Teatro Savona Lunedì 24 gennaio 2011

Teatro: la Compagnia del Barone Rampante

© Maddalena Pizzonia

Genova - Da quasi sei anni si esibisce con successo sui palcoscenici teatrali del savonese. È la Compagnia del Barone Rampante (sì, proprio in onore di quel barone, Cosimo Piovasco di Rondò, frutto dell’immaginazione dello scrittore Italo Calvino), associazione culturale Onlus con sede a Borgio Verezzi.

Tutto è cominciato con la richiesta di alcuni ex studenti della scuola media del paese che, dopo aver frequentato il laboratorio teatrale tenuto da Marcella Rembado, hanno voluto portare avanti con entusiasmo la passione non solo per la recitazione, ma per qualsiasi forma di espressione artistica. La Compagnia è quindi nata con la volontà di diffondere la cultura nel mondo giovanile attraverso l'arte, la musica, la danza e le arti figurative.
Spiega Marcella Rembado, presidente dell'associazione: «sono passati dieci anni con i ragazzi, di scuola, di teatro, di spettacoli. Ragazzi che sono rimasti da allora, ragazzi che entrano in Compagnia, ragazzi che vanno, ragazzi che spariscono, fanno un giro e poi ritornano. Tante storie. Vorrei avere il fermo immagine. Fare un montaggio dei momenti più significativi».

«Fra le varie attività, promosse dall'associazione - prosegue Rembado - c'è la costituzione di una compagnia teatrale stabile di giovani, proprio nella famosa Borgio Verezzi, sede di uno dei più importanti Festival Teatrali».

Sono le parole di Manuel Zicarelli, ventitreenne attore, insegnante di teatro e regista (Teatro Stabile di Genova), a descrivere la vera essenza di cosa significa essere un baronetto: «prima che nascesse l'albero della compagnia il nostro luogo di ritrovo era la tana della professoressa Rembado. Ci si dava appuntamento nel primo pomeriggio. Nelle belle giornate si stava in giardino mentre nelle giornate piovose si stava in quel bellissimo salotto di casa Rembado, sempre molto ospitale anche per via dei biscotti e dei cioccolatini che ci attendevano sul tavolino di vetro. Calvino ha inventato una storia fantastica ma credo sia ancora più fantastico pensare che ci siano giovani persone che la rendano viva, perché è questo che l'associazione ha regalato a tutti noi: un albero sul quale sedersi e stare insieme».

Molti sono gli spettacoli che i ragazzi del Barone Rampante hanno allestito in qualità di compagnia teatrale, fra cui: Peter pan. Il bambino che non voleva crescere, regia di Marcella Rembado insieme a Il meraviglioso Mondo di Alice, vincitore quest'ultimo del Premio Conad per il teatro amatoriale all'interno della manifestazione Palcoscenico Albissola 2010; A MAD summer night's DREAM diretto da Maximilian Nisi e Il gioco dell’Amore e del Caso per la regia di Marco Avogadro.

Quest'ultimo, attore, insegnante di recitazione e regista (Teatro Stabile di Genova) così descrive l'esperienza con la Compagnia teatrale di Borgio Verezzi: «quello che subito mi ha colpito nell’incontro con gli allievi del Barone Rampante è stata la loro capacità di convivenza e collaborazione tra i diversi gruppi di età. Davvero fantastica. Dopo 30 anni di varie esperienze teatrali, dal tecnico al regista, dall'attore all'aiuto regia in lirica o al traduttore, di una cosa sono ancora sicuro: che il teatro è un mondo a sé, fatto di legno, corde, chiodi, luci, denaro (a volte troppo, a volte troppo poco), costumi, cultura e fantasia, ma soprattutto di persone. La vera capacità di un attore è essere una persona e sapere comunicare questo suo essere agli altri».

La partecipazione alla maggior parte delle attività proposte dall'Associazione è gratuita per i ragazzi fino ai 25 anni. Il valore formativo e culturale che la Compagnia del Barone Rampante ha per i giovani che ne fanno parte può essere percepito dalle testimonianze di alcuni giovani baronetti. «Tralasciando il fatto che ci divertiamo un mondo provando e recitando tutti assieme, è stato molto bello vedere con i propri occhi quanto noi ragazzi che ne facciamo parte siamo cresciuti, sia nella recitazione, sia nella disciplina e nelle relazioni interpersonali» racconta Alessandro Bolzoni (22 anni).

«È grazie a questa grande famiglia che ho trovato una vocazione, un obiettivo da raggiungere e la positività che ora mi caratterizza» spiega invece Lorenzo Ferrero (19 anni). «L'esperienza al Barone Rampante? Indimenticabile. Sempre nel mio cuore» dice Andrea Barberi (20 anni), mentre conclude le testimonianze Giulia Pozzi (21 anni): «qui ho imparato a conoscermi confrontandomi con i grandi classici della letteratura italiana e straniera, sono cresciuta interperetando personaggi completamente diversi dal mio essere e che mi hanno aiutato a capirmi».

Inoltre la Compagnia del Barone Rampante, per tutto l'anno, propone numerosi corsi tenuti da professionisti del cinema, teatro, fotografia: il 15 gennaio è partito quello di Storia e Tecnica del Fumetto (docente: Renzo Sciutto). Seguiranno a febbraio il Laboratorio di Tecnica teatrale Scene d'amor perdute (docente: Antonio Carli) di scenografia Tre metri… oltre la platea: lo spazio scenico in scena (docente: Gabriele Resmini) e il Laboratorio Teatrale Bambini (docente: Marcella Rembado).

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