Weekend Savona Lunedì 20 agosto 2012

Il parco avventura Solleone a San Bernardo di Alassio

La vista mozzafiato del golfo di Alassio tra i pini marittimi del parco avventura Solleone
© Matteo Paoletti
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Genova - Ponti tibetani, passaggi sospesi nel vuoto tra gli alberi, salti con carrucole appesi a cavetti d'acciaio. Il tutto nella boscaglia tra pini marittimi secolari, l'azzurro del mare sotto i piedi e una vista mozzafiato sul golfo di Alassio.
Sono questi gli ingredienti del parco avventura Solleone, interessante novità che ha inaugurato a inizio agosto in una delle zone più lussureggianti della Baia del Sole, il polmone verde di San Bernardo, a un passo dal Percorso Verde e dall'Alta Via Baia del Sole.
28 postazioni e un'estensione di circa 4mila metri quadri ne fanno uno dei maggiori parchi avventura del ponente ligure.

L'iniziativa è frutto di un progetto imprenditoriale tutto privato, ma i meriti per la comunità sono moltissimi: amplia l'offerta turistica verso la tanto decantata quanto troppo spesso disattesa destagionalizzazione, permette di tenere d'occhio lo stato della collina e, soprattutto, fa conoscere l'entroterra della Baia del Sole anche a chi è convinto che Alassio sia solo e unicamente mare.
Già, perché lo storico Percorso Verde prima di raggiungere la vetta di poggio Brea scorre parallelo al parco. E mentre ci si appende tra una liana e una trave, una decina di metri più in basso, sul sentiero, le mountain bike si arrampicano tra le ginestre prima di tuffarsi verso Laigueglia sul tracciato di downhill.

L'idea di creare un parco avventura e di dare un nuovo impulso turistico alla zona è venuta ad alcuni privati guidati da Emilio Brovelli. Che di professione fa l'ingegnere, per mestiere progetta tra l'altro il modo migliore per contenere le frane e ha fatto di una sua passione - l'alpinismo - un modo per rivitalizzare in modo naturale una zona nota soprattutto per i bassissimi indici di edificabilità e la numerosa presenza di cinghiali.
«Abbiam voluto portare un po' di mare in montagna. Anzi, cerchiamo di portare la gente che va al mare verso la collina» spiega Brovelli tutto bardato nella sua imbragatura, mentre mi sistema il set di carrucole e moschettoni di sicurezza necessari per affrontare il percorso. «Nei primi dieci giorni abbiamo sempre registrato il tutto esaurito». E in effetti il continuo via vai di famiglie del posto e turisti stranieri lo conferma.

Per Brovelli e i suoi soci non è stato facile realizzare il progetto. Innanzitutto hanno dovuto contrattare singolarmente con i proprietari dei terreni l'acquisto delle porzioni di collina, scontrandosi con la diffidenza di chi sospettava di perdere il treno di qualche speculazione edilizia. Poi hanno speso il loro tempo tra gli uffici del comune, della provincia e della comunità montana per ottenere tutti i permessi del caso. Un iter che è durato due anni.
«Se non avessimo potuto fare affidamento sulle competenze del nostro studio, difficilmente ce l'avremmo fatta ad aprire» conferma l'ingegnere con visibile soddisfazione, mentre mi spiega come il parco - che occupa un porzione di collina lunga circa 130 metri - segua perfettamente il confine tra i comuni di Alassio e Andora.

Mentre chiacchieriamo, ci avviciniamo alla partenza del percorso verde, il più semplice dei tre del parco avventura, che serve a prendere confidenza con l'imbragatura, i moschettoni e le carrucole. Una vera e propria attrezzatura da ferrata.
Non fatevi ingannare dai bambini che scorrazzano tra cavi d'acciaio, ponti tibetani e passaggi sospesi a mezz'aria: quello che per quei piccoletti spericolati è naturale, a voi adulti costerà un bel po' di sudore.
«Papà, sbrigati!» Grida un po' scocciato un biondino da prima elementare che non vede l'ora di lanciarsi giù dalla teleferica. Il babbo è a valle, insalamato nel sacco protettivo al termine della discesa e fa da tappo alla performance del figlio. Che mentre vola appeso al cavetto d'acciaio dimostra un piglio da consumato Reinhold Messner.
Dopo tocca a me e non ho la stessa disinvoltura. Ma una volta rotto il ghiaccio non scenderei davvero più.

Terminato il percorso verde, si sale di quota, intorno ai 6 metri, con il tracciato del percorso blu, dove i bambini possono avventurarsi solo se accompagnati da un adulto, oltre che dall'onnipresente guida che segue passo passo chiunque prenda parte al percorso. Aiuta, consiglia e soprattutto controlla: chi sgarra alle regole (la principale è quella di essere sempre agganciati in sicurezza con almeno un moschettone) esce immediatamente dal parco.

Sul percorso blu si inizia a sudare davvero e le prove richiedono una discreta fisicità: volare tra gli alberi appesi alle liane o scivolare di tronco in tronco al di sopra della boscaglia richiede qualche abilità in più. Ma alla fine i 40 metri di planata tra i pini marittimi appeso a una carrucola ne valgono davvero la pena.

E anche chi, come me, soffre leggermente di vertigini, alla fine non vede l'ora di affrontare l'ultima sfida del tracciato rosso, dove un po' Tarzan e un po' Indiana Jones, a forza di arrampicarsi a 10 metri di altezza tra le fronde, non ci si rende conto che l'orologio gira veloce, il pomeriggio è volato e si è scoperto un nuovo modo di vivere la natura.
La prossima volta lo provo di notte: è possibile su prenotazione, con un piccolo sovrapprezzo, e si viaggia appesi agli alberi con le torce da speleologi attaccate al caschetto.

Al parco si può salire a piedi dal centro di Alassio attraverso la mulattiera (circa 40 minuti) oppure con un bus navetta, su prenotazione, al costo di 4 Eu.
A seconda dell'età e delle combinazioni di percorsi, i prezzi variano dai 7 Eu per i bambini di 5 anni ai 24 Eu per un tour completo in notturna per gli adulti. Sconto di 2 Eu nei giorni feriali (leggi qui tutte le tariffe).
I bambini possono accedere ai percorsi solo se più alti di 110 cm (percorso verde) e 140 cm (percorso blu).
Il parco avventura è aperto tutto l'anno e tutti i giorni nel periodo estivo; nei weekend e su prenotazione a partire dal 17 settembre.

Per info:
0182 645953

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