Weekend Savona Domenica 27 gennaio 2013

Trekking d'inverno. Da Arnasco al forte di Rocca Liverna, sulla via dell'olio

Forte di Rocca Liverna
© gulliver.it

Genova - Sto riscoprendo il piacere del trekking, quello facile, non troppo impegnativo e nemmeno eccessivamente distante. Era una pratica quasi giornaliera fino a qualche anno fa. Poi il secondo intervento di neuro chirurgia alla mia fin troppo martoriata colonna vertebrale mi ha tenuto fermo e quasi immobile per oltre due anni.

Ma questo inverno, grazie alla mia grande voglia di ricominciare a sgambettare e alla curiosità di conoscere sempre maggiori particolari di questa terra incredibile e che non smette mai di far innamorare di sé, mi ha sollecitato al massimo.
Quindi una bella spolverata alle fidate scarpe da trekking, una verifica ai bastoncini telescopici, un piccolo rattoppo al kway, il metodico controllo dello zaino, una lettura attenta delle varie mappe e via alla ricerca di un percorso interessante ma non troppo impegnativo, soprattutto facile da raggiungere per me che sono volutamente senza automobile, con numerose tappe intermedie per verificare se il fiato e la resistenza possono ritornare quelli di prima.

Ogni grande viaggio comincia sempre con un piccolo passo, diceva qualcuno, io comincio sempre recandomi alla stazione.
E questa volta il treno mi porta dalle parti di Albenga, con l'intenzione di voler ripercorrere la via dell'olio.

Una piacevole passeggiata attraverso la valle dell'olio, non può che partire da Arnasco, un piccolo comune adagiato sul pendio delle colline dominanti la Valle del rio Arveglio.
Il paesino è in posizione tale da consentire allo sguardo di spaziare attraverso la piana di Albenga, fino al mare.

Facilmente raggiungibile in automobile, dallo svincolo autostradale di Albenga si imbocca la provinciale per Pieve di Teco e la si percorre per circa un quarto d'ora. Arnasco ha profonde radici e tradizioni centenarie immerse nell'olivicoltura.
Un ramo di ulivo è il simbolo dello stemma comunale, e la storia dell'evoluzione agricola e della civiltà contadina del paese sono raccontate attraverso una serie di murales che ogni anno si arricchiscono di nuovi elementi e che danno il benvenuto ai visitatori.

La produzione di olio è recentemente salita ai vertici sia per qualità, sia per quantità.
Merito di ciò è da attribuire alla varietà particolare di cultivar sviluppato in loco dai tecnici della cooperativa locale, l'oliva Pignola.
In effetti la cooperativa olivicola di Arnasco ha avuto l'enorme merito di frenare la tendenza all'abbandono delle coltivazioni e di riuscire a convertire i terreni e i fondi già abbandonati, in colture pregevoli e rigorosamente votate al biologico.

Già nel 1600, antichi documenti riportano notizie di una varietà particolare di oliva, denominata arnasca e dall'inconfondibile odore di pinolo. E proprio l'aria particolarmente frizzante e fresca, i mille profumi che i boschi soprastanti regalano e la brezza marina che sale coprendo tutta la valle, fanno di questo paesino un angolo di pace, di silenzio e di tranquillità eccezionali.

Merita una visita attenta il Museo dell'Olivo e della Civiltà Contadina che, con i suoi oltre 500 reperti e manufatti, offre ai visitatori una panoramica centenaria degli attrezzi e degli usi, alcuni dei quali sopravvissuti e, in parte, largamente usati anche nella vita quotidiana attuale.
Da Arnasco, ve lo consiglio vivamente, seguendo la via dell'olio attraverso un sentiero sterrato agevole, ben battuto e largo a sufficienza da essere percorso anche in automobile, si arriva fino all'antico forte di Rocca Liverna, una postazione militare ottocentesca, ottimamente conservata.

Il forte di Rocca Liverna, di epoca sabauda, fu costruito a 500 mt. slm, sulle rovine del castello di Rivernaro per poter tenere sott'occhio i movimenti della piana di Alberga e delle vallate circostanti.
Sui muri degli alloggiamenti si leggono ancora le numerose scritte lasciate dai soldati e alcuni alloggiamenti ancora conservano il tetto in legno originale.
La polveriera è intatta (naturalmente vuota) e si affaccia su uno strapiombo che mette i brividi. I camminamenti per le truppe e le sentinelle sono stati restaurati con interventi manutentivi che nulla hanno stravolto della fabbrica originale.

Sullo spiazzo erboso retrostante, è stata realizzata e attrezzata un'area per il pic nic.
Ma questa è un'altra storia, che merita un capitolo tutto per sé.

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