Attualità Savona Martedì 12 marzo 2013

Pertini: ritrovata la tesi di laurea 'La cooperazione' discussa nel 1924

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Sandro Pertini (Stella San Giovanni, SV 1896 - Roma 1990). Politico, giornalista e antifascista, dal 1978 al 1985 è stato il settimo presidente della Repubblica Italiana
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Genova - La tesi di laurea discussa da Sandro Pertini a Firenze il 2 dicembre 1924, è inedita. Finora questo scritto giovanile di Pertini era avvolto da una sorta di cono d’ombra: se ne conosceva il tema, erano stati anche avviati in precedenza tentativi di recupero, tuttavia rimasti senza esito. Si pensava addirittura che del dattiloscritto (248 pagine su carta velina in copia carbone e privo di copertina) non fosse sopravvissuto alcun esemplare, dato che la copia appartenuta a Pertini molto probabilmente venne distrutta in seguito all’irruzione fascista a Stella, poco dopo il suo ingresso nella Resistenza, e la copia fiorentina fu soggetta come altre all’alluvione del novembre 1966.

Oggi la tesi è stata ritrovata e pubblicata nel volume Sandro Pertini, La cooperazione. Tesi di laurea discussa nell’anno 1924 presso l’Istituto di Scienze sociali «Cesare Alfieri» di Firenze (Ames, Genova 2012) a cura di Sebastiano Tringali, con introduzione di Fabio Fabbri.
Il volume è patrocinato dalle amministrazioni di Varazze (dove Pertini aveva studiato in gioventù, dai salesiani), Stella, Savona e della Regione Liguria. Le presentazioni si avvalgono invece dell’Alto Patronato del Presidente della Repubblica.

Oltre alla pubblicazione dell’inedito, le ricerche hanno potuto anche evidenziare alcuni passaggi oscuri della biografia di Pertini. In particolare si è appurato che Pertini conseguì la sua prima laurea a Modena, e non a Genova (dalla cui Università si ritirò nel 1923 per motivi familiari). Inoltre Pertini, congedato dall’esercito nel 1920, si iscrisse quell’anno per la prima volta al Partito socialista (e non nel 1918). Di tali segnalazioni, che colmano alcune lacune e imprecisioni della sua biografia, si da conto anche nell’appendice fotografica.

La ricerca e la pubblicazione sono stati possibili grazie a una pluralità di soggetti: Legacoop Liguria, Coop Liguria, Fondazione De Mari-Cassa di Risparmio di Savona, Fondazione Unipolis.

La tesi: contesto storico

Il 28 ottobre 1924, secondo anniversario della marcia su Roma e mentre in Parlamento si consumava la secessione dell’Aventino come protesta per l’omicidio di Giacomo Matteotti, Sandro Pertini depositava a Firenze la propria tesi di laurea in Scienze Sociali, dedicata alla cooperazione. Solo due mesi dopo (nel celebre discorso alla Camera del 3 gennaio 1925), Mussolini assumerà la responsabilità politica del delitto del deputato socialista, inaugurando così la prima ondata repressiva nei confronti degli oppositori del fascismo, di cui lo stesso Pertini sarà tra le più note e fiere vittime. La discussione della tesi può dirsi, dunque, il suo ultimo atto pubblico da uomo libero, iniziando già nel 1925 la lunga stagione di persecuzioni culminata nell’esilio, nell’arresto, nella detenzione e infine in un confino prolungato sino alla caduta del regime, il 25 luglio 1943.

Nel contesto temporale di un progressivo smantellamento delle libertà di associazione, opinione e espressione che caratterizza il passaggio del fascismo dall’affermazione al suo consolidamento, la scelta di dedicare i propri studi all’economia sociale assume quindi significati del tutto particolari. Pertini decideva infatti di trattare la storia, i caratteri distintivi, la pluralità delle tipologie e delle declinazioni nazionali della cooperazione quando l’intero movimento aveva da poco subito la decimazione per opera della prima offensiva squadrista, e stava ora affrontando la fase di normalizzazione che (seppur tra incertezze e improvvise virate di rotta) il nuovo regime iniziava ad applicare alla ragnatela sociale prosperata in età liberale.

Una sorta di testamento politico, quasi che l’autore, dietro la rigorosa sistematicità della trattazione, volesse in queste pagine fissare anche i cardini di una futura ricostruzione politica e morale del paese. La cooperazione assume quindi rilievo anche nell’ipotesi di una palingenesi che, informata sui principi di equità, solidarietà e partecipazione, rinnovasse finalmente la società italiana. Dotandola inoltre degli anticorpi necessari a prevenire derive dittatoriali, avviando un processo democratico in linea con i principi del socialismo graduale appresi dai suoi maestri: Adelchi Baratono, Claudio Treves, Filippo Turati.

Il ritrovamento

L’idea della pubblicazione della tesi di Pertini nasce all’interno del movimento cooperativo, grazie a un paziente lavoro di ricerca e di contatti di un gruppo di cooperatori composto da Roberto La Marca, Alessandro Chiabra, Stefania Mazzucchelli. Il Consiglio di amministrazione di Ames ne ha poi affidato l’edizione critica al suo coordinatore scientifico, Sebastiano Tringali.
Grazie alla collaborazione della Biblioteca di Lettere della Biblioteca Umanistica dell’Università degli Studi di Firenze, è quindi andato in porto il progetto di recupero, digitalizzazione e infine pubblicazione.

La Biblioteca di Lettere, con il suo ingente patrimonio bibliografico costituito da oltre un milione di volumi, migliaia di periodici e da numerosi e importanti documenti d'archivio, rappresenta la sede principale della Biblioteca Umanistica. Il cosiddetto fondo delle tesi storiche della Biblioteca Umanistica, recentemente recuperato e restituito alla fruizione attraverso i dati presenti nell’apposito catalogo in linea, costituisce solo una parte di quello che fu l’effettivo deposito generale delle tesi discusse tra il 1877 e il 1963.

Nel 1966 la violenta alluvione che colpì Firenze non risparmiò infatti la biblioteca e il suo patrimonio bibliografico. In quel drammatico evento andarono disperse numerose raccolte, tra queste anche gran parte delle tesi fino a quel momento conservate nei magazzini, e tra le sopravvissute molte subirono gli inevitabili danni, in molti casi irreparabili, provocati dall'irrompere della acque fangose nei locali. Ma nonostante il forte deterioramento subito in molti casi dalla carta e dagli inchiostri si riuscì allora a salvarne oltre un migliaio, le stesse che sono rimaste fino al 2009 sepolte e dimenticate in una zona del magazzino.
Riportati alla luce con un paziente lavoro di recupero, questi 1200 documenti costituiscono oggi l'unico fondo superstite di quel deposito originario ben più consistente e rappresentano una testimonianza di particolare rilievo storico e biografico, per le indicazioni che forniscono sui percorsi di studio e gli interessi culturali di alcuni degli autori delle tesi, allora giovani studenti, divenuti poi illustri uomini della cultura o della vita politica e civile italiana del '900.

Per lo più essi erano già laureati presso altre Università e giungevano a Firenze per perfezionarsi, richiamati dall'alto valore scientifico degli insegnamenti impartiti. Tra i molti nomi illustri documentati nel catalogo si segnalano, per gli anni di attività dell'Istituto di studi superiori, le tesi del poeta Mario Luzi (1914-2005), del latinista e politico comunista Concetto Marchesi (1878-1957), degli scrittori e irredentisti triestini Scipio Slataper (1888-1915) e Giani Stuparich (1891-1961). Per l'area giuridica, tra le tesi provenienti dall'Istituto di Scienze sociali Cesare Alfieri si segnala la tesi del futuro presidente della Repubblica italiana Sandro Pertini.

Al recupero, alla digitalizzazione e alla futura fruizione del fondo tesi storiche, Legacoop Liguria ha ora destinato un importante sostegno finanziario, teso a colmare in parte la grave crisi economica che affligge in generale gli istituti culturali italiani, e universitari in particolare.

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