Weekend Savona Lunedì 29 agosto 2011

Itinerari di Liguria: escursione dal Colle del Melogno al Bric dell'Agnellino

© skiforum

Genova - Le temperature tradiscono, ma ormai l’estate sta finendo e, se si è stufi della spiaggia, l’entroterra savonese offre comunque interessanti possibilità di svago a contatto con la natura.
Tra i numerosi percorsi per gli amanti del trekking, c'è l’itinerario che dal Colle del Melogno, importante valico sullo spartiacque tirrenico-padano, porta al Bric dell’Agnellino.
Mauro Raco, guida ambientale ed escursionistica per le province di Savona, Genova e Imperia ed esperto conoscitore del territorio, della geologia, della flora e fauna locali, ci illustra il modo migliore per assaporare al meglio il panorama che questo itinerario offre.

Prima di partire, qualche consiglio sull’attrezzatura necessaria, soprattutto per i meno esperti: «scarponi, abbigliamento a cipolla, una mantella in caso di pioggia, una borraccia e alimentazione adeguata».
Preparato lo zaino e riempita la borraccia, si parte. Da dove comincia il percorso? «Il Colle del Melogno si trova a 1026 m di altezza nei pressi di Calizzano, raggiungibile facilmente dall’uscita di Finale Ligure sull’Autostrada dei Fiori», spiega Mauro: «una volta parcheggiata l’auto nel piazzale di fronte al rifugio-ristorante La Baita, il percorso ha inizio dal Forte Centrale, conosciuto per essere uno dei luoghi teatro delle battaglie napoleoniche, e prosegue per gran parte della sua durata lungo l’Alta Via dei Monti Liguri che, presa in direzione destra, entra in una faggeta ombrosa, la specie dominante in questi boschi di montagna. Dopodiché, attraversa la Foresta Demaniale Regionale della Barbottina, una delle faggete meglio conservate e strutturate d'Europa, con esemplari alti anche fino a 50 metri».

Quali sono le caratteristiche della flora di questa zona? «A fine estate, come in primavera, si possono ammirare le aquilegie e alcune specie di orchidee, mentre alla fine dell’inverno il campanellino, il dente di cane, la scilla a due foglie e il fior di stecco, ma da non perdere è la spettacolare fioritura tra maggio e giugno del maggiociondolo», continua Mauro. «Inoltre i boschi della zona sono anche rinomati per i loro funghi».

Per quanto riguarda invece la fauna, «quella della faggeta non è tra le più ricche, ma è presente una discreta quantità di uccelli e, con un po' di fortuna e facendo silenzio, è possibile scorgere il picchio nero, l'astore o il rampichino alpestre». Ma gli ambienti rupestri in questa zona, ricorda Mauro, sono frequentati dall'aquila reale e dal corvo imperiale: prima di partire, quindi, non scordatevi di mettere nello zaino anche la macchina fotografica o un paio di binocoli.

Quali sono la durata e il livello di difficoltà di questo percorso? «Il tragitto offre due possibilità di percorrenza adeguate anche al livello di preparazione dell’escursionista: dopo circa un'ora di marcia su un'ampia sterrata senza considerevoli dislivelli, si raggiunge un prato con una casetta di legno del Corpo Forestale e una fresca sorgente dove è possibile riposarsi e dissetarsi. A questo punto si può tornare al punto di partenza in circa un'ora e mezza con un percorso ad anello, oppure proseguire per un itinerario della durata complessiva di circa 5 ore verso il Bric Agnellino».

«Nel caso si decida di andare avanti, è necessario seguire l’Alta Via dal prato, raggiungendo in meno di un’ora il sentiero, contrassegnato da una X gialla, proveniente da Bardineto per il Bric Agnellino. Il sentiero, ampio ma in pendenza accentuata, conduce a un bivio: il percorso principale (segnato con la X gialla) sulla destra conduce in poco tempo alla vetta del Bric Agnellino (1335 m) tra la Val Bormida e la Val Maremola, dal quale è possibile godere nelle belle giornate di un panorama a 360° sul territorio circostante; la deviazione sulla sinistra invece conduce in pochi minuti a una zona rocciosa e dirupata chiamata Balzi Rossi, che ospita una grande quantità di specie botaniche alpine e relitti glaciali».

Per il rientro bisogna tornare indietro fino all'Alta Via: «ripercorrerla verso il prato per poi prendere un sentiero parallelo ad essa, sulla destra, che scende dal crinale verso il rifugio La Baita in circa un'ora e mezza passando vicino ai ruderi di fortificazioni di fine '800: Batteria Merizzo e Forte Tortagna».

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