Concerti Savona Domenica 20 gennaio 2013

Margherita Zanin: intervista alla savonese di Amici 2013

Margherita Zanin
© Luca Giarola
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Genova - Ha diciannove anni, due grandi occhi azzurri e grinta da vendere. A Savona Margherita Zanin la conoscono un po' tutti: non è raro incontrarla per strada mentre passeggia cantando allegramente. Ora, dopo la sua partecipazione al talent show Amici, la giovane cantante savonese è diventata un volto ancora più popolare.

Abbiamo appuntamento davanti alla redazione di mentelocale: ci sediamo di fronte a un caffè al ginseng («fa bene alla voce», dice) e lei mi racconta come è andata l'esperienza televisiva. Premesso: per ora Margherita non è entrata ufficialmente nella scuola di Amici: all'ultimo provino è rimasta fuori dai 26, tra ballerini e cantanti, che partecipano alla fase finale della trasmissione. Però, non tutto è perduto: «nella puntata in cui sono stata eliminata (andata in onda su Canale 5 sabato 12 gennaio, ndr) mi hanno anche consegnato la maglia della sfida, quindi sono in attesa di una nuova chiamata a programma già avviato», spiega, «non so quando mi chiameranno, né che canzone dovrò cantare, né chi dovrò sfidare». Quel che è certo è che la rivedremo presto in tv.

Ti trovo allegra e rilassata: ma come sono andati questi ultimi mesi?
«In effetti sono stati mesi di tensione. A convincermi a fare i provini di Amici è stata la mia insegnante di canto Danila Satragno (pure lei savonese, vocal coach di molti big della musica tra cui anche Annalisa Scarrone, due volte premio della critica ad Amici e prossima concorrente al Festival di Sanremo, ndr): così a settembre ho superato il primo provino in cui gli autori cercavano nuove persone. Poi ne ho passati altri due in cui volevano capire se potevo essere un eventuale personaggio televisivo, dato che per partecipare bisogna essere intonati, ma avere anche un carattere che rientri nei loro canoni. Il quarto provino è quello andato in onda il 22 dicembre, dove a fermarmi è stata Grazia Di Michele: mi ha detto che dovevo cantare Come together un po' più rock. Io immaginavo che potesse dirmi qualcosa dal punto di vista tecnico e non che non avevo abbastanza grinta per un pezzo del genere, che tra l'altro considero uno dei miei cavalli di battaglia (qui il video, ndr). Infine l'ultima puntata: ero così emozionata che ho cantato di merda. Anche rivedendomi successivamente ho avuto un attimo di terrore».

Come hai preso l'eliminazione?
«All'inizio l'ho presa un po' male: è brutto trovarsi punto e a capo a un passo dal traguardo. Ma in fondo io vivo il canto come un divertimento, un piacere, un modo per comunicare alle persone quello che ho dentro. Non ho fretta di arrivare a un possibile successo. E se anche non dovessi passare la sfida, andrò dritta per la mia strada».

E Danila Satragno cosa ti ha detto?
«La Dani è contenta. Lei per me non è solo un'insegnante, ma la vedo un po' come una vice mamma. Una lezione con lei è oro colato: ti aiuta a trasformare le lacune in una particolarità e i pregi addirittura in qualcosa di più. E pensare che io fino a poco più di un anno fa non cantavo nemmeno sotto la doccia».

Come vi siete conosciute tu e Danila?
«Prima di Amici, nel 2011, senza aver mai preso una lezione di canto, avevo provato anche X-Factor: mi sono fermata due step prima della fase finale, ero tra i 48 su 50 mila che erano stati selezionati per il cosiddetto Boot Camp. Dopo quell'esperienza è stato Federico De Caroli a consigliarmi il nome di Danila Satragno. Federico è un caro amico di famiglia, lo conosco da sempre perché faceva pianobar quando mia madre lavorava in un locale di Spotorno».

Danila è anche la vocal coach di Annalisa Scarrone, un'altra savonese che è partita da Amici e che ora sta facendo parecchia strada...
«Annalisa me la ricordo ragazzina davanti al liceo di Carcare. Non siamo state compagne di scuola, abbiamo otto anni di differenza, ma all'epoca io abitavo a Giusvalla e la notavo spesso in giro. Ultimamente ci siamo riviste ad Albenga, all'inaugurazione della scuola di canto di Danila Satragno, e dopo l'esclusione da Amici mi ha comunque fatto i complimenti. È una ragazza bellissima e intelligente. Vocalmente è un mostro: anche se non ha una voce sporca di quelle che piacciono a me (tipo Janis Joplin, per dire), ha un timbro meraviglioso. A Capodanno l'ho vista al concerto nella darsena di Savona e avevo la pelle d'oca (qui il video di Annalisa in concerto a Capodanno a Savona, ndr)».

Come ti sei avvicinata alla musica?
«È successo in una brutta situazione: ho trascorso un lungo periodo in ospedale per problemi di salute e lì ho incontrato il pianista Mauro Castellano. Lui mi ha sentita cantare e mi ha spronato a proseguire. Nell'ospedale, sopra alla stanza dove stavo io c'era il reparto di ginecologia: una donna mi ha poi contattato su Facebook raccontandomi che suo figlio era nato con la mia Ave Maria. Poco dopo ho iniziato a cantare nel gruppo di un amico di quella donna».

Cosa suonavate?
«Ho iniziato con un repertorio rock, ad esempio brani dei Led Zeppelin, degli Ac/Dc, dei Guns n' Roses. Poi sono passata al blues: a me piace quello classico degli anni Quaranta, mi piacciono le voci nere e sporche come quelle di Big Mama, Koko Taylor, Etta James».

Oltre al blues cosa ascolti?
«Una delle mie preferite è Pink, abbiamo la stessa estensione vocale. Un'altra che mi piace è la cantante country americana Gillian Welch. Ma il mio amore infinito è per il compositore John Cage: sono particolarmente affezionata alla sua In a landscape, me la suonava sempre Mauro Castellano al telefono, per farmi addormentare quando stavo male. E poi vado matta anche per la musica celtica: suono il violino e qualche volta mi è anche capitato di finire in qualche jam session di Irish Music. L'Irlanda è un paese adatto a chi ha le malinconie croniche, a chi è un po' depresso. E io, anche se rido e scherzo, in fondo sono molto malinconica».

Come vedi la scena musicale nel savonese?
«Savona e la Liguria sono piene di musicisti che però non hanno molte possibilità di esprimersi. Conosco bene questa situazione e personalmente soffro un po'. Ne parlo spesso anche con il mio fidanzato Giovanni Garibaldi, cantante e chitarrista che fa parte del gruppo country Route 66 e della tribute band dei Bon Jovi Victory. Credo che enti e Comuni dovrebbero dare più spazio ai giovani: in città come Firenze o Bologna c'è più allegria, ci sono tante persone che cantano per strada. Qui in Liguria invece siamo un po' morti».

A Savona ci sei tu che canti per strada...
«Già! Pensa che una volta stavo canticchiando seduta al tavolino di un bar e una signora ha addirittura chiamato la polizia. Mi voleva far arrestare!».

Quindi, dicevamo, troppo poco spazio ai giovani?
«Per un giovane vivere a Savona è un po' morire, l'unica vera attrazione è la darsena, dove negli ultimi anni hanno aperto un po' di locali. Bisognerebbe valorizzare maggiormente anche altre zone della città: penso a una struttura come il Priamar, ad esempio. Già ci fanno mostre, conferenze e qualche concerto: però dovrebbe essere sfruttata ancora di più, sarebbe bello che diventasse un ritrovo per i giovani».

Nonostante tutto, però, Savona ti piace...
«Savona è bellissima dal punto di vista estetico: abbiamo la Fortezza del Priamar, il lungomare, le spiagge. Amo la Liguria in generale, credo che sia una delle regioni più belle d'Italia».

Tu dove abiti?
«Fino all'anno scorso abitavo sul lungomare di Savona. Ora sono andata a vivere da sola in una zona della città un po' più tranquilla, sulla strada per Cadibona».

Quali sono i tuoi locali preferiti?
«Non amo le discoteche, sono una tipa da pub, da birretta. A Savona vado spesso al Birrò, nella vecchia darsena, dove si parla di musica e dove si radunano le band locali; e ogni tanto al Bar Paradiso per farmi una cantantina al karaoke con gli amici. Fuori Savona mi piace il Mayflower di Laigueglia, dove ogni giovedì sera c'è una jam session».

Dove ti sei esibita ultimamente?
«Quando vedo qualcuno che suona mi butto, mi piacciono le jam session. Nell'estate 2012 al Percfest di Laigueglia ho cantato con Tullio De Piscopo, Alvin Queen e Dado Moroni; a una masterclass a Villanova d'Albenga mi sono ritrovata sul palco con Stefano Di Battista. Poi ho partecipato a due concerti di Danila Satragno, a Spotorno e al B4 di Milano. A Pistoia ne ho fatto uno tutto mio. E ad agosto, a Carcare, ho vinto VB Factor, l'X-Factor della Val Bormida».

Due canzoni che ti piace particolarmente cantare?
«Impressioni di settembre della PFM. E Come together dei Beatles, mi fa sentire libera. Posso dirne una terza? Calling you, la colonna sonora del film Bagad Cafè».

Oltre alla musica, quali sono i tuoi interessi?
«Ho avuto la fortuna di avere una mamma appassionata di libri e di storia, per cui leggo tanto. Sono molto legata alla poesia di Camillo Sbarbaro. Il mio scrittore preferito però è Marcel Proust, uno davvero fuori di testa: ho letto otto volte Alla ricerca del tempo perduto. Un altro libro in cui mi rivedo tantissimo, e non solo per il nome, è Margherita Dolcevita di Stefano Benni. E poi adoro Jack Frusciante è uscito dal gruppo di Enrico Brizzi, una storia meravigliosa. Da mio nonno, il pittore Roberto Finessi, ho ereditato invece l'amore per la pittura: mi piace fare schizzi al carboncino, ritrarre la quotidianità».

Qualche film che ti ha segnato?
«Mi piace molto il dramma psicologico: dico The butterfly effect con Ashton Kutcher e Revolutionary Road con Leonardo Di Caprio. Ma uno dei film che in assoluto mi ha fatto più sognare è Via col Vento».

Cosa vedi nel tuo futuro?
«La musica è l'unica cosa che non mi fa sentire sola nella vita. È un modo per mettere da parte le ansie e le malinconie. Il mio sogno? È di diventare qualcuno nella musica, di riuscire a farmi spazio tra le persone e un giorno poter dire ce l'ho fatta».

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