Outdoor Savona Mercoledì 27 giugno 2012

Olimpiadi di Londra 2012: Manuel Abate in gara nei 110 ostacoli. L'intervista

Genova - Ad Alassio Emanuele Abate lo conoscono tutti: un ragazzone alto, gentile e sorridente con tutti, figlio dello storico prof di francese delle scuole medie. Con Manuel abbiamo frequentato la stessa compagnia, lo stesso liceo, abbiamo passato le stesse serate allo Zanzibar. Poi quello storico locale ha chiuso, l'Università ha segnato strade diverse per tutti e Manuel l'ho perso di vista. Ritrovarlo ora, fa una certa impressione: non solo perché il ragazzo smilzo è diventato una bestia, ma soprattutto perché il compagno di scuola è diventato un atleta di quelli che contano, il primatista italiano dei 110 ostacoli che il prossimo 30 giugno difenderà i colori azzurri agli Europei di Helsinki e il 7 agosto alle Olimpiadi di Londra.

Fresco di record italiano (13"28, terzo tempo europeo), ci racconta come la sua carriera nell'atletica sia iniziata per caso, grazie a un professore di educazione fisica che - merce rara - dopo le lezioni portava i ragazzi al campo di allenamento per trasmettere loro la passione per lo sport. «Ho iniziato con Pietro Astengo in seconda liceo» ricorda Manuel: «al pomeriggio, finite le lezioni, Pietro ci portava al campo di Villanova due/tre volte a settimana. In questi anni saremmo stati un centinaio di ragazzi a essere coinvolti dalla sua grande passione. Oggi è ancora il mio allenatore, anche se purtroppo da un paio d'anni è andato in pensione e il progetto scolastico si è interrotto. È un peccato perché si trattava di un caso particolare per l'Italia».

Prima di iniziare il progetto del liceo scientifico Giordano Bruno di Albenga, Manuel non aveva mai praticato seriamente alcuno sport. «Se si escludono le moto da cross», scherza: «all'inizio la corsa era per me un passatempo. Poi, quando ho iniziato l'Università sono passato all'agonismo e il prof mi ha seguito: ha iniziato a venirmi ad allenare a Genova, alla Sciorba e a Villa Gentile».

A Genova Manuel ha fatto parte del Cus prima di arruolarsi nelle Fiamme Oro della Polizia, si è laureato nella triennale in Ingegneria Meccanica e gli mancano pochi esami per tagliare il traguardo della specialistica. "Con gli allenamenti sono rimasto un po' indietro" spiega sinceramente dispiaciuto per essere andato di un anno fuori corso "Ma finite le Olimpiadi mi ci metto sotto".

In attesa di vederlo in pista a Londra - la prima batteria è il 7 agosto - oggi, mercoledì 27 giugno, Manuel è in volo verso Helsinki per gli Europei (la gara è sabato 30). «Punto a una medaglia» dice, sicuro del suo record italiano che gli ha garantito il terzo miglior tempo del continente. E per le Olimpiadi? «Arrivare in finale sarebbe già un sogno che si realizza».

Ad Alassio, dove Manuel vive con la famiglia, da quando è diventato un campione non lo si vede più in giro per locali. «Non sono un asceta, ma per forza di cose ho dovuto cambiare orari, alimentazione e stile di vita. È un piccolo sacrificio rispetto alle soddisfazioni che dà lo sport».
Però una birra quando torna da Londra ce la facciamo? «Garantito».

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