Libri Savona Giovedì 10 febbraio 2011

Gianrico Carofiglio presenta il suo ultimo libro: 'La manomissione delle parole'

Genova - Venerdì 11 febbraio, nella Sala del Comune di Savona, ore 18, Gianrico Carofiglio presenta il suo ultimo libro La manomissione delle parole (Rizzoli, 2010, 187 pp, 13 Eu), introduce Renata Barberis.

Nel saggio, lo scrittore analizza la comunicazione verbale e il potere delle parole: «la ragione di questo libro –a un tempo politica, letteraria ed etica– consiste nell'esigenza di trovare dei modi per dare senso alle parole: e, dunque, per cercare di dare senso alle cose, ai rapporti fra le persone, alla politica intesa come categoria nobile dell'agire collettivo». Carofiglio costruisce un impianto filologico sull'uso del linguaggio e sulle sue conseguenze nella nostra società. La diagnosi dello scrittore, magistrato e uomo politico barese, è che oggi si usino poche parole, di scarsa qualità, e che la lingua utilizzata meccanicamente sia sciatta, banale e manipolata dall'ideologia dominante. Dato che la narrazione dei fatti non è un'operazione neutra, ma un tipo di comunicazione che crea la realtà definendo il mondo con i propri termini, secondo Carofiglio occuparsi del tema della scelta delle parole assume oggi una valenza cruciale, fondativa.

La strada indicata dall'autore passa attraverso la cura, l'attenzione, la perizia da disciplinati artigiani della parola, sia nello scrivere che nel parlare, ma ancor più nell'esercizio passivo della lingua: quando ascoltiamo e quando leggiamo.
Carofiglio sottolinea come nei sistemi totalitari si assista sempre all'impoverimento della lingua, alla scomparsa delle parole del dubbio in favore degli slogan del potere, al trionfo lento, feroce e impercettibile dei luoghi comuni che impediscono di ragionare. Questo libro sembra volerci avvisare del rischio imminente e già in atto del degenerare del linguaggio pubblico e politico, nel quale termini come popolo, libertà, amore, democrazia sono stati progressivamente usurpati e svuotati di senso.

Se è vero, come sta scritto nell'incipit del Vangelo di Giovanni, che «in principio era il Verbo», la Parola, è a questo logos che distingue l'uomo da tutte le altre creature viventi che bisogna ridare linfa vitale.
Il suo tentativo è dunque quello di riempirla, restituirle vita, perché le parole impoverite di senso sono, come scrisse il filosofo francese Brice Parain, pistole scariche.

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