Concerti Savona Venerdì 23 luglio 2010

Musiche Migranti ad Albenga

Genova - Le Musiche migranti si trovano a Albenga una volta l'anno. Nel posto giusto, con un centro storico antico e di sorprendente bellezza, la memoria di un passato di crocevia di popolazioni che venivano dal mare oppure partivano per il Nord alla ricerca di un altro benessere o di prospettive commerciali. Magari dopo una sosta in una delle rare pianure della Liguria, con una terra abbastanza fertile da essere coltivata e un clima privilegiato. Oggi sono molto giovani i protagonisti di questo piccolo Festival, centinaia di anni fa probabilmente anche. E migravano molto più di noi, quasi sempre per necessità -per conquista o per sfuggire alla guerra, alle malattie, alla carestie- a volte per il piacere di farlo, di raggiungere mete attraenti per ricchezza, cultura divertimento, proprio come oggi. Epoca in cui -almeno in Italia- si è assai più stanziali che nel medioevo o nel rinascimento.

Questo passato avventuroso, povero di mezzi e ricco di inventiva, torna alla mente osservando il piccolo ma riuscito melting pot che si crea ogni anno a Albenga. Dove convergono dai paesi più impensati una ventina di giovani per lavorare insieme, conoscersi e, la sera, ascoltare musiche tradizionali interpretate più o meno fedelmente da artisti eccellenti. Quest'anno sono arrivati finlandesi, bosniaci, polacchi e irlandesi per imparare e insegnare le loro danze tradizionali. Che si somigliano tutte, perché il melting pot è un vocabolo moderno ma l'incontro delle culture è antichissimo.
A organizzare il Festival e gli stage pomeridiani è Maurizio Capitelli dello YEPP (Youth Empowerment Partnership Programme), un'organizzazione internazionale molto radicata in Europa e negli Stati Uniti che si propone di aiutare l'incontro tra i giovani e lo sviluppo delle loro potenzialità anche, tra l'altro, con l'aiuto della Youth bank, gestita da loro stessi. Sì, fanno -quasi- tutto da soli: si incontrano -e ieri si è visto che familiarizzano subito- programmano, sono tutti pienamente consapevoli dell'importanza di lavorare in gruppo e di fare incontri che saranno utili, oltre che piacevoli, per il futuro.

Molti di loro studiano e hanno grandi ambizioni anche se provengono dagli strati meno fortunati della società. Capitelli -giovane, ben sotto i trenta, insieme a uno staff altrettanto giovane, preparatissimo e molto motivato- è uno dei tanti che li aiuta e promuove queste relazioni che nascono, creando -al tempo stesso- occasione di incontri tra generazioni diverse. Ieri sera, al concerto degli Spakkabrianza -musica occitana- ballavano tutti, e con grande perizia, i passi obbligati e pieni di significati reconditi delle danze popolari antiche. Passi e significati interessanti da scoprire per imparare qualcosa di più sulle genti dalle quali discendiamo e che vengono illustrati bene ogni pomeriggio durante un workshop aperto a tutti in piazza Europa. Teoria e pratica di danza polacca, finlandese, olandese e del sud Italia per tre pomeriggi. Affascinante. E concerti di più gruppi ogni sera. A fantasticare al fresco di un mondo che non ha nessuna intenzione di morire.

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