Weekend Savona Martedì 2 febbraio 2010

San Valentino: itinerari romantici nella città del Muretto

Genova - Alassio è città degli innamorati fin dalle sue origini. Una antica leggenda narra, infatti, che qualche secolo prima dell’anno Mille, Adelasia, figlia di Ottone I di Sassonia, Imperatore del Sacro Romano Impero, amasse Aleramo un giovane coppiere di corte e che l’Imperatore non fosse contento di questo amore così poco regale.
I due innamorati, fuggiti insieme dalle regioni della Germania, dopo essersi uniti in matrimonio, posero la loro dimora alle falde del monte Tirasso. La loro misera esistenza di carbonai si concluse quando l’imperatore, scese in Italia a combattere contro i Saraceni, e Aleramo, insieme ai suoi figli, combatté da valoroso nell’esercito imperiale. Per i buoni uffici del Vescovo di Albenga, Ottone si riconciliò con la figlia e col genero e con generosità, investì Aleramo dei marchesati di Acqui, del Monferrato, di Savoia. Nel luogo dove Adelasia e Aleramo si erano stabiliti sorse poi una città, che in onore della principessa fu chiamata Alaxia, in seguito Alassio.

A ricordare che Alassio è la città degli innamorati c’è il Muretto con la celebre opera Les amoureux di Raymond Peynet, la statua in bronzo degli Innamorati di Eros Pellini, le Cicogne di acciaio di Mastroianni e la cassetta della posta del concorso La più bella lettera d’amore, che per il 14 febbraio si riempie di lettere e di poesie d’amore provenienti da tutta Europa.
Simbolo di Alassio, il muretto, reso popolare dalle vivaci e irregolari piastrelle firmate da illustri personaggi, è nato da un'idea del pittore alassino Mario Berrino. La prima piastrella è stata firmata nel 1951 dallo scrittore Ernest Hemingway. Da allora oltre mille firme di personalità illustri della cultura, dello sport e dello spettacolo lo hanno impreziosito e trasformato in una delle tappe più importanti per chi visita la città.

I Baci con il cuore di cioccolata sono i dolci tipici di Alassio. Nascono intorno al 1910, circa quindici anni dopo i progenitori assoluti del genere, i piemontesi baci di dama. La tradizione fa risalire la creazione del primo Bacio di Alassio a Rinaldo Balzola, pasticcere della Real Casa Savoia. Ed è proprio grazie al Caffè Pasticceria Balzola, locale storico d’Italia, che questo prodotto, sin dai tempi di D’Annunzio e della Duse, si è inserito nella gloriosa tradizione dolciaria italiana.
Dal secondo dopoguerra il Bacio di Alassio è inoltre citato in tutte le pubblicazioni che riguardano la città di Alassio. La produzione artigianale è stata portata avanti, intorno alla fine degli anni ’50, dalle più importanti pasticcerie locali. Il Bacio è di forma ovale, colore nocciola/cioccolato, con un gusto esaltato dalla presenza di nocciole e cioccolato non troppo dolce.
Grazie ai Baci, Alassio è entrata a far parte del club Città del Cioccolato e dell’Itinerario del Bacio, un percorso all'insegna non solo della bontà, ma anche della dolcezza e del romanticismo


ITINERARI ROMANTICI

Alassio propone agli innamorati tre itinerari: tre passeggiate in un’atmosfera romantica a contatto con la natura.

La porta del Paradiso: da Santa Croce a Sant'Anna ai Monti

Santa Croce, proprio nel punto dove la strada romana si affaccia sul golfo di Alassio, con la chiesetta abbarbicata alle rocce dello strapiombo,- che da quasi mille anni sfida i venti e lo scorrere del tempo, è uno dei luoghi più romantici di Alassio. The Portal of the Paradise, così la definì Cecil Roberts. E per godere di questo paradiso basta scendere i pochi gradini che portano alle terrazze e affacciarsi su un panorama grandioso. Distolto a fatica lo sguardo dall’isola Gallinaraa, lo si lascia scorrere a seguire la costa da Albenga alla Caprazoppa, ma, nelle giornate più nitide, si spinge fino alla Riviera di Levante, alle Apuane bianche e, se proprio si è fortunati, capita di intravedere anche la Corsica.
Dall’altra parte ecco la Baia del Sole, con l’abitato di Alassio disteso lungo la spiaggia. Non è difficile distinguere i borghi, le ville sulla collina, gli edifici principali. Proseguendo ecco Porto Salvo, Laigueglia e infine il Capo delle Mele, con il suo faro.
Ma vale la pena anche oltrepassare quell’arco in pietra di Santa Croce e percorrere un tratto di quella via Iulia Augusta che da oltre duemila anni è stata percorsa da gente comune, personaggi famosi, mercanti e pellegrini. E in breve si arriva in un'altra località suggestiva, la chiesina di S. Anna ai Monti, incastonata nella ripida valletta. In un luogo così delizioso come non ricordare la leggenda dei due innamorati più cari agli alassini, quella di Aleramo e di Adelasia, che vi trovarono rifugio per poter coronare il loro sogno d’amore.

La cappelletta, la natura e il mare

È uno spettacolo della natura quello che si offre alla vista di chi giunge alla cappella votiva ai Caduti del mare, la Cappelletta all’ingresso del porto di Alassio. Occorre però essere puntuali all’appuntamento. Il sipario si alza a luglio e nei primi giorni di agosto fra le 21.00 e le 21.30. A levante, sullo sfondo c’è la Gallinara, il porto con i suoi giochi di luce ed ombre e con lo sciaguattare delle imbarcazioni. A ponente si può abbracciare con uno sguardo l’ampio golfo con le case che vi si specchiano, con tutte le luci multicolori che ne fanno un paesaggio da fiaba e tutt’intorno l’arco delle colline, rese già corpose e scure dalla notte. Ed ecco che al silenzio raccolto della piccola chiesa fa eco il felice stridio dei rondoni che , a decine, giungono in volo dalla collina o dal mare. È una festa gioiosa, piena di vitalità, poi, improvvisamente tutto tace , le rondini cessano di colpo di librarsi nel cielo. Sul mare la luna piena, ancora vestita di porpora, tinge di rosso e d’argento la superficie dell’acqua, come un pittore invisibile, che dopo aver compiuto ogni sera il suo quadro, soddisfatto e felice, risciacqui nel grande bacino del golfo i suoi arcani pennelli, per stemperare in esso i tanti colori.

Il Santuario della Madonna della Guardia

Risalire lungo il tortuoso nastro della strada collinare per il Santuario della Madonna della Guardia, in un giorno di primavera e di sole, è sempre una inesprimibile gioia, se lungo il percorso, sia che si scelga l’auto o che si voglia fare una passeggiata a piedi (in poco più di un’ora di cammino), ci si concedono alcune soste per fissare lo spettacolo paesaggistico. Basta volgere lo sguardo verso il mare. Alassio appare in tutta la smagliante bellezza del golfo: il pendio, le ville, i fiori, i dorsali che scendono al mare, l'orlo della costa, il T maiuscolo del molo nel centro della spiaggia, e poi il cielo così azzurro, i giochi ed il riverbero del sole sulle gradazioni del verde delle colline, sul rosso dei tetti, sul bianco delle case.
In primavera, poi, è tutta una festa di fiori azzurri, gialli, bianchi, rossi e color vino e la brezza porta alle nari il profumo dei fiori dell’acacia e delle ginestre. Quado si giunge, infine sulla cima del Tirasso, dove sorge il Santuario dedicato alla Madonna della Guardia, lo sguardo si perde nuovamente su altri spettacoli indescrivibili.
Vivere un’ora lassù, sulla vetta del colle, è come vivere in un sogno è come se si dominasse dall'alto il piccolo mondo circostante.

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