Weekend Savona Sabato 28 marzo 2009

Tracce di storia nel borgo di Perti

Genova - A Perti, piccolo borgo a 140 metri s.l.m. nel comune di Finale Ligure (SV), si arriva da Finalborgo in auto dalla strada asfaltata per Calice Ligure, o a piedi per una medievale strada ciottolata che sale di quota passando attraverso Castel San Giovanni e costeggiando le maestose rovine di Castel Govone.
È la strada Beretta progettata nel 1666 dall'ingegnere Gaspare Beretta, più comunemente conosciuta come strada della Regina poiché vi transitò, allora quindicenne, l'Infanta di Spagna Margherita Teresa che si recava a Vienna per sposare l'imperatore Leopoldo I d'Austria.

Con le sue rocche calcaree che lo contornano, Perti rappresenta una nicchia della storia dell'uomo, che allaccia la Preistoria alle epoche moderne. Le sue grotte sono state abitate dai tempi più remoti. Camminando nei boschi e lungo le cenge rocciose ancora fino a pochi decenni fa si potevano rinvenire sparsi, rimossi nel terreno dalle piogge, piccoli frammenti di vasi, schegge di selci.
Nell'altopiano della Rocca di Perti, punto di arrivo di arrampicatori ed escursionisti, sommersi dalla vegetazione si possono scorgere i muretti a secco e le strutture dell'antico Villaggio delle Anime, agglomerato risalente all'Età del Ferro (circa decimo secolo a.C.), ma che ha origini molto più antiche: infatti nelle grotte circostanti si rinvengono tracce risalenti a circa 8000 anni fa, il Neolitico inferiore.

Sulla piazza di Perti si erge la poderosa chiesa romanica di Sant'Eusebio, edificata su un sito sepolcrale romano del quarto secolo. La chiesa conserva una iscrizione paleocristiana del 362 ed è la più antica testimonianza della diffusione cristiana in Liguria.
Proseguendo verso monte per qualche centinaio di metri ancora si incontra, sottostante la strada, la meravigliosa chiesetta dei Cinque Campanili, edificata nel 1489 per celebrare il matrimonio avvenuto a Roma il 16 novembre 1488 fra Alfonso I Del Carretto e Peretta Cybo Usodimare (che in seconde nozze fu moglie di Andrea Doria), nipote di papa Innocenzo VIII.
Sì, proprio lui, quell'Innocenzo VIII (Giovanni Battista Cybo nato a Genova nel 1432, e papa dal 1484 fino alla morte avvenuta nel 1492) cui si devono le torture verso le streghe, la persecuzione dei Valdesi e gli orrori dell'Inquisizione spagnola.

Percorso un altro mezzo chilometro circa si perviene a un gruppetto di case ristrutturate, dalla struttura architettonica tipica della Liguria di ponente, la borgata di Case Valle. Qui, attraverso un ponticello gettato su di un piccolo corso d'acqua, ci si addentra fra le case, attraversandole e superandole per un sentierino marcato con tre pallini rossi.
Si prosegue immersi nella vegetazione mediterranea che presto cede il posto a una folta macchia di leccio, e con una veloce deviazione sulla destra si giunge ad un'altura circa 300 metri sopra l'abitato di Perti.

A questo punto la vegetazione si fa più rada e compaiono improvvisamente alla vista i resti del 'Castrum Perticae', grande villaggio fortificato tardoantico-medievale che mantiene gli imponenti resti di una torre di età bizantina. Ancora poche decine di metri e, perfettamente conservata, una piccola chiesa romanica edificata intorno all'anno 1000 si presenta allo sguardo.
Entriamo. Nessun arredo. Solo pietre, sterpaglie, polvere rossiccia portata dal vento e accumulata dal tempo. Un primitivo altare in pietra, senza fregi né incisioni. E, dietro l'altare, il basso accesso ad una piccola grotta, umida, che si prolunga per una ventina di metri in leggera discesa sotto la chiesa.
Qui, dove si respira veramente la devozione alla Fede e il Credo nelle forze soprannaturali, si è sviluppata nel tempo una leggenda, una bellissima storia, che racconta...

...nei tempi antichi - racconta la storia - quando ancora non vi era la chiesetta, né alcuna altra abitazione, ma solo erba e alberi, viveva in questa grotta un vecchio e saggio eremita che godeva della fama di essere un grande veggente, e che per questo era venerato e tenuto in molta considerazione da tutti gli abitanti del borgo...
Le sue predizioni si avveravano sempre, e i consigli che offriva erano saggi a tal punto che la sua fama si era spinta ben oltre i confini di Finalborgo e di Finalmarina, fino a raggiungere i paesi circostanti e anche l'interno della costa.
La piccola cavernetta in cui viveva, null'altro che un angusto cunicolo e una piccola saletta di pochi metri, era un continuo andare e venire di uomini e donne che si recavano per chiedere consigli sul raccolto, o anche solo per avere sollievo dalle sofferenze della povera vita quotidiana semplicemente ascoltando poche parole di conforto.
Molte volte le donne chiedevano anche notizie dei mariti e dei figli imbarcati in lunghi viaggi lontani. E l'eremita rispondeva sempre con pazienza e precisione, dando indicazione su chi sarebbe tornato salvo e sano, chi malato, e chi invece non avrebbe più fatto ritorno perché perito naufragando in mezzo alla tempesta. E quanto diceva si avverava puntualmente.

Nel tempo la grotta divenne un luogo di culto, che si protrasse anche dopo la morte dell'eremita. È possibile che la chiesetta sia stata edificata sulla grotta per assorbire quell’antico culto, come era uso nei primi secoli dell'era cristiana.

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