Il Festival Teatrale di Borgio Verezzi compie 45 anni - Savona

Teatro Savona Venerdì 3 giugno 2011

Il Festival Teatrale di Borgio Verezzi compie 45 anni

Savona - Salutato con parole caute ma incoraggianti dal neosindaco di Borgio Verezzi Renato Dacquino, in carica da sole due settimane, il Festival Teatrale di Borgio Verezzi arriva quest'anno alla sua 45esima edizione e manda in scena i suoi protagonisti tra l'8 luglio e il 10 agosto 2011.

Nonostante i tempi non rosei per i bilanci di nessuno, Stefano Delfino, direttore artistico (che ringrazia in particolare le giunte precedenti per la fiducia), conferma «gli otto spettacoli in anteprima nazionale (ovvero, alcune delle novità in cartellone nella prossima stagione invernale) dello scorso anno - l'edizione 2010 ha visto un record di incassi, principale risorsa del festival - per 21 serate tra classici e drammaturgia contemporanea».

Quest'anno tema del festival è il femminile nelle sue varie declinazioni. In scena, il teatro di Goldoni (dal 28 al 30 luglio, La locandiera per la regia di Caterina Costantini) e Molière (la farsa George Dandin o Il marito scornato, per la regia di Alberto Gagnarli dal 12 al 14 luglio), ma anche Questa immensa notte (16-17 luglio) dell'inglese Chloë Moss, spettacolo pluripremiato in America ma mai rappresentato in Italia - a portarla in scena il Teatro Cargo. E poi La Marcolfa di Dario Fo (22-24 luglio, ed è la prima volta che una commedia di Fo sbarca al festival) e L'uomo che raccoglieva le bottiglie, di e con Pino Petruzzelli, tratto da una delle dodici storie del suo libro Gli ultimi (2-3 agosto).

«E voglio ricordare ancora Brava! (4-5 agosto)» prosegue Delfino, «un omaggio al teatro italiano e a Garinei e Giovannini, con un one-woman show con al centro Anna Mazzamauro, in scena affiancata da 2 attori e 4 ballerini: una grande inteprete che racconta la storia di un'attrice che festeggia 40 anni di palcoscenico in un testro vuoto. Infine l'Alice (8-10 luglio, spettacolo di apertura del festival) da Lewis Carroll di Matteo Tarasco, primo e unico regista ad essere nominato all'interno del Lincoln Center Theatre Directors Lab di New York, che vuole essere un tentativo l'odierno spaesamento quotidiano di una società incompresa».

Questa edizione è dedicata a Genova e alla Liguria e così invece di un solo regista ligure ospite, quest'anno ce ne sono due: Laura Sicignano (Teatro Cargo) e Pino Petruzzelli (Centro Teatro Ipotesi).
Le difficoltà finanziarie non passano certo in sordina e come nella migliore tradizione del giornalismo economico, Delfino per spiegare la questione fa un paragone. «Pochi giorni fa Luca De Fusco, direttore del Napoli Teatro Festival, appena risorto dalle ceneri, ha parlato di festival miracolato che da una cassa di 150 Eu a marzo e nessun cartellone in vista, si è poi ritrovato con un budget di 4 milioni e mezzo. Bé, volevo dire che, noi il festival di Borgio lo facciamo con un decimo e per questo ringraziamo artisti e compagnie che confermano sempre il loro interesse per il festival e sono felici di tornare, e come i nostri 200 abbonati non ci abbandonano mai».

Andrea Brambilla, nonché Zuzzurro, a proposito di La cena dei cretini (8-10 agosto, spettacolo ci chiusura del festival), un testo di Franci Veber di cui è interprete e regista, non si sofferma sulla storia, notissima anche per le diverse versioni cinematografiche, «a cui sta per aggiungersene una nuova prodotta da Steven Spielberg. Una storia normalissima perché di cretini ce n'è tanti. Un testo molto ironico e comico su una situazione umana che c'è comunque. L'unico dubbio che mi resta è per andare a Borgio bisogna essere dei cretini? Forse sì».

In coda al festival si terrà come consuetudine la ventiduesima Rassegna cinematografica curata da Claudio Bertieri e dedicata a Vittorio De Sica: «7 serate, dal 22 al 28 agosto - afferma Bertieri - per mettere insieme alcuni momenti storici della carriera dell'attore: dagli esordi, dopo il teatro, in Tempo Massimo all'Oscar con Ladri di biciclette. Peccato che lo stato delle finanze sta mettendo a dura prova anche la Cineteca Nazionale che non è riuscita a fornirci molte pellicole che avevamo in progetto per il programma».

A proposito di Questa immensa notte, la regista Laura Sicignano, accenna brevemente alla scoperta della drammaturga inglese, Chloë Moss, e di questo testo in un recente viaggio a Londra e alla traduzione a quattro mani con Eliana Amadio, come prima fase del progetto che è poi proseguito con un lavoro in carcere. «A differenza di Chloë Moss che lavora molto nelle carceri, noi abbiamo fatto il percorso a rovescio, cercando di dare un elemento internazionale alla traduzione che potesse parlare di tante donne in tante carceri nel mondo. Poi, insieme alle attrici Lisa Galantini e Orietta Notari, abbiamo incontrato le detenute del carcere di Pontedecimo, anche grazie alla direttrice Maria Milani, per capire con loro le problematiche del dopo. Il testo infatti presenta due donne che escono dal carcere e una volta in libertà si ritrovano in un mondo che non le aiuta a vivere una condizione carceraria, tutta mentale. Lo spettacolo è una bomba emotiva che racconta un'umanità fragile e coraggiosa e molto autoironica (proprio come sono le detenute che abbiamo conosciuto)».

«George Dandin è un classico rappresentato in tutto il mondo - spiega il regista Alberto Gagnarli - che Molière scrisse per festeggiare la vittoria della Francia sulla Spagna, ispirandosi ad altre sue farse e alla quarta novella della settima giornata del Decameron di Boccaccio: è la vicenda di una moglie che con uno stratagemma costringe in casa il marito. Piccola perla molieriana che introduce la donna oggettivizzata come novità nel linguaggio del drammaturgo, a cui corrispondono due personaggi straordinari, i suoceri del bifolco a cui la donna è costretta in sposa, perché loro possano campare. Un progetto coltivato da tempo con l'amico di sempre Maurizio Micheli, interprete alla sua prima volta al festival, come anche Benedicta Boccoli».

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