Concerti Savona Lunedì 26 aprile 2010

Richard Sinclair al Teatro Chiabrera: un concerto unico

© Alessandro Di Tizio

Genova - Richard Sinclair è ritenuto uno dei padri storici della scena canterburiana in quanto fondatore di capitali band di quel panorama musicale (Caravan e Hatfield and the North, ma non dimentichiamo un importante passaggio nei Camel). Venerdì 23 aprile 2010 il compositore si è esibito a Savona sul palcoscenico del Teatro Chiabrera, accompagnato dal gruppo locale Nathan. In realtà, il concerto è stato un corollario che ha visto Sinclair ospite della cittadina e coinvolto in più che soddisfacenti incontri con i fan, presso due location piuttosto vive (il pub Vandergraaf e la libreria Ubik). Insomma, per 3 giorni Savona si è respirata l’aria di Canterbury.

Sala gremita e simpatia contagiosa di un istrione armato di chitarra; dietro una band ha dato il massimo nell’inseguimento delle intricate trame compositive dei Caravan (Winter Wine, For Richard, Nine Feet Underground, Golf Girl, The Love in your Eye, In the Land of the Grey and the Pink), Hatfield and the North (Share It, Didn’t matter anyway e Fitter Stoke Has A Bath), Robert Wyatt (O Caroline e Signed Curtain con i Matching Mole e Sea Song) fino al più recente Sinclair (What in the World). I Nathan hanno pure contribuito con un brano ispirato ad Hatfield and the North (Turritopsis Nutricola).

Il pubblico ha risposto bene, con frequenti ovazioni che, a poco a poco, hanno galvanizzato e sciolto soprattutto i Nathan inizialmente gravati dal peso dell’evento. Non era facile.
Volendo i puristi potrebbero avere lamentato una relativa fedeltà alle timbriche tastieristiche dei gruppi originari, ma si fa quel che si può nell’era dell’elettronica digitale. Anzi, da apprezzare la cura filologica – nota per nota – di uno dei due tastieristi (Marco Milano) per la resa della labirintica (e fantastica) suite Nine Feet Underground.

Il Sinclair cantante mantiene bene l’impostazione vocale, così originale ed unica, ma ha avuto da combattere con una chitarra calante, troppo spesso vittima di scordature, talvolta un po’ penalizzate da un uso inflazionato del vibrato. Ma che spettacolo vedere e, poi, sentire quella selva di accordi tra melodia e jazz che si snodavano sulla sei corde. Peccato che abbia suonato il basso solo in chiusura, dimostrando uno smalto inossidabile in una versione collettiva di If I Could Do It All Over Again, I'd Do It All Over You (hit dei Caravan del 1970).
Performance gradevole con un Sinclair disinvolto ed una band che, probabilmente, necessitava di qualche prova in più per rodare il repertorio ma, se teniamo conto che tutto questo è nato musicalmente in 3 giorni, non resta che complimentarci con i Nathan.

Senza troppi indugi, è il caso che entrambe le entità (Sinclair e Nathan) valutino seriamente la possibilità di un bis perché le potenzialità del binomio risultano talmente evidenti da non ridurre il live savonese alla stregua di una combinazione. Le basi sono molto buone. Certo poteva andare meglio, ma non è andata male. Il gioco vale la candela e Sinclair, come ama (e vive) la Puglia, comincerà ad apprezzare anche la Liguria. In fondo il salto dalle cime di rapa al basilico è breve.

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