Teatro Savona Mercoledì 28 settembre 2011

Shakespeare in Town 2011: il programma

Genova - Settima edizione per il festival Shakespeare in Town! della compagnia Salamander a Savona. Dal primo al 30 ottobre, un mese di incontri, spettacoli, laboratori e approfondimenti sulla storia e la traduzione, il linguaggio e i personaggi dell'Otello di William Shakespeare.

«Una formula che abbiamo voluto definire con la parola festival ma che è in realtà un percorso di accompagnamento e suggerimenti intorno a uno spettacolo centrale che nasce in casa a partire da un testo shakespeariano di nuova traduzione», spiega Marco Ghelardi, regista e direttore artistico della rassegna e della compagnia, nonché traduttore.
Quest'anno al centro della manifestazione c'è l'Otello: «una grande sfida, come per altro già nelle scorse stagioni le altre grandi tragedie, per una compagnia giovane che intende affrontare con freschezza questi lavori che formano il canone shakespeariano. Lo spirito è quello di ripulire questi testi da tante sovrastrutture accumulatesi nel tempo, che li rendono un po' opachi, mentre nella sostanza si tratta di storie semplici legate alla sincerità del cuore umano».

Lo spettacolo, Otello, interpretato da Barbara Alesse, Marco Taddei e Lucio De Francesco, per la regia di Marco Ghelardi, andrà in scena al Teatro Chiabrera in mattinée per le scuole dal 26 al 28 ottobre e in serale il 29 e 30 ottobre.

Nato nel 2005, Shakespeare in Town! si articola intorno all'idea di produrre uno spettacolo a Savona e per Savona, in controtendenza a una tradizione di spettacoli ospiti. In quest'ottica tutto il percorso di lavoro vuole essere svelato e condiviso - per quanto possibile - in una manifestazione articolata su diversi appuntamenti metropolitani e nelle case per demistificare testi spesso considerati complessi e lontani. «Per esempio quest'anno riproponiamo Shakespeare in casa portando una scena dell'Otello nei salotti, nelle cucine, nei piazzali o sui ballatoi. E, al di là del luogo comune dei liguri burberi, devo dire che sono state tante le porte che si sono aperte con questa proposta».

Un altro percorso è presentato nella forma di uno stage teatrale nella sala prove della compagnia per lavorare con gli attori e le attrici con alcuni personaggi. Proposta offerta anche alle scuole materne e primarie (su richiesta). «Il nostro è un lavorare sul lungo periodo e sul territorio stimolando il pubblico di domani per un futuro con maggiori prospettive», prosegue Ghelardi.

Anche il lavoro di traduzione è oggetto di incontri e confronti. «Si tratta di una traduzione del tutto originale, a partire dai testi in quarto e in folio del 1600 e non da traduzioni recenti. La volontà è quella di trasportare il testo nel nostro tempo e restituirlo in un linguaggio moderno con una metrica e vocaboli del contemporaneo. Perché se è vero che la lingua di Shakespeare è articolata, è altrettanto vero che non deve mai essere oscura. In particolare per Otello mi sono sganciato, più che nelle traduzioni precedenti, dall'endecasillabo che faceva suonare il testo un po' troppo come un libretto d'opera. Tenendolo presente come punto di riferimento, ho puntato a un linguaggio più vicino a noi, cercando di combinare le mie scelte tra l'edizione in quarto e quella in folio».

La traduzione tutti gli anni viene pubblicata e fatta circolare per la città attraverso il bookcrossing, oltre ad essere al centro di un evento organizzato in collaborazione con l'Università di Pisa e, in particolare, il Corso di Laurea Magistrale in Traduzione dei Testi Letterari e Saggistici e IASEMS - Italian Association of Shakespearean and Early Modern Studies. Si aggiunge alla riflessione sulla traduzione, un incontro sul potere persuasivo della parola, a partire dal personaggio di Iago e all'uso manipolatorio che fa del linguaggio a cura di Amedeo Benedetti.

In tutto questo meccanismo volto a far recuperare il backstage agli spettatori, Salamander lascia anche uno spazio ad un'altra realtà. Quest'anno è stato commissionato uno spettacolo speciale con cena a tema presso il ristorante La Gattafura all'attrice Silvia Quarantini e l'attore e compositore Andrea Nicolini. «Notte araba è il risultato, uno spettacolo dedicato all'Oriente e tratto da Le mille e una notte di cui siamo promotori, con le poche risorse che abbiamo a disposizione, nell'ottica di aprire la manifestazione e coinvolgere altri artisti con altri percorsi».
Il tema dell'Oriente, della storia, dello scontro fra civiltà e delle migrazioni è poi affrontato in una serie di incontri tra cui quello con lo scrittore e storico Alessandro Barbero e uno dedicato alla comunità di migranti savonesi - molto numerose le provenienze dal Medio Oriente - che porterà testimonianze dirette delle ultime migrazioni.

E per seguire gli appuntamenti da remoto, un blog del festival con racconti scritti e video, spunti e aggiornamenti costanti.

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