Concerti Savona Lunedì 17 dicembre 2012

Annalisa Scarrone e Danila Satragno, amiche da una vita

Annalisa Scarrone e Danila Satragno

È disponibile in tutte le librerie Accademia di canto (Sperling & Kupfer, 2012, 256 pp, 19 Eu), libro e dvd della cantante jazz e vocal coach Danila Satragno (leggi la nostra intervista).
Il libro offre una serie di profili delle voci più carismatiche, esaminandone tutti gli aspetti artistici: vocalità, personalità, postura, comunicatività. Danila Satragno approfondisce e focalizza tutta una serie di suggerimenti pratici distillati in anni di esperienza, compreso un programma di tre settimane per potenziare e migliorare le proprie capacità vocali. Nel libro e nel dvd sono presenti anche testimonianze dirette di molti artisti seguiti dalla vocal coach, tra cui Ornella Vanoni, Neri Marcorè, Luca Bizzarri, Annalisa Scarrone e tanti altri.

Di seguito pubblichiamo un estratto del libro in cui Danila Satragno parla proprio di Annalisa Scarrone: entrambe savonesi (di Cairo Montenotte Danila Satragno, di Carcare Annalisa), prima dell'esperienza di Amici le due si conoscevano già piuttosto bene, e da tempo. In questo brano, Danila racconta come ha visto crescere Annalisa.

Giovedì 20 dicembre Accademia di canto viene presentato alle ore 18.30 presso il Mondadori Multicenter di Milano (piazza Duomo 1): per l'occasione Danila Satragno è accompagnata dai bambini delle trasmissioni televisive Io Canto e Ti lascio una canzone e dai bambini di Disney Channel.

Genova - Annalisa Scarrone mi fu presentata da Saverio Polizzi, suo insegnante di musica alle scuole medie e mio ex compagno di pianoforte con il maestro Walter Ferrato. Era piccolina, ma già
molto portata per la musica. Sembrava sempre imbronciata, ma era solo un look da combattente, giusto per farsi rispettare. In realtà era ironica, simpatica e sempre pronta a mettersi in gioco.

Già allora, se le rivolgevi la parola o richiamavi la sua attenzione lei non girava solo lo sguardo o la testa, ma tutto il corpo come se volesse sempre affrontare le cose con tutta se stessa! La sua voce era tonica, poco vibrata e molto disponibile all’allenamento. Aveva una vocalità che desiderava libertà anziché regole, così cercai di esercitarla senza mettere mai dei paletti ma lasciando aperte più porte possibili, a livello sia tecnico sia interpretativo.

Già a quel tempo mi affascinavano le voci che definivo «dritte», ossia quelle che salgono mantenendo un controllo tale dell’ambito tonale misto da non far avvertire all’ascoltatore il passaggio. Lei era molto d’accordo con questo gusto estetico e la sua voce un po’ «minesca» glielo consentiva alla grande.
Forse questa confessione la scioccherà, ma su di lei sono riuscita a fare i miei esperimenti migliori sull’acquisizione delle note di passaggio! Mi sembrava di fare lezione a un adulto, non a una ragazzina: il suo atteggiamento era sempre propositivo, con un’attenzione e una memoria infallibili. Non dovevo mai ricordarle un compito o un impegno.

Con lei riuscimmo anche a lavorare con molta facilità sul linguaggio musicale. Quando iniziò a cantare le prime volte dal vivo nei saggi della scuola, era la gioia e il divertimento dei musicisti per la sua estrema precisione e l’autonomia. Ascoltava molta musica, quindi la sua ricerca musicale viaggiava su diversi fronti. Per esempio, rimase contagiata dal mio amore per il jazz e questo migliorò la sua consapevolezza ritmica e la libertà nell’esposizione dei temi.
Spesso nei miei concerti la facevo partecipare come corista insieme con due altre mie allieve dotate di una bella personalità vocale, Maria Grazia e Roberta. In quella formazione, con un gruppo di jazzisti d’eccezione come Dado Moroni, Roberto Gatto, Rosario Bonaccorso e Sandro Gibellini, nel 2005 realizzammo il CD Un lupo in darsena, che raccoglieva il mio jazz e l’esperienza musicale con Fabrizio De André.

A mano a mano che Annalisa diventava grande ogni cosa in lei cominciò a prendere una connotazione ben precisa: la sua personalità, il suo modo di vestirsi e le scelte nelle collaborazioni musicali. Come da manuale, la sua voce iniziò a delinearsi precisamente dopo i vent’anni, acquisendo un volume decisamente notevole, un’agilità fuori della norma e un’intonazione impressionante.
La vedevo procedere sempre più convinta verso una musicalità lineare, essenziale, diciamo molto vicina alla tendenza della musica inglese di allora. Iniziò anche a migliorare e codificare sempre di più la scrittura musicale, dando vita a brani di rara intensità anche dal punto di vista dei testi. Nella sua musica si legge il suo intimo, quello che sente veramente.

Un giorno suo padre mi chiese cosa avrebbe dovuto comperare per renderla autonoma nella scrittura dei brani e nella loro realizzazione. Così escogitammo di allestire nella sua piccola camera da letto una saletta di registrazione in cui realizzare autonomamente il materiale da farmi ascoltare. Quasi sempre eravamo sulla stessa lunghezza d’onda: le davo qualche dritta sulla struttura dei pezzi e sulle sonorità in modo da esaltare al massimo la sua originalità, poi lei eseguiva le correzioni in un lampo.

Ero sicura che Annalisa avrebbe potuto diventare una professionista, realizzando il suo sogno di vivere di musica. Certo, il suo inserimento nel mondo musicale fu duro perché si stava profilando un momento decisamente pesante, di grande rallentamento per la musica e l’economia in genere. Poi, dopo una serie di casting, nel 2010 la chiamata alla decima edizione di Amici fu l’inizio di una fantastica avventura, ed ebbe il coraggio di presentarsi alle selezioni con un brano jazz particolarmente acrobatico di Joni Mitchell!
Il resto è storia. Quando entro in un negozio di dischi e vedo la sua immagine e i suoi CD, subito la rivedo cucciola al mio pianoforte e mi spiego uno dei motivi per cui faccio questo
lavoro, che mi fa vivere con la valigia in mano e che mi lascia solo poche ore di sonno per notte, ma che non finisce mai di innamorarmi.

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