Concerti Savona Mercoledì 13 febbraio 2008

Il punk risorge a Savona

Genova - A ventiquattro anni dalla data orwelliana prestata al punk del 1984, lo sdoganamento del pensiero no future si consuma non a Piccadilly Circus, dove gli ultimi giovani cresto-dotati continuano a chiedere cinque sterline per una foto, ma nella fortezza del Priamar di Savona, dove le istituzioni locali organizzano una tre giorni dedicata al movimento attraverso mostre, eventi e musica.
Questo è il punk trentadue anni dopo, le T-shirt strappate hanno conosciuto la lavatrice, le fanzine, il metallo sulla pelle, il nichilismo sbandierato con una A cerchiata finirà esposto. Sì, un’esposizione. Commemorativa? Vedremo.
«Credo che ci sia più bisogno di punk oggi rispetto a trent’anni fa» commenta l’Assessore alla Cultura Ferdinando Molteni, tra gli organizzatori della tre giorni savonese. Gli altri organizzatori, sono il gruppo True Love, attraverso la sua presidente Grazia Ferro, la quale spiega il perché del titolo: trentadue anni, cinque mesi e ancora molti giorni. «Tutto ha inizio con il concerto tenutosi nel settembre del 1976 al 100 Club di Londra - spiega - dove per la prima volta si sono trovati a suonare insieme Siouxie, Sex Pistols, Clash e molti dei prime-movers dell’epoca». Da allora sono stati sette anni (otto, se si considera come inizio il 1976) di spille e colore, fanzine e politica, fumetti e rumore. Tanto rumore, visto che non era questione di parlare ai genitori, in ballo questa volta c’era la Regina.

Bene, la programmazione di questi tre giorni sintetizza tutto questo. Un excursus sui movimenti e sui personaggi che hanno ispirato “l’agitazione culturale” (da Allen Ginsberg a Timothy Leary), interventi di artisti come Fabrizio Barile che hanno fotografato le creste dei punk e degli skin e le hanno messe una accanto all’altra, un’esposizione di T-Shirt archiviate e colorate con l’uniposca curata da Marco Balestrino, lavori multimediali (suoni, colori e immagine, questo è il punk scremato da tutto il resto) firmati da Fabrizio Basso.
A questo, si aggiungano presentazioni di libri e l’intervento di un personaggio che ha portato il punk in Italia, o meglio che nel 1977 è scappato dall’Italia per conoscere il movimento, Marco Philopat: il suo Costretti a Sanguinare (pubblicato dalla Shake ha tutto un altro fascino rispetto alla versione Einaudi) ha fissato le due date, di cui in Italia forse pochi si erano accorti (1977 e 1984) e ha raccontato agli italiani che cosa fosse stato il movimento di quei giovani per i quali «i capelli sono fondamentali - bisogna assolutamente tenerli dritti - in piedi - come spilli - borchie - sono un simbolo». Ecco, dunque, questi simboli, le fondamenta del punk in mostra.

Questo il programma di Punk 1976-2008: 32 anni, 5 mesi e ancora molti giorni:

Venerdì 15 febbraio
Alla Fortezza del Priamar, alle ore 16.00, ci sarà l'apertura della mostra fotografica BeatHippieAutonomiPunk all'assalto del cielo, curata da Marco Philopat, scrittore, studioso di cultura underground e “agitatore culturale”, mirata a suggellare la continuità e contiguità tra le controculture e i movimenti che, a partire dagli anni Cinquanta, hanno popolato la nostra vita, da Allen Ginsberg e Timothy Leary, passando per il "Mondo Beat", fino ai Dead Kennedys, i Crass, l'esperienza del Collettivo Virus di Milano. Philopat, insieme a Giancarlo Mattia, presenterà anche Agenzia X (una struttura con sede a Milano che si occupa di editoria, grafica, cinematografia, allestimenti, ricerca storica di base e iconografica) ed il suo ultimo libro Lumi di Punk, raccolta di testimonianze rilasciate da trenta protagonisti di quella scena.
Nella sezione iconografica di Punk 1976-2008 trovano spazio anche Generazione fuori
controllo Skin + Punk = TNT
, punks e skinheads fotografati da Fabrizio Barile in Italia ed Europa, l'esibizione Magliette Strappate parte 2°, esposizione di T-shirts dal 1982 ad oggi, curata da Marco Balestrino e Grazia Ferro ed il lavoro dell'artista multimediale Fabrizio Basso The Punkontainer, archiviazione e rielaborazione di materiale cartaceo (fanzines, comunicati, poster).
La giornata si concluderà con l'esibizione, alle ore 21.00, di Barry 'Scratchy' Myers, uno storico collaboratore dei Clash, ai quali fece da supporto tra gli anni '70 e '80, che proporrà il suo dj set chiamato The Rock and The Roll of The World”, una selezione a 360° di rock and roll da ballare da tutto il mondo.

Sabato 16 febbraio
La Sala della Sibilla diventerà, a partire dalle ore 16.00, luogo di incontro e dibattito con la presenza di: Tony 'Face' Bacciocchi, autore di Uscito vivo dagli anni '80 (segnalato dal mensile Rolling Stone come documento fondamentale per capire gli anni '80), Diego Curcio, curatore di Rumore di Carta – storia delle fanzine punk e hardcore italiane dal 1977 al 2007 ed i responsabili della Tre Accordi Records, che ha realizzato Punk 77-07 The Italian Tribute, cd tributo al trentennale Punk con contributi di 23 band italiane, selezionate tra le migliori del panorama musicale alternativo.
Appuntamento musicale alle ore 22.00 presso il Circolo Arci RainDogs con Tv Smith, il fondatore degli Adverts, una delle prime e migliori band del punk inglese, che da anni ha intrapreso una carriera solista, proponendo nuove composizioni e brani dal vecchio repertorio e, in questa occasione, suonerà alcune canzoni degli Adverts con il supporto dei Valentines, band di Bologna.

Domenica 17 febbraio
Alla Fortezza del Priamar, proseguono le mostre fotografiche e le installazioni. Alle ore 17.00, in chiusura di Punk 1976-2008, si terrà il concerto degli Arcotrafficanti, quartetto d'archi genovese formato da professionisti della musica, che si è prestato ad un lavoro di riscrittura e reinterpretazione di dodici brani storici punk, dai Sex Pistols ai Crass, dagli Angelic Upstarts ai Clash, proponendone una rivisitazione in chiave cameristica.

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