Weekend Savona Villa Faraggiana Lunedì 10 dicembre 2012

Villa Faraggiana, un gioiello sul mare di Liguria

© Alessio Sbarbaro

Genova - In posizione leggermente eminente, rivolta alla prossima riva di Albissola Marina, appare la Villa Faraggiana, realizzata e poi lungamente vissuta dalla genovese famiglia Durazzo. Edificata e definita nell’organizzazione spaziale e negli apparati decorativi nella prima metà del XVIII secolo è voluta da Eugenio Durazzo, che sostituisce e sovrappone un edificio di villeggiatura ad una precedente casa colonica. Conclusa nel 1736 con l’annessa cappella dedicata a Nostra Signora della Misericordia, la villa di Eugenio Durazzo nasce di dimensioni inferiori rispetto all’attuale, chiusa da mura a proteggere un breve giardino e alta sulle ordinate vigne a filare. 

La vastissima tenuta agricola era stata in prima battuta fomentata da Eugenio Durazzo e in seguito dai suoi discendenti, in particolare dal nipote Gerolamo. Alla morte avvenuta nel 1778 di Gerolamo, la perfetta proprietà viene ereditata da sua figlia Maria Maddalena, detentrice di uno dei più cospicui patrimoni dell'intera Genova, sposa del potentissimo cugino Marcello Durazzo, già Doge della Repubblica e proprietario, nonché regale inquilino, del sontuoso palazzo che oggi chiamiamo reale, in strada Balbi. La villa di Albissola passa quindi alla loro amata figlia Maria Francesca e infine, da questa, a Marcello suo figlio, che la tiene meno di un ventennio. 

È proprio Marcello Durazzo che nel 1821 cede la tenuta a Gerolamo Faraggiana, rappresentante di una nobile famiglia che dall’originaria Sarzana giunge a Novara in quella stessa prima metà dell’Ottocento. La villa perviene infine, per via testamentaria, nelle mani di Raffaele Faraggiana, Senatore del Regno, solito dividere il tempo della sua villeggiatura tra la riviera ligure e le sponde del Lago Maggiore, dove a Meina abitava una favolosa villa. Sullo scadere del secolo, forse in contrappunto con il parco di Meina, Raffaele Faraggiana modifica l’assetto delle terrazze antistanti la villa di Albissola, distogliendone i parterre formali per mettere a dimora imponenti alberature.
Alessandro Faraggiana, figlio di Raffaele e di Caterina Ferrandi, indomito esploratore e raffinato ricercatore, senza eredi diretti, nel 1961 dona la villa di Albissola al Comune di Novara, che ne è proprietario.

I grandi e curatissimi giardini della villa sono organizzati lungo un asse mediano a spartire con rigore gli spazi simmetrici, preceduto da un monumentale portale d'ingresso, e sono disposti a terrazze. Il livello superiore mantiene l'importante decorazione scultorea del XVIII secolo: una vasca centrata alla facciata della villa alla quale si oppongono due elaborate peschiere ai lati, dedicate rispettivamente a Bacco quella posta a occidente e a Diana l'orientale. Un ulteriore giardino segreto è sul retro, raggiungibile dal piano nobile della villa grazie ad un passaggio sopraelevato.

Gli innumerati interventi che hanno riguardato casa e giardino, volti a privilegiare, negli anni, gli apparati decorativi, come perfettamente dimostra la splendida galleria detta delle Stagioni nell’ala di ponente, il brano giustamente più celebre dell’intera villa, piuttosto che l’uso agricolo della tenuta, favorito dai Faraggiana, hanno nel tempo sortito un risultato di ineccepibile equilibrio. Un’aria domestica, di raffinata familiarità è la cifra distintiva che accoglie il visitatore della villa di Albissola, dove l’assommarsi delle esperienze di chi qua ha vissuto dimostra, sempre e comunque, la raggiunta intesa con la Natura.

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