Weekend Savona Giovedì 21 giugno 2012

Itinerario Baia del Sole: da San Bernardo a Colla Micheri lungo il Percorso verde

© Matteo Paoletti
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Genova - Colla Micheri è un incantevole borgo medioevale adagiato a pochi passi da Capo Mele, promontorio che domina Laigueglia e segna col suo profilo il limite estremo dell'intera Baia del Sole: la Colla è un incrocio di stradine e muretti a secco che non ha nulla da invidiare - se non l'inadeguata promozione turistica - ai ben più blasonati paesini della Costa Azzurra. Antico crocevia dei commerci che da qui passavano fin dall'età romana, con ampi tratti superstiti di via Julia Augusta tuttora percorribili, questo piccolo crocicchio di case amministrato dal comune di Andora lega il proprio momento di gloria al passaggio del papa Pio VII, che qui si riposò nel suo viaggio di ritorno dall'esilio in Francia, ai primi dell'Ottocento.

Stretta tra gli ulivi e il mare, Colla Micheri deve il suo recupero all'impegno di Thor Heyerdhal, l'esploratore norvegese che dopo aver girato il mondo a bordo del Kon Tiki scelse di trascorrere qui gli ultimi anni della sua vita. Come lui, anche tanti altri stranieri che hanno rimesso in sesto i rustici della zona per trascorrerci le vacanze.

Visto che simili gioiellini è bello conquistarseli, io e il mio cane abbiamo scelto di inserire Colla Micheri come punto di arrivo di una bella passeggiata sull'Alta Via Baia del Sole, con partenza da Alassio, arrampicata attraverso il Percorso verde fino a poggio Brea e agevole passaggio sulla cresta che separa il golfo di Laigueglia dall'entroterra di Andora. Poi, una volta giunti nel borgo medievale, si può prolungare la camminata percorrendo i resti della strada romana che degradano dolcemente verso il centro di Laigueglia, e magari tornare ad Alassio sulla passeggiata a mare. Oppure, per i più temerari, continuare la discesa verso Andora, fino ai ruderi del castello medievale e alla splendida chiesa romanica dei Santi Giacomo e Filippo, perfettamente conservata.

La partenza della nostra gita - un po' più impegnativa rispetto al percorso sulla via Julia Augusta che abbiamo illustrato qualche giorno fa - è in via Solferino, traversa di via Neghelli, fuori dal centro di Alassio, dove è piuttosto semplice trovare un posteggio. Da qui si imbocca il sentiero che porta alla chiesa di San Bernardo (segnavia doppia linea orizzontale), che fino a regione villa Salada sale ripido tra muretti a secco, villette con giardino e gli immancabili cantieri tra le cascate di ginestre. Cantieri che non recuperano i ruderi, ma incidono la collina con nuove e profonde ferite.
I risultati di tali scelte urbanistiche si apprezzano sulla collina di fronte, Costa Lupara, dove in tempi recenti gli uliveti e le mulattiere hanno lasciato il posto a generose colate di asfalto e cemento.

Meglio concentrarsi sulla salita e sulle persone che si incontrano in questa domenica pomeriggio di tempo incerto: coppie che portano a spasso il cane, famiglie che si arrampicano per un pic-nic sul prato di San Bernardo, gruppetti di runners che si allenano per il trial.
Tutta gente del posto, che il sentiero lo conosce, magari per esperienze di caccia, ma nessun turista: è un peccato per una collina che potrebbe diventare una vera risorsa.
Superata Villa Salada, salendo di quota la vegetazione si fa più folta e l'aria più fresca: siamo nella parte di bosco che un centinaio di metri più in alto diventerà il Percorso Verde. Qui non è raro, la sera o nelle giornate uggiose, incontrare qualche cinghiale.

Di curva in curva, in una mezzoretta scarsa si arriva al pianoro di San Bernardo: mentre il cane si ristora alla fontanella, faccio quattro passi intorno ai ruderi della chiesa del Seicento, crollata in seguito al terremoto del 1887, lo stesso che rase al suolo Bussana e Diano Marina. Osservare una famigliola che usa l'abside ricoperto da erbacce a mo' di barbecue, fa un certo effetto: senza trascendere nel mistico, è un po' il simbolo dell'indifferenza - che dal pubblico passa al privato - nei confronti di quel che resta del nostro patrimonio artistico.

Ripreso fiato, ci lasciamo alle spalle la chiesa di San Bernardo per iniziare la risalita verso la cima di poggio Brea (370 m), lungo il sentiero che è stato ribattezzato Percorso Verde e che regala uno dei più noti scorci da cartolina del golfo di Alassio (segnavia doppio pallino pieno).
Ai lati dello sterrato, in mezzo ai cespugli di ginestre e alla ricca macchia mediterranea, sono da anni installate delle attrezzature sportive per variare gli esercizi degli amanti del fitness. Si va dalle spalliere alle panche, dagli anelli alle parallele, tutte accompagnate da pannelli illustrativi e tabelle di allenamento divise per gradi di difficoltà.
Una vera e propria palestra a cielo aperto, immersa nella natura, la cui unica pecca è quella di essere poco battuta dalle rotte turistiche. Del resto mezzi pubblici da qui ne passan pochi, il Percorso verde è poco pubblicizzato e non esiste ancora una seria promozione della nostra collina. A breve dovrebbero essere installati dei pannelli in centro - ci aveva spiegato il consigliere delegato Giacomo Nattero: speriamo bene.

Giunti in cima a Poggio Brea, si può riprendere fiato su una delle panchine prima di iniziare la discesa sulla cresta che sovrasta Laigueglia, lungo uno sterrato molto ben visibile: il sentiero (segnavia rombo) viene utilizzato come via di fuga in caso di incendio dalla Protezione civile ed è stato pulito di recente. Inoltre qui si disputano le prove di downhill e non è raro vedere appassionati di mountain bike che si lanciano giù dal pendio.

Una coppia di falchetti volteggia sopra le nostre teste, mentre il vento soffia sempre più forte. Un runner ci supera veloce, mentre lo sferragliare di una moto da enduro rovina un quadro di grande armonia. Per fortuna imbocca la deviazione per Andora, dopo averci regalato un delicato aroma di gas di scarico.
Poche centinaia di metri più avanti, la macchia mediterranea si mescola a quel che resta di una casella, antica costruzione che si incontra spesso sulle colline liguri, tuttora avvolta da un'aura di mistero. Probabilmente si tratta di un riparo di fortuna che veniva utilizzato da pastori o cacciatori, ma gli archeologi non si sono ancora pronunciati in via definitiva né sulla datazione né sulla sua funzione. Peccato che la casella, pur segnalata sulla mappa dello Iat, non abbia vicino neanche un pannello esplicativo.

Dopo circa un chilometro di cammino sull'Alta Via Baia del Sole, il sentiero sfocia sulla strada carrabile che porta al campo sportivo di Laigueglia, nei pressi di due mulini a vento in proprietà privata. Da qui il percorso per Colla Micheri si snoda lungo l'asfalto, costeggiando villette a picco sul mare cresciute all'ombra dei pini marittimi.
Una volta giunti nel borgo medievale, ci si può rinfrescare alla fontanella e magari fare uno spuntino all'Osteria, aperta nei fine settimana a pranzo e a cena.
Poi, una volta ristorati, si può proseguire in direzione di Capo Mele (sentiero Semaforo, segnavia linea e punto): dopo pochi minuti si raggiunge un antico mulino a vento, dal quale si gode di una splendida vista della Baia del Sole e del golfo di Andora, che migliora man mano che ci si avvicina alla punta del promontorio. Da qui, al mattino presto, durante l'inverno, se il cielo è sereno si riescono a vedere i profili della Corsica e della Toscana.

Quando iniziano gli agglomerati di villette, il mio consiglio è quello di tornare indietro: la mulattiera viene inghiottita dall'asfalto e la discesa verso Andora si snoda attraverso cancelli, recinzioni e muretti della zona residenziale di Pinamare. Se avete piacere di scendere ad Andora, è meglio tornare verso Colla Micheri e prendere la deviazione a sinistra (segnavia rombo pieno) che porta dritti ai ruderi del castello medievale e alla chiesa romanica dei Santi Giacomo e Filippo, che merita un itinerario tutto per sé e che vi racconteremo nelle prossime settimane.

Personalmente, sono tornato ad Alassio percorrendo i tratti superstiti della via Julia Augusta, che tagliano a mezza costa la collina alle spalle di Laigueglia (segnavia tre pallini pieni). Rispetto alla strada romana che collega Alassio e Albenga, questo tratto necessita di una generosa sistemata, soprattutto nei tratti più vicini al paese, dove la mulattiera è seriamente minacciata dall'invadenza dei rovi e da alcuni smottamenti del terreno.

Giunti nel centro di Laigueglia, una passeggiata per le piazze e i caruggi dell'antico borgo marinaro è d'obbligo. Poi, se vi va, potete tornare ad Alassio percorrendo la passeggiata lungomare, per un paio di chilometri. In alternativa, ci si può affidare a un autobus: ne passa uno ogni venti minuti.

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