Weekend Savona Venerdì 26 giugno 2009

In cima al monte Beigua sull'Alta Via dei Monti

Genova - Arrivati a Sassello (in automobile o in corriera) si raggiunge piazza Concezione, sulla quale si affacciano la chiesa e il municipio e si prende la via Umberto I, già segnata con il simbolo due triangoli pieni gialli; si giunge nella suggestiva zona del rio Sbruggia, attraversato da un ponticello al di là del quale è la cinquecentesca cappella di San Sebastiano. Bella, da qui, la vista sul centro storico di Sassello.
In località Colletto si attraversa il rio Verlia prima di incrociare e superare una strada asfaltata. Giunti nei pressi di una casa, si tiene a destra e si prosegue per un tratto lungo il rio Renuda, in una zona di carpini, ornielli e noccioli.

Attraversato il ruscello, si prosegue nel bosco fino a Casa Galante (471m/40') proseguendo ancora in salita, a sinistra, oltre il Castagneto della Lupa e il Bric del Luvetto (con i toponimi a ricordare la presenza del predatore). Si passa ancora, attraverso zone di castagneti e boschi misti sotto il monte Tremmo per giungere al Colle del Bergnon (828m/1h40'), in una zona dominata da faggi dalle dimensioni eccezionali. Tralasciando i sentieri per il pian della Donda (due pallini gialli) e per il monte Avzé (tre pallini gialli), si prosegue dapprima in piano per raggiungere, attraverso una salita a tratti ripida, l'abbandonata Casa della Bandìa (905m).
Oltre l'edificio, contornato da grandi alberi, si attraversa il Fosso della Bandìa e si sale alla faggeta della Costa del Giancardo (1001m/2h40').

Da qui si prosegue verso Levante, lungo l'Alta Via dei Monti Liguri. È un tratto piuttosto ripido, in cui il bosco si fa gradualmente rado e la vista si apre a scorci panoramici affascinanti, mentre sulle vaste praterie affiorano rocce ofiolitiche. Il sentiero conduce oltre il versante sud del Bric Veciri e la Sella del Beigua (1251 m, area pic-nic). Da qui si raggiunge infine, agevolmente, la vetta del Monte Beigua (1287m/4h).
Nei pressi dell'albergo-ristorante si arriva alla strada asfaltata, che prosegue diritta, dapprima lungo la selva di ripetitori televisivi, quindi in lieve discesa, per un tratto aperto a panorami mozzafiato, verso le Alpi e sulla costa, che consentono di apprezzare spettacolari forme del paesaggio.

Immersi in questo scenario si raggiunge - tralasciando momentaneamente il segnavia a sinistra per la torbiera del Laione - a Pra Riondo (1100m/4h20') dove, a fianco del ristorante-albergo, si trova il punto informativo Bruno Bacoccoli, con annesso un interessante giardino geologico: un lembo di prato in cui sono disposte alcune delle formazioni rocciose più importanti tra quelle presenti nel Parco del Beigua.
Per scendere alla Torbiera del Laione si tralascia la strada asfaltata che scende a Piampaludo e si raggiunge, tornando indietro per breve tratto verso il Beigua, la deviazione a destra (Sentiero natura, segnavia tre pallini gialli).
Abbandonato il crinale, il sentiero passa in una zona di faggi e sbuca infine nei pressi della strada carrozzabile presso la Torbiera del Laione (987m/5h05'), la principale zona umida del Parco, che ospita diverse, interessanti specie vegetali. Fra queste la drosera, una pianta insettivora le cui foglie sono coperte di peli vischiosi. La torbiera è classificata come riserva integrale all’interno dell’area protetta e la sua fruizione è regolata dalle norme del Piano del Parco; in particolare, il sito è visitabile attenendosi strettamente alle indicazioni fornite da appositi pannelli collocati sul posto.

Lungo la mulattiera che passa nel bosco fra l'asfaltata e la zona umida crescono due specie di orchidee: la concordia e l'elleborina.
Per scendere a Piampaludo occorre seguire il segnavia "X" giallo, lungo un percorso che alterna tratti di sentiero o di sterrata alla strada asfaltata. A Piampaludo è la fermata della corriera ACTS per Sassello.

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