, Gandolfi, Venturiello, Sicignano)».

E infatti tra le iniziative collaterali, oltre alla storica rassegna cinematografica quest'anno anch'essa dedicata alla Melato (dal 19 al 25 agosto, qui il programma completo), ci saranno i ragazzi delle scuole a testimoniare la rassegna Ragazzi sul Palco e che hanno ricevuto la segnalazione da parte della giuria, sul palco l’8 luglio 2013 in piazza Sant’Agostino a Verezzi.
Mercoledì 10 luglio invece un programma articolato: una tavola rotonda con critici e docenti universitari sulla Drammaturgia italiana, la grande assente; la presentazione del libro Io Mariangela Melato di Silvana Zanovello (edizioni De Ferrari) e la mise en espace del testo vincitore del Premio Ipazia 2012, Scatole nere, di Francesca De Rossi, per la regia di Miriam Formisano, anche interprete nel ruolo di Anna Politkovskaja accanto a Sarah Pesca (di recente in Prima ero schizofrenica...ora siamo guarite alla Tosse di Genova), qui nel ruolo della figlia Eva. Uno spettacolo tra teatro-documento, dramma storico e lessico familiare, che racconta le ultime ore della vita della giornalista russa, Anna Politkovskaja, assassinata nel 2006 per il suo impegno nella guerra in Cecenia. Spettacolo che nella forma compiuta sarà in cartellone nella prossima edizione del Festival.

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