Teatro Savona Mercoledì 22 settembre 2010

Teatro Chiabrera: la stagione 2010/2011

Genova - La stagione 2010/2011 del Teatro Chiabrera di Savona si compone di 5 rassegne per un totale di 81 rappresentazioni con la presenza di due spettacoli che ne internazionalizzano il profilo e che potranno vedersi in regione solo a Savona. Saranno ospiti, infatti, per la prima volta, i celebri Momix (14-15 gennaio) e il re dei trasformisti Arturo Brachetti (19-20 marzo).
La compagnia americana guidata da Moses Pendleton presenterà Remix, un best che festeggia i loro trent’anni di vita con mondi colorati, costumi, giochi di luce e ombra, il tutto accompagnato da un tocco di ironia. Il nuovo spettacolo di Arturo Brachetti, Ciak, si gira!, dopo le repliche parigine a dicembre e gennaio, arriva in Italia con il trasformista che si cimenterà con oltre sessanta personaggi trasformandosi da Zorro a Mary Poppins, da Nosferatu a Quasimodo, evocando il mondo di Fellini e concludendo con una sfilata.

Accanto a questi due appuntamenti, sta, al centro cronologico della stagione, Aggiungi un posto a tavola (1-2-3 febbraio), la più internazionale delle produzioni della ditta Garinei e Giovannini. La commedia musicale italiana par exelllance ha avuto oltre cinquanta versioni straniere e con le musiche di Armando Trovajoli e le scene di Giulio Coltellacci continua ad essere ammirata per la freschezza e la complessità dell’allestimento. Questa volta, a vestire con simpatia e determinazione i panni di Don Silvestro, è chiamato Gianluca Guidi.

La stagione di prosa inizia con un dittico che avvicina due grandi titoli della tradizione sottoposti ad una forte reinvenzione registica. Dopo il caloroso successo dello scorso anno, torna Leo Gullotta nelle shakespeariane Le allegre comari di Windsor (13-14-15 novembre) e Fabio Grossi mette in moto uno spettacolo festoso e pittoresco con un Falstaff (un Gullotta imbottito e barbuto) controcorrente, originale, ingenuo. Gabriele Lavia, invece, dopo Don Giovanni e L’avaro, riprende il suo amato Molière con Il malato immaginario (23-24-25 novembre).

Tutti gli altri titoli si dispongono tra Novecento storico e contemporaneità. Allontanandosi dalla più conosciuta edizione di Tullio Kezich, l'attore napoletano Tato Russo, a capo di una nutrita compagnia, propone una sua messa in scena del pirandelliano Il fu Mattia Pascal (8-9-10 marzo). La tradizione comica partenopea prosegue Carlo Giuffrè e Angela Pagano ne I casi sono due, commedia scritta nel 1941 da Armando Curcio (18-19-20 gennaio).
È del 1946, invece, Un ispettore in casa Birling di J. B. Priestley, con Paolo Ferrari e Andrea Giordana, uno degli spettacoli più apprezzati della scorsa stagione a metà tra thriller e dramma borghese (13-14-15 dicembre).

Nel 1960 appare L’appartamento (15-16-17 febbraio), uno dei film più fortunati di Billy Wilder con Jack Lemmon e Shirley MacLaine. Edoardo Erba e Massimo Dapporto ne hanno curato, la scorso anno, un originale adattamento teatrale che ne ha conservato tutto il cinismo, il divertimento delle battute e delle situazioni paradossali fino alla lieta conclusione. Nei panni dell'impiegatuccio C.C. Buxter c'è Massimo Dapporto, mentre il ruolo di Fran è affidato a Benedicta Boccoli.

Giorgio Gaber è stato ospite del Chiabrera per l’ultima volta nel 1997 con un recital che prevedeva parte dell’urticante E pensare che c’era il pensiero, ma anche per Un uomo e una donna e Quando sarò capace di amare. Maddalena Crippa ripropone lo spettacolo dimostrando la forza intatta e così contemporanea degli interrogativi gaberiani (14-15-16 marzo).
In ultimo, Angelo Longoni racconta una storia d’oggi nella pièce Col piede giusto: un uomo politico ha ucciso in un incidente stradale ed è fuggito. Di qui la sorprendente negoziazione con la vedova borgatara, interpretata da Amanda Sandrelli (30 novembre, 1-2 dicembre).

Continua l’offerta per il mondo della scuola superiore con, accanto a Il fu Mattia Pascal (9-10 marzo), il Cirano di Corrado D’Elia (11-12 gennaio), uno spettacolo cult giunto oltre le mille repliche, omaggio all’indomabile energia e anticonformismo così cari al mondo giovanile, e il viaggio di Lucilla Giagnoni attraverso la Commedia dantesca (7-8 febbraio).

Nel ciclo del Teatrogiovani si è dato più spazio ad alcuni temi problematici: la legalità con il reading di Neri Marcorè su testi di Roberto Saviano (21 novembre), la libertà di stampa e il controllo dei mezzi di comunicazione con Ottavia Piccolo e il suo omaggio a Anna Politkovskaja scritto da Stefano Massini (26 gennaio), il valore del lavoro con Giuseppe Battiston e Gianmaria Testa nel testo di Andrea Bajani (22 febbraio) e l’identità della nostra nazione, così come si è venuta costituendo in questo secolo e mezzo, con la inconsueta partecipazione di Gherardo Colombo nelle vesti di pubblico ministero contro un Cavour che, però, saprà ben difendersi dall’accusa di aver realizzato una nazione che nessuno voleva e che, nella scrittura, si avvale delle penne di Corrado Augias e Giorgio Ruffolo (1 aprile).

A Maurizio Crozza resta da dimostrare, da par suo, che il nostro è il paese dei Fenomeni (4 dicembre) e a Gino Paoli di essere un amatissimo evergreen (25 gennaio).
Dopo il riuscito esperimento della scorsa stagione, Corrado Abbati propone un altro musical
americano, Hello Dolly! (16 dicembre), che, per il contenuto, vedove che si risposano felicemente, si appaia ad un nuovo allestimento della celebre Vedova allegra leháriana (21 gennaio). Rarità è, invece, La bajadera di Kálmán con la musica dell’ungherese che, in un ambiente esotico-indiano che molto colpì Vienna nel 1921, alterna i valzer tipici dell’operetta al foxtrot e allo shimmy (4 marzo).

Il trittico dedicato alla danza è interamente su musica russa, così come la prima compagnia, il Balletto di Mosca La Classique con il suo coreografo Alexander Vorotnikov in un nuovo
allestimento de Il lago dei cigni (21 dicembre). A seguire la Shéhérazade di Rimskij-Korsakov coreografata da Fredy Franzutti per il Balletto del Sud con la partecipazione di Luciana Savignano nella parte della Regina dei Mari (22 gennaio). E per conlcudere, un Romeo e Giulietta firmato da Giorgio Madia con il Balletto di Milano su musica di Ciajkovskij (12 marzo).

La stagione musicale mantiene il suo consueto alto profilo. Oltre al recupero del concerto di Krystian Zimerman dedicato a Chopin (3 dicembre), altri concerti monografici: l’olandese Ronald Brautigam (20 novembre), che ha in corso l’incisione integrale delle sonate, in un tutto Beethoven popolare dal Chiaro di luna alla Waldstein e all’Appassionata; Michele Campanella (29 gennaio), lisztiano con circa tremila concerti dedicati al celebre ungherese, per un recital dedicato all’Italia del Secondo Anno di Pellegrinaggio per il bicentenario della nascita dell’artista; la Academia Montis Regalis (5 febbraio), tra le formazioni specialiste del barocco con strumenti originali, in un omaggio a Bach.

Ma Liszt sarà anche il protagonista del concerto della giovane pianista Kathia Buniatishvili, con la Sonata in si minore (19 febbraio); Chopin dell'esibizione di Giuseppe Albanese e dell’Orchestra Filarmonica di Sofia (18 dicembre), con il Secondo Concerto ma anche anche con la Pastorale di Beethoven; il soprano Linda Campanella e il pianista Massiliano Damerini eseguiranno poi una raffinata liederabend, nelle ricorrenze anniversarie di Schumann, Chopin e Mahler (22 dicembre).
Il violoncellista Mario Brunello (8 gennaio), unico italiano a vincere il Premio Ciajkovskij (1986), in un programma che lustra il repertorio ottocentesco tra Beethoven e Brahms è accompagnato da Andrea Lucchesini. La violinista Viktoria Mullova, anch’essa Premio Ciajkovskij (1982), accompagnata dal fortepianista Kristian Bezuidenhout, presenta la sua ultima incisione delle sonate di Beethoven (5 marzo).

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